ULTIMO MINUTO – Mattarella shock: Arriva lo stop alla Premier Giorgia Meloni. Ecco perché

Il presidente della Repubblica impone un veto durissimo sull’accordo tra il governo Meloni e la società di Elon Musk: “Starlink non sia utilizzata nel settore della Difesa”. Una mossa senza precedenti che spiazza Palazzo Chigi e rischia di mettere in crisi l’intera strategia tecnologica del governo

L’affare da 1,5 miliardi e il muro del Colle

È un colpo di scena che ha il sapore del veto istituzionale e che rischia di mandare all’aria un maxi-accordo da 1,5 miliardi di euro: nei mesi scorsi il governo Meloni aveva avviato una trattativa con SpaceX, la società di Elon Musk, per accedere ai servizi satellitari della rete Starlink, in particolare in ambito di telecomunicazioni strategiche.

Ma a frenare l’entusiasmo del governo non sono state né l’opposizione né vincoli esterni, bensì il Quirinale. Secondo quanto riportato da Il Fatto Quotidiano e confermato da quattro fonti interne all’esecutivo, il presidente Sergio Mattarella avrebbe espresso fortissimi dubbi sull’intesa, ponendo una condizione chiara: nessuna applicazione militare per la tecnologia statunitense.

Il potere costituzionale del Presidente e il comando delle forze armate

Non si tratta di un semplice parere: Mattarella, in qualità di Capo dello Stato e comandante supremo delle forze armate, ha competenza piena sulle decisioni strategiche in materia di Difesa nazionale. E la sua posizione è stata chiara: nessuna tecnologia satellitare targata Musk nei sistemi militari italiani.

Un messaggio che ha colto di sorpresa anche diversi esponenti della maggioranza: convinti che l’accordo con Starlink potesse rappresentare un salto di qualità per le infrastrutture critiche del Paese, si sono ritrovati improvvisamente con le mani legate. E ora il dossier è congelato.

Dietro lo stop: timori per la sovranità e il controllo geopolitico

Secondo le fonti, il Presidente avrebbe maturato questa posizione a tutela della sovranità nazionale e della piena autonomia militare dell’Italia. L’utilizzo di sistemi satellitari controllati da un soggetto privato statunitense — e per di più legato a una figura controversa come Elon Musk — avrebbe potuto esporre l’Italia a dipendenze strategiche pericolose, soprattutto in scenari di crisi o conflitto.

Un tema che, non a caso, preoccupa anche altri alleati europei. E che riapre una questione centrale: chi deve gestire l’intelligenza tecnologica di uno Stato sovrano?

Silenzio da Palazzo Chigi, gelo al Ministero della Difesa

Dal governo, per ora, nessuna replica ufficiale. Ma il clima — raccontano fonti di maggioranza — è teso. Il Ministero della Difesa, che aveva già avviato valutazioni preliminari sull’impiego di Starlink in alcuni contesti operativi, si è visto costretto a interrompere ogni sviluppo tecnico. Il tutto nel più assoluto riserbo.

Anche il Quirinale, interpellato dal Fatto, ha scelto il silenzio. Ma la portata della decisione — riferiscono le fonti — è tale da essere ormai irrimediabile. E apre una frattura visibile tra il Presidente e l’esecutivo.

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Un veto che pesa come un macigno

È una mossa che ha il peso del veto costituzionale e che — secondo alcuni osservatori — potrebbe avere conseguenze politiche profonde. Non solo sul piano della Difesa e dei rapporti con gli USA, ma anche sull’equilibrio tra le istituzioni.

Per Giorgia Meloni, che ha costruito parte della sua narrazione sulla sovranità, sull’innovazione e sui rapporti privilegiati con l’amministrazione americana (passando anche per Trump), vedere il Presidente della Repubblica bloccare un’intesa strategica con Musk è un colpo durissimo. Che potrebbe delegittimare il suo governo su uno dei terreni più delicati: la gestione del potere tecnologico in chiave geopolitica.

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