La media sondaggi del 15 gennaio offre una fotografia politica che, pur senza scossoni clamorosi, alimenta una domanda che torna con insistenza nel dibattito pubblico: Giuseppe Conte si sta avvicinando a Elly Schlein?. I numeri non parlano di sorpassi, ma indicano movimenti e distanze che, lette in prospettiva, aiutano a capire come stanno cambiando i rapporti di forza tra le opposizioni, mentre il centrodestra resta guidato da Fratelli d’Italia.
Il quadro generale: Fratelli d’Italia sopra il 30% e governo stabile
Il dato più evidente resta la crescita di Fratelli d’Italia, che sale al 30,3% (+0,4) e conferma il ruolo di perno dell’intera coalizione di governo. Il Pd rimane secondo con il 21,9% (-0,1), mentre la fiducia in Giorgia Meloni si attesta su un 40,6%, senza variazioni significative. È un quadro che racconta una maggioranza politicamente solida, almeno sul piano del consenso, e opposizioni che faticano a imprimere un cambio di passo netto.
Il Movimento 5 Stelle in crescita: il segnale che riapre il confronto
Dentro questo scenario, il Movimento 5 Stelle si colloca al 12,4%, con un incremento (+0,1). Un dato contenuto, ma che assume valore politico perché arriva in una fase di generale immobilità. Non è tanto il numero assoluto a contare, quanto la tendenza: il M5S non arretra e anzi mostra una piccola capacità di tenuta e recupero.
È qui che si inserisce la domanda sul rapporto tra Conte e Schlein. La distanza numerica resta ampia – circa 9,5 punti separano il M5S dal Pd – ma il Movimento continua a consolidarsi come seconda gamba dell’opposizione, rendendo sempre più difficile immaginare una strategia alternativa che prescinda da un dialogo strutturato tra le due leadership.
Pd fermo, M5S in movimento: una dinamica che pesa sul “campo largo”
Il Pd, fermo al 21,9%, non perde terreno in modo drammatico, ma non cresce. Al contrario, il M5S mostra un segno positivo. È una dinamica minima, ma politicamente significativa: in un sistema dove anche decimali contano, il fatto che una forza dell’opposizione cresca mentre l’altra ristagna alimenta la lettura di un possibile riequilibrio interno al fronte anti-governo.
Questo non significa che Conte sia “a un passo” da Schlein in termini elettorali, ma rafforza l’idea che il M5S resti un interlocutore indispensabile e che la distanza tra i due non sia destinata ad allargarsi ulteriormente. Anzi, sul piano politico, la convergenza su temi come lavoro, giustizia e politica estera potrebbe ridurre il gap percepito, se non quello numerico.
Le altre opposizioni: AVS e il centro restano ai margini del duello principale
Alleanza Verdi e Sinistra si attesta al 6,3% (-0,1), confermando una presenza stabile ma non espansiva. Nell’area centrista, Azione scende al 3,3%, Italia Viva sale leggermente al 2,6%, Più Europa resta all’1,7%. Numeri che, nel complesso, non alterano il baricentro dell’opposizione, che continua a ruotare principalmente attorno a Pd e M5S.
Questo rafforza indirettamente la centralità del rapporto Conte–Schlein: senza una crescita significativa delle forze intermedie, ogni ipotesi di alternativa al governo passa necessariamente da un’intesa tra le due principali forze di opposizione.
Conte e Schlein: più vicini nei numeri o nella strategia?
Il sondaggio non dice che Conte sia ormai “vicino” a Schlein in termini di consenso, ma suggerisce che la distanza non si sta ampliando e che, in un quadro di stabilità generale, il M5S resta l’unico soggetto in grado di contendere al Pd il ruolo di baricentro dell’opposizione.
La vera vicinanza, dunque, non è tanto aritmetica quanto politica: la necessità di costruire un’alternativa credibile al centrodestra rende sempre più difficile immaginare percorsi separati. I numeri, anche quando si muovono di poco, contribuiscono a rafforzare questa evidenza.
Gli altri partiti:
Tra gli altri partiti, Forza Italia si attesta all’8,8% con un lieve +0,1, mentre la Lega è all’8,4% e registra un -0,1. Nel campo progressista Alleanza Verdi e Sinistra è al 6,3% (-0,1). Più indietro, Azione scende al 3,3% (-0,1), Italia Viva sale al 2,6% (+0,1), Più Europa resta all’1,7% (stabile) e Noi Moderati è all’1,0% (stabile).
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Il nuovo sondaggio non sancisce un cambio di leadership nell’opposizione, ma riaccende una domanda centrale: Conte e Schlein possono – o devono – camminare insieme?. Con FdI sopra il 30% e Meloni stabile nei giudizi di fiducia, l’opposizione resta chiamata a scegliere se restare frammentata o provare a ridurre le distanze interne.
In questo senso, anche un +0,1 o uno 0,0 diventano politicamente rilevanti: perché raccontano un equilibrio che, lentamente, potrebbe spostarsi. E il rapporto tra Conte e Schlein resta la chiave di volta di qualsiasi scenario futuro.



















