Ultim’ora Ancora un indagato nel partito della Meloni, altro grattacapo per la Premier? Ecco chi è

PALERMO – Si accendono i riflettori della magistratura siciliana su una vicenda che coinvolge direttamente il vertice dell’Assemblea Regionale. Il presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno, è attualmente al centro di un’indagine avviata dalla Procura di Palermo. L’inchiesta, affidata ai pubblici ministeri Andrea Fusco e Felice De Benedettis, ruota attorno a due finanziamenti pubblici erogati nel 2023 per un ammontare complessivo di 300 mila euro. Secondo l’ipotesi accusatoria, tali fondi sarebbero stati concessi a due enti per la realizzazione di eventi natalizi, ma in cambio Galvagno avrebbe favorito l’ottenimento di incarichi professionali per due suoi collaboratori.

I contributi oggetto d’indagine sono stati destinati alla Fondazione Tommaso Dragotto e alla società “Punto e a Capo”, riconducibile all’imprenditore Nuccio La Ferlita, già noto nel settore dell’organizzazione di eventi culturali. In particolare, 100 mila euro avrebbero finanziato i concerti intitolati “Un magico Natale”, realizzati tra Palermo e Catania, mentre gli altri 200 mila euro sarebbero stati impiegati per sostenere eventi pubblici legati alle festività di Capodanno nel Catanese.

Sotto esame la rete dei collaboratori

A insospettire gli inquirenti sarebbero stati alcuni presunti legami tra l’assegnazione dei fondi e l’inserimento, nei progetti finanziati, di due figure professionali vicine al presidente dell’Ars: la sua portavoce, Sabrina De Capitani, e l’addetto stampa Salvatore Pintaudi. Gli inquirenti stanno approfondendo se tali incarichi siano stati attribuiti in modo diretto o con il consenso tacito di Galvagno, che – secondo indiscrezioni – sarebbe a conoscenza delle indagini già dai primi mesi dell’anno.

Nei giorni scorsi il presidente dell’Ars si è presentato spontaneamente dai magistrati per chiarire la propria posizione. Durante l’interrogatorio avrebbe respinto ogni addebito, sostenendo di non essere a conoscenza né del coinvolgimento diretto dei suoi collaboratori né della dinamica con cui sarebbero stati assegnati loro eventuali incarichi. Galvagno si è detto sereno e pronto a collaborare pienamente con la magistratura per fare chiarezza.

Chi è Gaetno Galvagno di Fratelli d’Italia:
Gaetano Galvagno è nato a Paternò, in provincia di Catania, il 15 febbraio 1985. Laureato in Economia, ricopre la carica di presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana.
Deputato di Fratelli d’Italia, è al suo secondo mandato ed è il più giovane presidente dell’Ars dopo essere stato, nella scorsa legislatura, deputato segretario, vicepresidente della commissione Bilancio e componente della commissione antimafia.
Conterraneo e fedelissimo del presidente del Senato Ignazio La Russa, Gaetano Galvagno ha ottenuto quasi 14 mila preferenze alle scorse elezioni regionali risultando il più votato tra gli eletti di Fratelli d’Italia. Il novembre 2022 è stato eletto presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana alla seconda votazione ottenendo 43 voti.

La parte politica che si schiera con Galvagno

Dal fronte politico non sono tardate ad arrivare reazioni, soprattutto da parte del gruppo di Forza Italia all’Ars, che ha espresso pieno sostegno al presidente. In una nota, il capogruppo forzista Stefano Pellegrino ha dichiarato: “Siamo certi che le accuse rivolte a Galvagno si riveleranno infondate. Conosciamo il suo alto senso delle istituzioni e la sua onestà amministrativa, qualità che lo hanno sempre distinto nel suo percorso politico”.

Pellegrino ha poi lanciato un appello alla magistratura affinché le indagini vengano condotte con tempestività e senza pregiudizi, nel rispetto delle garanzie personali, ma anche della necessità di tutelare le istituzioni regionali da ombre e sospetti che rischiano di comprometterne la credibilità: “Confidiamo che la giustizia faccia presto chiarezza. È fondamentale che le istituzioni possano operare con serenità e trasparenza”.

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Conclusione: una vicenda da chiarire in fretta per tutelare la politica regionale

L’indagine su Gaetano Galvagno rischia di gettare una lunga ombra sull’operato di una delle figure più alte della politica siciliana. Sebbene al momento non ci siano misure cautelari o atti formali che limitino le funzioni del presidente dell’Ars, l’attenzione mediatica e politica intorno al caso è già altissima. Si tratta infatti di un’inchiesta che, se confermata nelle sue ipotesi, potrebbe aprire un caso delicato di utilizzo improprio di fondi pubblici per fini personali o clientelari.

Nel frattempo, Galvagno continua il suo lavoro alla guida dell’Assemblea, forte del sostegno del suo partito e convinto della propria innocenza. Saranno ora i magistrati a fare luce sulla vicenda. Resta però l’urgenza, soprattutto per l’opinione pubblica, di ottenere risposte rapide e trasparenti, in un momento in cui la fiducia nei confronti della politica – e in particolare della gestione delle risorse pubbliche – è già messa a dura prova.

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