ULTIMO MINUTO – Scandalo Italiano in Europa – Arriva la dimissione shock – Ecco chi è e che accade

L’arresto e poi il rilascio di Federica Mogherini e del diplomatico Stefano Sannino, insieme al dirigente del Collegio d’Europa Cesare Zegretti, ha aperto uno dei casi più delicati per la diplomazia dell’Unione europea degli ultimi anni. Al centro dell’indagine della Procura europea (EPPO) ci sono gli appalti e i finanziamenti per l’Accademia diplomatica europea, ospitata dal Collegio d’Europa di Bruges, di cui Mogherini è rettrice dal 2020. In questo quadro Sannino, figura di primo piano della diplomazia comunitaria, ha annunciato le dimissioni dal suo incarico in Commissione.

Chi sono Mogherini e Sannino

Federica Mogherini, già ministra degli Esteri nei governi di centrosinistra e poi Alta rappresentante Ue per la politica estera tra il 2014 e il 2019, guida dal 2020 il prestigioso Collegio d’Europa di Bruges, istituzione accademica che forma quadri e funzionari europei.

Stefano Sannino è uno dei diplomatici italiani più noti a Bruxelles: ex ambasciatore in Spagna e già segretario generale del Servizio europeo per l’azione esterna (Seae), nel 2025 era diventato direttore generale per Medio Oriente, Nord Africa e Golfo presso la Commissione europea.

L’inchiesta sugli appalti per l’Accademia diplomatica europea

Secondo Fanpage e altri media, l’indagine ruota attorno a un bando del Seae del 2022 per un progetto sperimentale: la nascita dell’Accademia diplomatica dell’Unione europea, un corso di nove mesi destinato ai futuri diplomatici Ue. A quel bando parteciparono sei istituti, ma a spuntarla fu il Collegio d’Europa, che ricevette prima alcune centinaia di migliaia di euro e poi, con il rinnovo, finanziamenti complessivi nell’ordine di oltre 1,5 milioni di euro.

La Procura europea e l’Ufficio anti–frode Olaf, insieme alla polizia belga, hanno effettuato perquisizioni negli uffici del Collegio d’Europa a Bruges e del Seae a Bruxelles, oltre che nelle abitazioni dei tre indagati. L’ipotesi è che il Collegio – o alcuni suoi rappresentanti – abbia avuto accesso anticipato e privilegiato alle informazioni sui criteri di selezione del bando, violando le regole di concorrenza leale previste dal regolamento finanziario dell’Ue.

Un elemento che ha insospettito gli inquirenti è l’acquisto da parte del Collegio di un immobile a Bruges, per circa 3,2 milioni di euro, quasi in contemporanea con il lancio del primo bando. L’edificio è poi diventato un dormitorio per gli studenti dell’Accademia, consentendo al Collegio di presentare una candidatura molto forte sul piano delle “infrastrutture” richieste nel bando. Gli investigatori vogliono capire se quella scelta immobiliare sia stata fatta conoscendo in anticipo le condizioni della gara.

Le accuse ipotizzate dalla Procura europea

Mogherini, Sannino e Zegretti sono stati fermati a Bruxelles, interrogati per ore e poi rilasciati nella notte, senza misure cautelari, perché non considerati a rischio di fuga. Restano però formalmente indagati.

Le ipotesi di reato notificate dalla Procura europea sono pesanti:

  • frode negli appalti pubblici,

  • corruzione,

  • conflitto di interessi,

  • violazione del segreto professionale e delle norme sulle gare.

L’inchiesta vuole verificare se, durante le procedure per l’Accademia diplomatica europea, informazioni riservate siano state condivise con il Collegio d’Europa, dandogli un vantaggio decisivo sugli altri concorrenti.

La “talpa” interna e il ruolo del Seae

Sia fonti di stampa italiane che l’ANSA riferiscono che l’indagine sarebbe partita da una segnalazione interna al Servizio europeo per l’azione esterna, una sorta di “talpa” che avrebbe denunciato possibili anomalie nel rapporto fra Seae e Collegio d’Europa.

Il Seae, per anni “casa” istituzionale sia di Mogherini (quando era Alto rappresentante) sia di Sannino (come segretario generale), è l’organo che ha gestito gli appalti per l’Accademia. Proprio quell’intreccio fra ruoli politici passati, posizioni amministrative e incarichi accademici è al centro dei sospetti di conflitto di interessi.

La difesa di Mogherini e le dimissioni di Sannino

In una nota diffusa dal Collegio d’Europa, Federica Mogherini ha dichiarato di aver “chiarito la propria posizione” con gli inquirenti, ribadendo che l’Accademia diplomatica europea ha sempre applicato “i più elevati standard di integrità ed equità” e assicurando piena collaborazione alla magistratura. Ha anche espresso “totale fiducia” nel sistema giudiziario e nella correttezza dell’operato del Collegio.

Più politica la scelta di Stefano Sannino, che in un messaggio interno al personale ha annunciato il ritiro anticipato dal suo incarico di direttore generale per l’area MENA in Commissione europea. Pur dichiarandosi fiducioso che “tutto verrà chiarito”, il diplomatico ha spiegato di non ritenere più “appropriato” continuare a guidare la direzione mentre è al centro di un’indagine penale e di una verifica amministrativa dell’Olaf su presunti favoritismi nelle nomine interne al Seae.

A segnare ulteriormente le distanze è stata una mail dell’attuale Alto rappresentante Kaja Kallas, che ha parlato di “accuse scioccanti” e della necessità di rafforzare integrità e responsabilità nella diplomazia europea, senza esprimere solidarietà diretta agli indagati.

Reazioni politiche: tra garantismo e attacchi all’Ue

In Italia il caso è stato subito ribattezzato “Mogherini–gate”. Il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha parlato di “brutta figura per l’Italia” e di “nuovo scandalo corruzione” che travolge Bruxelles, chiedendo piena trasparenza sull’uso dei fondi destinati ai giovani diplomatici.

Dal governo, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha invece richiamato al garantismo, ricordando che fino a eventuale condanna definitiva vale la presunzione di innocenza. Nel Partito Democratico ha prevalso una linea di attesa, in considerazione anche del passato politico di Mogherini nei governi di centrosinistra.

La Lega, attraverso esponenti come l’eurodeputata Silvia Sardone, ha sfruttato la vicenda per attaccare quella che definisce la “superiorità morale” della sinistra e delle istituzioni europee, richiamando anche altri scandali come il Qatargate.

Sul piano internazionale, Russia e Ungheria hanno colto l’occasione per criticare duramente Bruxelles: la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova ha parlato di “ipocrisia europea”, mentre il portavoce del governo ungherese Zoltan Kovacs ha ironizzato sui social: “Un altro giorno, un altro scandalo choc Ue”.

Un nuovo stress test per la credibilità dell’Unione europea

Il caso Mogherini–Sannino arriva in un momento in cui l’Ue è già sotto pressione per la gestione dei fondi del Piano di ripresa, per il precedente scandalo del Qatargate e per le tensioni sullo stato di diritto con alcuni Stati membri. Un’inchiesta che tocca da vicino la diplomazia europea e un’istituzione formativa simbolica come il Collegio d’Europa rischia di alimentare la narrativa di chi dipinge Bruxelles come un sistema opaco e autoreferenziale.

Al tempo stesso, il fatto che siano stati proprio EPPO e Olaf, organi interni di controllo dell’Unione, a far partire perquisizioni e indagini, viene letto da altri come la prova che il sistema europeo possiede anticorpi e strumenti per perseguire eventuali abusi di fondi comunitari.

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Per ora il quadro resta quello di ipotesi di reato su cui i magistrati stanno raccogliendo documenti, email, contratti e testimonianze. Mogherini, Sannino e Zegretti sono liberi, ma formalmente indagati; la loro versione dei fatti sarà valutata nelle prossime fasi del procedimento.

Al di là delle singole responsabilità, che spetterà alla giustizia accertare, questa vicenda è già diventata un banco di prova per la credibilità della diplomazia europea e per la capacità dell’Ue di garantire trasparenza nella gestione dei propri fondi. Se l’inchiesta dovesse dimostrare irregolarità sistemiche, il “diplomazia–gate” potrebbe lasciare segni profondi sulla percezione pubblica delle istituzioni comunitarie; se invece le accuse cadranno, resterà comunque l’immagine di un’Unione costretta a difendere la propria integrità proprio mentre rivendica, nel mondo, il rispetto dello stato di diritto.

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