ULTIMO MINUTO – La politica italiana piange un volto storico… Ecco chi ci ha lasiciato poco fa…

A Como, nelle ore successive alla notizia, il clima è quello dei momenti che segnano davvero una comunità: non solo la scomparsa di una persona, ma la percezione collettiva di un’assenza che pesa. È il tipo di lutto che non resta confinato in una cerchia familiare o politica, perché riguarda una figura che per decenni ha intrecciato presenza civile, fede e servizio quotidiano. È in questo contesto che la città si ritrova a salutare Gianmaria Quagelli, morto a 91 anni, descritto come uno dei riferimenti più riconoscibili e rispettati del capoluogo lariano.

La scomparsa di un protagonista comasco

Secondo quanto riportato nel testo, la morte di Quagelli ha generato commozione immediata e “trasversale”, capace di attraversare politica, Chiesa e associazionismo locale. Non viene tratteggiato come un personaggio legato a una sola stagione, ma come un uomo capace di restare dentro la città anche quando la città cambiava: non semplice testimone, bensì protagonista attivo, con un’impronta costruita nel tempo attraverso coerenza, presenza e dedizione.

Fede vissuta come azione: il servizio in Cattedrale

Uno dei pilastri del profilo di Quagelli, nel racconto, è il legame con la dimensione ecclesiale comasca. La sua religiosità non viene presentata come privata o “di appartenenza”, ma come qualcosa che prende forma in un compito concreto: l’accoglienza. Per molto tempo, infatti, Quagelli è stato un riferimento nel Duomo di Como, dove ha svolto il ruolo di volontario dell’accoglienza.

Il tratto che emerge è quello di una presenza discreta e costante: cortesia, disponibilità, un modo di stare in quel luogo “sacro e cittadino” insieme, che resta nella memoria di chi lo ha incontrato. Nel testo si sottolinea anche un elemento significativo: Quagelli sarebbe stato tra i pionieri di questo servizio, intuendone prima di altri il valore, soprattutto in una Cattedrale che ogni giorno vede entrare fedeli e turisti. In questa lettura, accogliere non è solo un gesto organizzativo, ma una forma di carità, un “volto umano” che rende la Chiesa più vicina.

Dalla Democrazia Cristiana al centrodestra: la politica come continuità di valori

Accanto alla dimensione religiosa, il testo ricostruisce un percorso politico che attraversa più stagioni. Quagelli avrebbe iniziato la sua esperienza istituzionale negli anni Ottanta nella Democrazia Cristiana, entrando nel consiglio comunale e partecipando alle scelte per lo sviluppo del territorio.

Dopo una pausa, il suo impegno sarebbe ripreso “con vigore” nei primi anni Duemila: prima con Forza Italia, poi con il Popolo delle Libertà. Il racconto insiste su una cifra: anche cambiando sigle e contesti, Quagelli avrebbe portato con sé un bagaglio di valori cristiani e moderati, come filo conduttore più forte delle trasformazioni del sistema politico.

La stagione con il sindaco Bruni e il profilo da “mediatore”

Un passaggio specifico riguarda i mandati del sindaco Stefano Bruni: in quella fase Quagelli viene descritto come una “voce autorevole e rispettata” nell’aula consiliare, stimata non solo dagli alleati ma anche dagli avversari. Non un politico da clamore o da contrapposizione permanente: al contrario, nel testo viene attribuita a Quagelli una capacità di mediazione e una conoscenza concreta dei problemi cittadini.

È un profilo che rimanda a una politica di relazione, fatta di dialogo e presenza, più che di slogan: un amministratore “d’altri tempi”, con fermezza nei temi e misura nei toni.

Il cordoglio e l’abbraccio ai familiari

Nel racconto, il lutto si allarga subito oltre la dimensione pubblica: viene citato il nipote Juri e la vicinanza ai familiari, raggiunti da messaggi di cordoglio di cittadini e autorità. La Cattedrale di Como, nel saluto ricordato nel testo, richiama il valore del suffragio e della preghiera, affidando Quagelli al Signore e ringraziandolo per l’esempio offerto.

La descrizione che ne viene fuori è quella di un uomo capace di unire rigore morale e dolcezza nei modi, sempre disponibile a mettersi al servizio “senza cercare protagonismo”. È un dettaglio non secondario: nel ricordo pubblico, spesso ciò che resta non sono solo gli incarichi, ma lo stile con cui si sono vissuti.

L’ultimo saluto: funerali il 29 dicembre

Per l’ultimo commiato viene indicata una data e un luogo precisi: lunedì 29 dicembre, con cerimonia funebre alle ore 10.00, presso la cappella delle suore Giuseppine in via Borgovico. Una scelta coerente con il ritratto complessivo: un addio raccolto, in un contesto che richiama quella dimensione religiosa che ha accompagnato la sua vita.

Sarà, per la comunità, un’occasione non solo per salutare, ma per misurare l’eredità morale di una figura che ha legato insieme due forme di servizio: quella tra le navate del Duomo e quella nei banchi del consiglio comunale.

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La scomparsa di Gianmaria Quagelli viene descritta come la chiusura di un’epoca: non nel senso retorico, ma perché si spegne un tipo di presenza che, nella vita cittadina, diventa familiare e stabile. Resta il ricordo di un uomo che ha attraversato la politica comasca dalla Dc a Forza Italia, mantenendo una cifra coerente di moderazione e impegno, e che parallelamente ha trasformato la fede in un gesto concreto di accoglienza, ogni giorno, davanti al Duomo.

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