ULTIMO VOTO – Voto dl sicurezza alla Camera – Ecco l’esito e parte la bagarre tra i banchi – VIDEO

Bagarre in Aula alla Camera dei deputati, nella giornata in cui il Decreto Sicurezza ha ottenuto il via libera definitivo con 163 voti favorevoli. A segnare il momento dell’approvazione è stata una clamorosa protesta da parte delle opposizioni. I deputati di Partito Democratico (PD), Movimento 5 Stelle (M5S) e Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) hanno sollevato cartelli dai loro banchi, scandendo messaggi come “Né liberi, né sicuri”, “La democrazia non si piega”, “Non si arresta la protesta” e “Decreto paura”.

La tensione è esplosa subito dopo l’ultima dichiarazione di voto e poco prima dell’inizio delle operazioni di scrutinio. L’intervento più acceso è arrivato dalla deputata M5S Valentina D’Orso, capogruppo in Commissione Giustizia, che ha definito il decreto “il trionfo dell’ipocrisia del governo Meloni”.

D’Orso (M5S): “Non tutela i cittadini, ma i colletti bianchi”

Nel corso del suo intervento, D’Orso ha elencato una serie di criticità del provvedimento, attaccando duramente la maggioranza:

> “Lo sanno bene i cittadini cosa sia l’insicurezza: i quartieri dimenticati, le discariche abusive, gli edifici abbandonati, la mancanza di presìdi di legalità. Questo decreto cambia le cose? No”.

 

Secondo la deputata, la vera emergenza è la carenza di personale nelle forze dell’ordine — 22.000 agenti mancanti tra polizia e carabinieri — per cui “il governo non stanzia un euro”.
Allo stesso tempo, ha criticato lo stanziamento di 10 miliardi per la produzione bellica, sottolineando l’assenza totale di fondi per inclusione sociale, istruzione e politiche di integrazione.

D’Orso ha poi denunciato l’incoerenza di alcune misure:

> “Così, se subisco uno stupro in una stazione, anziché al parco, avrò la consolazione di essere stata stuprata nel luogo giusto”.

 

Infine, ha accusato il governo di colpire con durezza manifestanti, operai e cittadini “che urlano la propria indignazione per Gaza”, mentre “garantisce impunità a trafficanti e molestatori grazie alle leggi Nordio”.

De Raho (M5S): “Si usa la violenza di Stato per prevenire il dissenso”

Parole dure anche dal deputato M5S Federico Cafiero De Raho, ex procuratore nazionale antimafia, che ha dichiarato:

> “Con il decreto Sicurezza si vuole prevenire il dissenso attraverso la violenza dello Stato. Questo è contro la democrazia. La sicurezza non è solo repressione: è giustizia, è legalità diffusa, è efficienza amministrativa”.

 

Per De Raho, il provvedimento tradisce il suo stesso titolo e si configura come uno strumento punitivo verso il dissenso sociale, piuttosto che come una risposta seria ai problemi di criminalità.

Le opposizioni: “Un decreto ideologico e propagandistico”

Un fronte compatto di opposizione ha denunciato l’impostazione ideologica e repressiva del provvedimento. Secondo PD, M5S e AVS, il decreto mira a soffocare il dissenso sociale e a criminalizzare le proteste di piazza, piuttosto che garantire maggiore sicurezza ai cittadini.

Il riferimento alla questione palestinese è stato esplicito: i deputati hanno ricordato la manifestazione convocata per sabato 7 giugno, organizzata congiuntamente da AVS, M5S e PD. Il corteo, dal titolo “In piazza per Gaza – Basta complicità”, partirà alle 14 da Piazza Vittorio e si concluderà in Piazza San Giovanni, luogo simbolo delle manifestazioni popolari romane.

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Un decreto contestato fin dalla sua genesi

Il Dl Sicurezza, voluto dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e sostenuto dalla maggioranza di centrodestra, introduce aggravanti per reati commessi in luoghi sensibili (come porti, stazioni e scuole) e limita le possibilità di protesta nei pressi di edifici istituzionali o durante manifestazioni non autorizzate. Solo 2 articoli su 39, come ha evidenziato Valentina D’Orso, sono dedicati alle forze dell’ordine.

Sebbene il governo lo presenti come un testo necessario per rafforzare la sicurezza pubblica, le opposizioni lo bollano come un “decreto bandiera” privo di impatto reale, se non nella sua valenza repressiva.

Conclusione

Con l’approvazione definitiva alla Camera, il decreto Sicurezza entra ora in vigore, ma la frattura politica che ha generato promette di continuare a far discutere nelle piazze e nelle istituzioni. L’episodio odierno in Aula, con l’esposizione dei cartelli e gli slogan dell’opposizione, rappresenta solo l’ultimo capitolo di uno scontro sempre più teso sul concetto stesso di sicurezza e libertà in Italia.
I VIDEO:

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