ROMA – Giuseppe Conte affida un durissimo attacco al governo Meloni, accusando la premier di aver svenduto l’interesse nazionale italiano e quello europeo nell’intesa con gli Stati Uniti sui dazi. Il leader del Movimento 5 Stelle parla esplicitamente di “resa”, “disastro”, “umiliazione”, e denuncia una scelta che – a suo dire – piega l’Italia ai voleri di Donald Trump e della sua visione economica protezionistica, mettendo in pericolo il futuro dell’industria italiana.
L’affondo di Conte arriva dopo che Giorgia Meloni ha definito “positivo”, “sostenibile” e “stabile” l’accordo raggiunto con Washington. Un’intesa che, secondo Palazzo Chigi, eviterebbe nuovi dazi e garantirebbe relazioni economiche bilaterali salde in vista della possibile rielezione di Trump. La stessa presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, artefice dell’intesa insieme a Meloni, l’ha definita “una buona conclusione”, ringraziando espressamente l’ex presidente americano per “il suo impegno personale e la sua leadership”.
Ma per Conte si tratta di tutt’altro. “Il giorno dopo la resa – scrive – si diffonde sempre più la certezza che le condizioni dettate da Trump si riveleranno disastrose per l’economia europea e quella italiana”. Il presidente del M5S punta il dito contro la presunta ipocrisia del governo, che a parole si dice sovranista e difensore dell’interesse nazionale, ma poi – accusa Conte – “si piega alla Casa Bianca sacrificando il presente e il futuro di milioni di italiani”.
“Nessun sussulto di dignità, nessun allarme”
Conte denuncia il silenzio istituzionale e mediatico attorno a quello che ritiene un vero atto di sottomissione agli Stati Uniti. “Nessun sussulto di dignità, nessun allarme per un Paese che corre verso il baratro”, scrive, sottolineando come il quadro delineato dall’accordo rischi di compromettere l’export italiano, già messo alla prova dalla concorrenza internazionale e dalle tensioni commerciali globali.
Non mancano riferimenti internazionali. Conte cita le parole del primo ministro francese François Bayrou, che ha parlato di “giorno buio” per l’Europa: “È un giorno buio quando un’alleanza di popoli liberi, uniti per affermare i propri valori e difendere i propri interessi, decide di sottomettersi”.
I numeri della “resa” secondo Conte
Nel suo post, l’ex premier elenca alcuni effetti concreti dell’intesa, secondo la sua interpretazione:
Dazi triplicati allo smantellamento dell’industria dell’export italiana
Impegno di acquisti europei di energia da Washington per 750 miliardi di dollari
Incremento di 445 miliardi di spesa italiana in difesa entro il 2035
Consolidamento della posizione italiana nella NATO, subordinata agli interessi strategici statunitensi
“Tutti brindano a Meloni prendendo atto della dura realtà: da ‘ponte’ con Washington si è trasformata nella ‘testa di ponte’ con cui Trump ha piegato la resistenza dell’intera Europa”, scrive Conte, lanciando un messaggio allarmato anche sul piano simbolico. “Davvero sostenete, cari italiani, che sarà l’ex presidente USA – nemico conclamato del multilateralismo europeo – a garantirci stabilità, benessere e pace?”.
Una critica che guarda anche alle elezioni USA
Il tono dell’intervento di Conte è particolarmente severo anche perché, sullo sfondo, si intravede la crescente influenza che Trump potrebbe avere sulla politica europea qualora vincesse le elezioni presidenziali americane del 2024. “Crolla il castello di carta di Giorgia Meloni”, scrive l’ex premier, accusando la leader di Fratelli d’Italia di inseguire gli interessi della destra americana per garantirsi appoggi e favori, mentre l’Italia “viene svenduta a Washington”.
Il messaggio politico: Europa più debole, Italia più sola
Conte conclude il suo intervento con un appello alla dignità nazionale e alla resistenza europea: “Serve uno scatto di orgoglio, non il compiacimento verso chi ci impone condizioni capestro. L’Italia non può essere il cavallo di Troia di un’America che guarda all’Europa solo come mercato da conquistare e alleato da subordinare”.
Il messaggio rappresenta uno dei più duri attacchi di Conte al governo Meloni da quando è all’opposizione. L’ex presidente del Consiglio cerca così di marcare una netta distanza tra il suo Movimento e la politica estera dell’esecutivo, proponendosi come voce critica di fronte a una linea che ritiene pericolosa e svantaggiosa per il Paese.
Una linea del fronte si apre sulle relazioni transatlantiche. E Conte è deciso a combattere.
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Conclusione: sovranismo a sovranità zero
L’intervento di Giuseppe Conte segna un punto di rottura profondo nel dibattito sulle relazioni tra Italia, Europa e Stati Uniti. Dietro la patina di accordi “strategici” e bilanciamenti geopolitici, l’ex premier vede una resa senza condizioni, con l’Italia trasformata da ponte diplomatico a semplice esecutore della volontà americana. La polemica non riguarda solo i dazi, ma l’idea stessa di sovranità: una parola che il governo Meloni ha fatto propria, ma che – secondo Conte – ha svuotato di ogni significato concreto. In gioco, ora, non c’è solo un accordo commerciale, ma il ruolo dell’Italia nel mondo. E su quel terreno, la battaglia è appena cominciata.



















