ULTIMO MINUTO Shock a La7. Ecco chi è scomparso! Il famoso meterologo… Mentana annucia…

Roma, 8 ottobre 2025 – La notizia è arrivata come un fulmine a ciel sereno, con un post di Enrico Mentana su Instagram: “Un nostro lutto, grave: se ne è andato Paolo Sottocorona”. Con queste parole il direttore del TgLa7 ha annunciato la scomparsa di uno dei volti più amati e rassicuranti della televisione italiana, il meteorologo che per anni ha accompagnato milioni di spettatori con la sua voce calma e i modi pacati.

Una vita dedicata alla meteorologia e alla comunicazione

Paolo Sottocorona, nato a Roma nel 1949, aveva dedicato l’intera vita professionale allo studio del tempo e del clima. Dopo la laurea in Fisica, aveva intrapreso la carriera come meteorologo dell’Aeronautica Militare, una scuola di formazione rigorosa che ha dato i natali a molti dei grandi esperti italiani del settore. Negli anni ’80 iniziò a collaborare con diverse reti televisive, entrando poi stabilmente nel mondo dell’informazione televisiva.

La sua competenza scientifica si univa a una straordinaria capacità comunicativa: sapeva spiegare fenomeni complessi con semplicità, senza mai scadere nella banalizzazione. Un equilibrio raro, che lo ha reso negli anni un punto di riferimento per chi cercava nel meteo non solo la previsione giornaliera, ma anche un racconto chiaro e affidabile dei mutamenti climatici.

Il volto rassicurante del TgLa7

Il grande pubblico lo ha conosciuto e amato soprattutto grazie a La7, dove, accanto a Enrico Mentana, era diventato una presenza fissa e imprescindibile. Durante le lunghe maratone elettorali, tra grafici e collegamenti, Sottocorona arrivava puntuale con il suo spazio dedicato al meteo, regalando un momento di respiro ma anche di precisione.

La sua calma, il tono garbato, il sorriso appena accennato lo avevano trasformato in un volto familiare, quasi in un amico di casa. Non era raro che sui social network gli spettatori commentassero con affetto le sue apparizioni, definendolo “il meteorologo gentile” o “l’uomo che sa rendere il meteo poesia”.

La passione per il clima e l’impegno civile

Sottocorona non era solo un divulgatore del tempo atmosferico: negli ultimi anni aveva mostrato grande sensibilità per i temi legati alla crisi climatica. Con lucidità aveva spiegato gli effetti del riscaldamento globale, denunciando la superficialità con cui troppo spesso la politica affronta questi temi.

Amava ricordare che “il meteo è la cronaca, il clima è la storia”: una frase che sintetizza la sua capacità di dare profondità e prospettiva al suo lavoro. Non si limitava a dirci se sarebbe piovuto domani, ma ci invitava a riflettere su come il mondo stava cambiando.

Il ricordo dei colleghi e del pubblico

La notizia della sua morte ha scosso profondamente colleghi, giornalisti e telespettatori. Enrico Mentana lo ha salutato con un messaggio breve e struggente: “Un nostro lutto, grave”. Ma già in queste ore si moltiplicano i messaggi di cordoglio, dagli addetti ai lavori fino agli spettatori comuni che negli anni avevano imparato a volergli bene.

Sui social si leggono frasi come “la sua voce ci mancherà ogni giorno”, “era un uomo di scienza che sapeva parlare al cuore” e “ha reso il meteo un servizio pubblico vero, non spettacolo”.

Un’eredità di stile e competenza

La scomparsa di Paolo Sottocorona lascia un vuoto enorme non solo nel mondo del giornalismo televisivo, ma anche nella cultura della comunicazione scientifica in Italia. La sua eredità non è fatta solo di carte meteorologiche e previsioni, ma di uno stile: pacato, serio, rispettoso dell’intelligenza degli spettatori.

In un’epoca dominata da toni urlati e da format gridati, lui rappresentava l’opposto: la sobrietà, la chiarezza, la fiducia nella forza dei fatti e della conoscenza.

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Conclusione

Con la morte di Paolo Sottocorona se ne va un pezzo di televisione che aveva ancora il sapore del servizio pubblico autentico, fatto di serietà e competenza. Ma resta il ricordo di un uomo che ha saputo unire scienza e umanità, portando nelle case degli italiani non solo previsioni del tempo, ma anche un messaggio di fiducia e di responsabilità.

Un “signore del meteo” che continuerà a vivere nella memoria collettiva come esempio raro di come si può informare senza mai alzare la voce.

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