Ultimo minuto -Si allarga lo scandalo a Bruxelles, arrestato anche ambasciatore italiano – Ecco chi è

L’arresto – o, per usare il linguaggio tecnico dell’EPPO, il fermo e la custodia per interrogatorio – di Federica Mogherini e dell’ambasciatore italiano Stefano Sannino scuote nel profondo i palazzi di Bruxelles. I due alti funzionari europei sono tra i tre sospettati detenuti in Belgio nell’ambito di un’inchiesta della Procura europea (EPPO) su una presunta frode legata all’assegnazione al College of Europe del progetto dell’European Union Diplomatic Academy, il programma di formazione per giovani diplomatici UE.

Se il nome di Mogherini è immediatamente balzato ai titoli dei giornali, quello di Stefano Sannino è altrettanto pesante: ex segretario generale del Servizio europeo per l’Azione esterna (SEAE/EEAS), già ambasciatore d’Italia in Spagna, oggi direttore generale della Commissione europea per Medio Oriente, Nord Africa e Golfo. In pratica, uno dei diplomatici italiani più influenti degli ultimi anni.

Di seguito la ricostruzione del caso, con un focus proprio sulla figura di Sannino e sul perché il suo coinvolgimento rende l’inchiesta ancora più delicata.

Il blitz dell’EPPO tra Bruxelles e Bruges

Nella mattinata del 2 dicembre 2025, su richiesta dell’European Public Prosecutor’s Office, la polizia federale belga ha effettuato una serie di perquisizioni:

  • nella sede del College of Europe a Bruges,

  • al quartier generale del Servizio europeo per l’Azione esterna (EEAS/SEAE) a Bruxelles,

  • nelle abitazioni dei sospettati.

L’EPPO ha spiegato in una nota ufficiale che l’indagine riguarda “sospetta frode legata a un progetto di formazione finanziato con fondi UE per giovani diplomatici”, precisamente il programma della European Union Diplomatic Academy, un corso di nove mesi per cinquanta giovani funzionari degli Stati membri, affidato al College di Bruges tramite gara nel biennio 2021–2022.

Secondo la Procura europea, ci sono “forti sospetti” che, durante la procedura di gara:

  • siano state violate le regole sulla concorrenza leale (art. 169 del Regolamento finanziario UE);

  • informazioni riservate sul bando – criteri di selezione, requisiti, struttura del progetto – siano state condivise in anticipo con uno dei soggetti candidati, il College of Europe, dandogli un vantaggio indebito.

Al termine dei blitz, l’EPPO ha confermato che tre persone sono state detenute. La stampa internazionale e fonti europee hanno fatto i nomi: Federica Mogherini e Stefano Sannino risultano tra i fermati.

L’indagine ipotizza reati quali:

  • frode negli appalti pubblici (procurement fraud),

  • corruzione,

  • conflitto di interessi,

  • violazione del segreto professionale.

Si tratta, va ribadito, di ipotesi: nessuna imputazione formale è ancora stata resa pubblica, e tutti i soggetti coinvolti sono coperti dalla presunzione di innocenza.


Chi è Stefano Sannino: il super diplomatico italiano al centro del caso

Il nome di Stefano Sannino non è noto al grande pubblico quanto quello di Mogherini, ma negli ambienti europei è considerato una figura di primissimo piano. Nato a Portici nel 1959, laureato in Scienze politiche alla Federico II di Napoli, entra in diplomazia nel 1986.

La sua carriera è un crescendo:

  • incarichi nelle ambasciate italiane, tra cui Belgrado,

  • ruoli di vertice a Palazzo Chigi e alla Rappresentanza permanente presso l’UE,

  • nel 2016 la nomina ad ambasciatore d’Italia in Spagna, a Madrid;

  • nel 2020 il salto definitivo al cuore della diplomazia europea:

    • prima segretario generale aggiunto per gli affari economici e globali del SEAE;

    • poi, dal 1° gennaio 2021 al 31 dicembre 2024, segretario generale del Servizio europeo per l’Azione esterna, cioè il più alto funzionario civile sotto l’Alto rappresentante Josep Borrell.

Terminato il mandato al SEAE, nel 2025 torna in Commissione europea come direttore generale ad interim per il Medio Oriente, il Nord Africa e il Golfo.

In pratica, Sannino è stato l’uomo chiave dell’apparato diplomatico UE proprio nel periodo in cui il SEAE ha bandito e assegnato la gara per l’Accademia diplomatica al College of Europe. È questo elemento temporale a renderne particolarmente significativo il coinvolgimento nell’indagine: se ci sono state irregolarità nella procedura, è plausibile che gli inquirenti considerino il vertice amministrativo dell’EEAS come uno dei possibili snodi decisionali.

Fonti europee citate da ANSA e da altre agenzie confermano che Sannino è uno dei tre italiani sottoposti a fermo e che il suo nome compare tra i sospettati nel fascicolo dell’EPPO.

Il cuore dell’inchiesta: la gara per l’Accademia diplomatica UE

Il progetto nel mirino è la European Union Diplomatic Academy, un corso annuale intensivo – circa nove mesi – pensato per formare una nuova generazione di diplomatici europei, con moduli su politica estera, sicurezza, diritto UE, negoziazione, lingue.

Secondo l’EPPO, la domanda chiave è se il College of Europe, o suoi rappresentanti, abbiano:

  • ricevuto informazioni interne sulla gara prima della pubblicazione ufficiale del bando,

  • avuto “ragione sufficiente” per ritenere di essere praticamente già destinatari del progetto,

  • beneficiato quindi di un vantaggio competitivo non consentito rispetto ad altri possibili candidati.

Le perquisizioni hanno riguardato:

  • uffici del College,

  • uffici dell’EEAS,

  • abitazioni private dei sospettati,

  • documentazione relativa alla gara e agli scambi tra funzionari, dirigenti e accademia.

Prima del blitz, l’EPPO ha chiesto e ottenuto la revoca delle immunità per alcuni dei soggetti coinvolti, passo necessario per poter procedere a perquisizioni e fermi nei confronti di alte cariche europee.

Il ruolo di Federica Mogherini e la posizione del College of Europe

Accanto a Sannino, l’altro nome di peso è quello di Federica Mogherini: ex ministra degli Esteri in Italia, già Alto rappresentante UE per la politica estera e di sicurezza e vicepresidente della Commissione (2014–2019).

Dal 2020 Mogherini è rettrice del College of Europe di Bruges, e dal 2022 è anche direttrice dell’Accademia diplomatica UE ospitata nello stesso istituto.

Per questo, agli occhi dell’EPPO, la sua figura è al crocevia tra:

  • l’ente beneficiario del contratto (il College),

  • il programma specifico sotto indagine (l’Academy),

  • la rete di relazioni con il SEAE che ha gestito la gara.

Mogherini è stata fermamente indicata come “detenuta” da varie fonti mediatiche – Guardian, Financial Times, agenzie internazionali – e da fonti europee citate da ANSA, che la collocano tra i tre arrestati.

Il College of Europe, da parte sua, ha fatto sapere tramite portavoce di “collaborare pienamente” con le autorità e di confidare nel chiarimento della vicenda, senza però entrare nel merito delle accuse. Anche la Commissione europea, interpellata sulle perquisizioni, si è limitata a confermare i fatti, rifiutandosi di commentare “un’indagine in corso”.

Un caso simbolico per la lotta alle frodi sui fondi UE

L’inchiesta su Mogherini e Sannino è uno dei dossier più delicati finora affrontati dall’EPPO, operativo dal 2021 proprio per indagare su frodi e reati contro gli interessi finanziari dell’Unione.

Qui in gioco non ci sono solo soldi – comunque importanti – destinati alla formazione:

  • da un lato c’è il tema della correttezza delle procedure d’appalto in ambito UE,

  • dall’altro la credibilità delle stesse élite europee che dovrebbero difendere lo Stato di diritto e la trasparenza.

Non a caso molti commentatori parlano già di “nuovo terremoto a Bruxelles”, dopo gli scandali che nei mesi scorsi hanno coinvolto il Parlamento europeo (Qatargate) e altri dossier sensibili.

Se venissero confermate irregolarità nella gara, il danno d’immagine per le istituzioni UE e per l’idea stessa di “merito europeo” sarebbe enorme: l’Accademia diplomatica, che dovrebbe rappresentare la scuola di eccellenza per i futuri servitori dell’Unione, nascerebbe avvolta dall’ombra di favoritismi e conflitti di interesse.

Le prossime tappe e gli scenari possibili

Nell’immediato, la procedura sarà tutta nelle mani della Procura europea e delle autorità giudiziarie belghe:

  • valutazione del materiale sequestrato,

  • eventuale formalizzazione delle accuse,

  • decisione su eventuali misure cautelari più restrittive o sul rilascio dei fermati,

  • scelta se chiedere il rinvio a giudizio.

Parallelamente, per Mogherini e Sannino si aprono almeno due fronti:

  1. Istituzionale e professionale

    • per la rettrice del College, è inevitabile che si discuta di sospensione o dimissioni almeno temporanee, per tutelare l’immagine dell’istituto;

    • per Sannino, il ruolo di direttore generale in Commissione diventa difficilmente compatibile con un’indagine di questa portata.

  2. Politico e reputazionale

    • per l’Italia, vedere due figure di vertice della propria “diplomazia europea” coinvolte in una inchiesta di frode è un colpo alla narrativa di rigore e affidabilità costruita negli anni;

    • per l’UE in generale, il messaggio ai cittadini è delicato: mentre Bruxelles chiede sacrifici, controlli e riforme agli Stati membri sull’uso dei fondi, emerge il sospetto che proprio in casa propria le regole possano essere state piegate.

Leggi anche

Il fermo di Stefano Sannino e Federica Mogherini non è solo una vicenda giudiziaria: è uno stress test per la credibilità dell’architettura europea.

Da un lato c’è la forza di un sistema che, tramite l’EPPO, indaga senza guardare in faccia nessuno, nemmeno le sue figure più prestigiose; dall’altro c’è il rischio che l’opinione pubblica percepisca l’Unione come un élite autoreferenziale, dove anche le grandi scuole e i vertici diplomatici non sono immuni da logiche di capitalismo di relazione e presunti favori negli appalti.

Sul piano personale, per Mogherini e Sannino è in gioco un’intera carriera costruita nell’idea di servizio europeo. Sul piano politico, la domanda è più ampia: l’UE saprà dimostrare che le sue regole valgono davvero per tutti, soprattutto per chi è chiamato a scriverle, interpretarle e applicarle?

La risposta non arriverà in un giorno. Ma è chiaro che da come si chiuderà il “caso Accademia diplomatica” dipenderà non solo il futuro di due alti funzionari, ma anche un pezzo importante della fiducia – già fragile – tra cittadini e istituzioni europee.

Condividi sui tuoi social:

Articoli popolari

Voce dei Cittadini