Roma, 10 novembre 2025 – ore 22:40
Una mossa che segna la massima allerta istituzionale.
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha convocato per lunedì 17 novembre alle ore 16:30, al Palazzo del Quirinale, una nuova riunione del Consiglio Supremo di Difesa, l’organo costituzionale che riunisce le più alte cariche militari e di governo per affrontare questioni di sicurezza nazionale e internazionale.
L’annuncio, diffuso nel tardo pomeriggio dal Quirinale, arriva in un momento delicatissimo sul piano geopolitico: i fronti di guerra in Ucraina e nel Medio Oriente stanno conoscendo un’escalation senza precedenti, mentre anche in Europa cresce la preoccupazione per le cosiddette “minacce ibride” — attacchi informatici, campagne di disinformazione e operazioni cognitive mirate a destabilizzare governi e opinione pubblica.
L’ordine del giorno: conflitti, pace e sicurezza cognitiva
Secondo la nota ufficiale, il Consiglio esaminerà:
“L’evoluzione dei conflitti in corso e le iniziative di pace, con particolare riferimento all’Ucraina e al Medio Oriente.”
Ma l’elemento più rilevante è il secondo punto dell’ordine del giorno:
“La valutazione delle minacce ibride con riferimento anche alla dimensione cognitiva e alle possibili ripercussioni sulla sicurezza dell’Unione Europea e dell’Italia.”
Un’espressione che, tradotta, significa attenzione massima al rischio di manipolazione dell’informazione, alla propaganda digitale e ai tentativi di influenzare la percezione pubblica attraverso canali mediatici, social e informatici.
In altre parole, il Quirinale guarda non solo ai missili e alle truppe, ma anche alle “armi invisibili” della guerra psicologica e informativa.
Un segnale politico e istituzionale di altissimo profilo
La convocazione di Mattarella non è un atto di routine.
Il Consiglio Supremo di Difesa si riunisce solo nei momenti di particolare gravità internazionale o quando il Presidente ritiene necessario un chiarimento strategico tra i poteri dello Stato.
Al tavolo siederanno la premier Giorgia Meloni, i ministri competenti (Difesa, Esteri, Interno, Economia), i vertici delle Forze Armate, del Comitato Interministeriale per la Sicurezza della Repubblica (CISR) e dell’intelligence nazionale.
La riunione del 17 novembre arriva mentre l’Italia, nel pieno di tensioni interne e polemiche politiche, è chiamata a riposizionare la propria linea di politica estera tra NATO, Unione Europea e alleanze mediterranee.
Perché la convocazione è un segnale d’allarme
Negli ambienti diplomatici, la convocazione viene letta come una risposta al deteriorarsi della sicurezza europea e alla crescente ingerenza russa e iraniana nelle reti digitali occidentali.
Nei giorni scorsi, infatti, la Commissione Europea aveva segnalato un aumento degli attacchi informatici e delle operazioni di disinformazione rivolte ai Paesi membri, tra cui l’Italia.
La menzione della “dimensione cognitiva” è un chiaro riferimento al rischio che la manipolazione dell’informazione diventi un’arma strategica, capace di minare la coesione sociale e la fiducia nelle istituzioni.
“Non si tratta più solo di difendersi da un attacco militare – spiegano fonti del Quirinale – ma di proteggere la mente collettiva del Paese: la capacità dei cittadini di distinguere tra verità e falsità, tra realtà e propaganda.”
Italia tra due crisi: Kiev e Gaza
La riunione del Consiglio arriva mentre la guerra in Ucraina entra in una fase di stallo sanguinoso, con nuove tensioni tra NATO e Russia, e mentre il conflitto in Medio Oriente ha già prodotto conseguenze politiche e umanitarie gravissime.
L’Italia è impegnata su entrambi i fronti: fornisce supporto militare e logistico a Kiev, ma mantiene anche un ruolo diplomatico nel Mediterraneo orientale, dove la crisi israelo-palestinese minaccia la stabilità regionale.
Mattarella, arbitro della sicurezza e custode della Costituzione
Con questa convocazione, Mattarella riafferma il ruolo del Quirinale come garante dell’equilibrio istituzionale e della sicurezza nazionale.
È un messaggio chiaro: l’Italia non può permettersi distrazioni né divisioni, in un momento in cui le minacce globali non sono più solo militari ma anche cognitive, economiche e tecnologiche.
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Conclusione: allarme al Quirinale
La decisione di Mattarella scuote il Palazzo e richiama tutti alla responsabilità.
La riunione del 17 novembre si annuncia come un vertice cruciale per la sicurezza del Paese, forse il più delicato del secondo mandato del Presidente.
Dietro la sobrietà del comunicato del Quirinale, si intravede una consapevolezza allarmata: l’Italia è dentro una fase di instabilità globale, e le nuove guerre – visibili o invisibili – non si combattono più solo con gli eserciti, ma anche con le parole, le reti e le menti.



















