Faenza e il territorio ravennate salutano una figura che per anni ha rappresentato un punto di riferimento della politica locale. È morto a 88 anni Saverio Plazzi, protagonista di una lunga stagione di impegno civile e istituzionale, ricordato da chi lo ha conosciuto come un amministratore sobrio, competente e sempre rispettoso, anche quando il confronto politico si faceva più acceso.
Plazzi è stato consigliere comunale a Faenza dal 1994 al 2000 per il Partito Popolare Italiano, e successivamente ha portato la sua esperienza in Consiglio provinciale a Ravenna dal 2001 al 2006, eletto nelle fila de La Margherita. Un percorso che racconta non solo un cambio di fase politica – quella del centrosinistra riformista negli anni Duemila – ma anche la continuità di un profilo personale: un uomo che ha sempre vissuto la politica come servizio e non come palcoscenico.
Una vita nelle istituzioni: dal Comune alla Provincia
Il nome di Saverio Plazzi è legato a una stagione precisa della storia amministrativa faentina: gli anni in cui i Comuni erano chiamati a riorganizzare servizi, bilanci e progettualità, spesso in un clima di trasformazione profonda dei partiti e degli assetti politici.
Nel Consiglio comunale di Faenza, Plazzi ha ricoperto due mandati consecutivi, mantenendo un ruolo riconoscibile per stile e metodo: attenzione ai dossier, preparazione dei temi, capacità di interlocuzione anche con chi sedeva su posizioni diverse. Dal 2001 la sua attività si è spostata a livello territoriale più ampio, entrando in Provincia fino al 2006, in un periodo in cui le competenze provinciali su viabilità, scuole e pianificazione rappresentavano ancora un cardine della governance locale.
Il cordoglio del Comune: “Ha onorato il bene comune con generosità e rettitudine”
A ricordarlo, nelle ore successive alla notizia, è stata anche l’Amministrazione comunale di Faenza, che in una nota ha espresso profondo cordoglio alla famiglia e ai suoi cari. Un messaggio che sottolinea il tratto più citato da chi lo ha incontrato nella vita pubblica: la capacità di mettere al centro il bene comune, con una dedizione portata avanti “con generosità e rettitudine” fino agli anni del ritiro dal lavoro.
Parole che tratteggiano un modo di intendere l’impegno politico oggi sempre più raro: presenza costante, attenzione alle esigenze del territorio, spirito istituzionale.

Il ricordo di Spadoni: “Un vero modello per la politica dei giorni nostri”
Tra le testimonianze più sentite c’è quella del consigliere comunale ravennate Gianfranco Spadoni, che lo aveva conosciuto anche durante l’attività lavorativa alla Telecom di Ravenna. Un ricordo che unisce il Plazzi professionista e il Plazzi amministratore, mettendo in evidenza un tratto comune: la competenza accompagnata da disponibilità.
Spadoni lo descrive come una persona capace di mantenere rapporti di rispetto e stima anche “in posizioni politiche diverse”. Ma soprattutto insiste su un punto che, nelle cronache locali, diventa quasi una firma: il garbo. “Era persona garbata”, scrive, e perfino gli interventi più duri sapeva condurli “con stile e signorilità”, mantenendo un tono “moderato”. La conclusione è netta: “Resta un vero modello anche per la politica dei giorni nostri”.
Un profilo “manfredo”: politica come misura, non come rumore
La scomparsa di Plazzi colpisce anche per ciò che rappresenta: un’idea di politica radicata nelle comunità, fatta di consigli comunali, assemblee, confronto quotidiano sui problemi concreti. Una politica che non cercava l’“effetto” ma la soluzione, e che spesso viveva nella discrezione più che nella visibilità.
In tempi in cui il linguaggio pubblico è sempre più spinto verso lo scontro e la semplificazione, il ricordo di Plazzi viene restituito come quello di un uomo capace di una qualità ormai rara: discutere senza delegittimare, dissentire senza insultare, amministrare senza perdere il senso delle istituzioni.
I funerali e il rosario: l’ultimo saluto a Faenza
Le esequie di Saverio Plazzi si terranno sabato alle 10.30 nella chiesa del Santissimo Crocifisso dei Frati Minori Cappuccini di Faenza. Nella giornata precedente, domani, sempre ai Cappuccini, sarà celebrato un rosario.
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La morte di Saverio Plazzi chiude un capitolo di storia locale ma lascia un segno che va oltre le cariche ricoperte. Il suo nome viene associato a parole precise: rettitudine, stile, competenza, rispetto. In un clima politico spesso attraversato da nervosismi e polarizzazioni, il ricordo che emerge è quello di un amministratore che ha saputo stare nelle istituzioni con una postura chiara: servire la comunità, senza mai perdere il senso del limite e della misura.
E forse è proprio questo, oggi, il lascito più forte: non solo ciò che si fa in politica, ma come lo si fa.


















