Ultimo SONDAGGIO Tecné – Un partito principale sbanca! Ecco qual è – Arrivano i dati shock

L’ultimo sondaggio Tecné, diffuso il 1° settembre 2025, fotografa un panorama politico in continua evoluzione. Fratelli d’Italia si conferma saldamente primo partito con il 30%, in crescita dello 0,8% rispetto a dodici mesi fa. A seguire il Partito Democratico con il 21,8%, ma in netto calo su base annua (-2,2%).

La vera sorpresa è rappresentata dal Movimento 5 Stelle, che con il 12,5% segna un balzo in avanti di 1,8 punti percentuali in un anno. Un segnale che conferma la capacità del leader Giuseppe Conte di recuperare consensi, soprattutto nel Mezzogiorno e tra gli elettori più delusi dal centrosinistra tradizionale.

Centrodestra stabile ma con equilibri interni

Se FdI continua a dominare, gli alleati mostrano dinamiche più contenute. Forza Italia si attesta all’11% (+0,3%), mantenendo una base solida nonostante l’assenza di Berlusconi. La Lega di Matteo Salvini è ferma all’8,5% (+0,1%), segnale di una difficoltà persistente nel recuperare centralità politica.

Nel complesso, la coalizione di centrodestra resta largamente maggioritaria, ma i rapporti di forza interni certificano sempre più il predominio assoluto di Giorgia Meloni.

Il centrosinistra tra luci e ombre

Il calo del PD al 21,8% è il dato più pesante per la segreteria di Elly Schlein, che paga divisioni interne e difficoltà a imporsi come leader alternativa alla premier. Al contrario, cresce leggermente Alleanza Verdi e Sinistra, ora al 6,5% (+0,1%), confermando il proprio ruolo di alleato minore ma stabile nella coalizione progressista.

L’avanzata del M5S apre scenari interessanti: con il partito di Conte tornato sopra il 12%, il rischio per i dem è che il Movimento diventi nuovamente il perno del cosiddetto campo largo, invertendo i rapporti di forza che si erano delineati dopo le ultime politiche.

I partiti minori: sopravvivenza difficile

Nell’area centrista e liberale i numeri restano modesti. Azione di Carlo Calenda è al 3% (+0,2%), mentre Italia Viva di Matteo Renzi non supera il 2% (+0,1%). Insieme raccolgono meno del 6%, ben lontani dai fasti del passato e incapaci di proporsi come ago della bilancia.

La voce “Altri partiti” scende al 4,7% (-1,2%), segno che il consenso tende a ricompattarsi verso le forze principali.

Conte in risalita

Il dato più rilevante resta la crescita del Movimento 5 Stelle, che in un anno ha recuperato quasi 2 punti percentuali. Merito di un lavoro politico costante di Giuseppe Conte, capace di imporsi nei talk show e nelle piazze come figura di riferimento per chi non si riconosce né nel governo Meloni né nel PD di Schlein.

In particolare, la campagna per le regionali in Calabria con la candidatura di Pasquale Tridico ha ridato visibilità e slancio a un Movimento che sembrava appannato, rafforzandone il radicamento al Sud.

Le ragioni del consenso

Diversi fattori possono spiegare questa crescita:

  • La linea di Conte sulla guerra a Gaza e la politica estera, spesso più netta e critica rispetto alle ambiguità di altri partiti.

  • L’attenzione ai temi sociali, dal salario minimo alla difesa dei più fragili, che intercetta le preoccupazioni crescenti delle famiglie italiane.

  • Il radicamento territoriale in alcune aree del Sud, dove il Movimento continua a mantenere un legame forte con l’elettorato.

Questi elementi, uniti a una comunicazione diretta e a una leadership che appare più consolidata rispetto al recente passato, spiegano la nuova vitalità dei 5 Stelle.

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Il sondaggio Tecnè conferma che la politica italiana non è mai ferma. Se Meloni mantiene la leadership e il PD arranca, il Movimento 5 Stelle torna protagonista, guadagnando consenso e spazio politico. Per Giuseppe Conte, i numeri di oggi rappresentano non solo un incoraggiamento, ma anche una responsabilità: trasformare questa crescita in progetto politico stabile, capace di unire opposizione e società civile.

Il quesito per i prossimi mesi sarà chiaro: i 5 Stelle riusciranno a consolidarsi come vera alternativa alla destra o si limiteranno a raccogliere il malcontento? Una cosa è certa: con il +1,8% in un anno, il Movimento ha dimostrato di avere ancora molta strada davanti.

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