Ultim’ora – arriva la denuncia dell’eurodeputato 5 stelle Pedullà verso il quotidiano – Ecco perché

Il quotidiano Il Tempo ha scelto di dedicare la sua prima pagina a Gaetano Pedullà, giornalista ed eurodeputato del Movimento 5 Stelle. Un attacco frontale, condito da insinuazioni pesantissime, che ha scatenato una valanga di reazioni di solidarietà. Pedullà, da tempo impegnato nella difesa della popolazione palestinese, è stato accusato di simpatie e rapporti con figure considerate vicine ad Hamas. Accuse che l’interessato ha definito false, vergognose e diffamatorie.

L’attacco in prima pagina

“Pedullà, una kefiah non fermerà Il Tempo”: questo il titolo comparso a tutta pagina sul quotidiano romano. Un’accusa che, nelle intenzioni della testata, avrebbe dovuto mettere sotto accusa la posizione di Pedullà in merito alla questione palestinese. In realtà, la prima pagina ha prodotto l’effetto opposto: ha rafforzato la solidarietà nei confronti dell’eurodeputato e ha aperto un dibattito più ampio sul ruolo della stampa e sul confine tra critica politica e diffamazione.

La risposta di Pedullà: “Offese come medaglie al petto”

La replica del diretto interessato non si è fatta attendere. Con un post sui social, Pedullà ha definito le accuse “inqualificabili e diffamatorie”, annunciando di aver incaricato il suo avvocato di procedere per vie legali. Ma ha anche rivendicato con orgoglio il suo impegno a favore del popolo palestinese:
“Le loro offese sono medaglie al petto per chi lotta per il diritto a NON morire del popolo palestinese”, ha scritto. E ancora: “Alle calunnie e alle ingiurie risponderemo con maggiore forza per difendere i cittadini e le persone oggetto di una violenza immane, come sta avvenendo contro il popolo palestinese”.

Le parole dure dell’eurodeputato a 5 stelle:
“SUL TEMPO AFFERMAZIONI INFAMANTI. MA NON RINUNCERÒ MAI A DIFENDERE LA POPOLAZIONE MARTORIATA DELLA PALESTINA.

“Oggi il quotidiano Il Tempo mi dedica addirittura la prima pagina.
Le loro offese sono medaglie al petto per chi lotta per il diritto a NON morire del popolo palestinese.
Per il resto se ne occuperà il mio avvocato.
Da giornalista mai mi sarei aspettato di ricorrere a un legale contro un collega, ma quel che è troppo è troppo.
Faccio dunque una promessa: io e il Movimento 5 Stelle non molleremo mai.
Alle calunnie e alle ingiurie risponderemo con maggiore forza per difendere i cittadini e le persone oggetto di una violenza immane, come sta avvenendo contro il popolo palestinese”.

La solidarietà del Movimento 5 Stelle

Immediata la reazione dei colleghi di partito. Nicola Di Marco e numerosi esponenti del M5S hanno espresso vicinanza a Pedullà, denunciando la campagna denigratoria messa in campo da Il Tempo. “È vergognoso associare la difesa del popolo palestinese al fianco con il terrorismo di Hamas” – ha dichiarato Di Marco – “chi compie simili atti vuole solo intimidire e silenziare le voci libere che denunciano un genocidio in corso”.
Lo stesso Movimento ha ribadito che la difesa dei diritti umani e la condanna delle stragi di civili a Gaza non possono essere delegittimate con accuse costruite ad arte.

La questione palestinese come bersaglio politico

L’attacco a Pedullà arriva in un momento delicatissimo: da quasi due anni la Striscia di Gaza vive sotto bombardamenti quotidiani, con migliaia di morti tra donne e bambini. Parlare di Palestina in Italia è diventato un terreno minato: chi sostiene i diritti dei palestinesi rischia spesso di essere bollato come complice del terrorismo.
Una strategia comunicativa che serve, secondo molti osservatori, a spostare l’attenzione dal tema centrale – la condizione di un popolo martoriato – per trasformare il dibattito in una guerra di delegittimazioni personali.

Un attacco che non ferma la battaglia politica

Pedullà, però, non sembra intenzionato a indietreggiare. Anzi, il clamore suscitato dall’attacco mediatico sembra rafforzare la sua determinazione. “Io e il Movimento 5 Stelle non molleremo mai” – ha ribadito – “continueremo a denunciare la violenza inumana che sta subendo il popolo palestinese e a difendere i cittadini vittime di ingiustizie”.
Il messaggio è chiaro: le campagne di stampa non fermeranno l’azione politica e istituzionale del M5S sul tema dei diritti umani.

Leggi anche

Conclusione: il caso che divide stampa e politica

La vicenda tra Il Tempo e Gaetano Pedullà non è solo uno scontro personale. È il riflesso di una frattura più profonda che attraversa la politica e l’informazione italiana: da una parte chi prova a difendere i diritti dei palestinesi, dall’altra chi riduce quella difesa a sospetto o complicità con il terrorismo.
L’attacco mediatico a Pedullà, però, ha prodotto un effetto boomerang: invece di isolarlo, ha rafforzato la sua immagine pubblica e cementato la solidarietà attorno alla sua battaglia.

Condividi sui tuoi social:

Articoli popolari

Voce dei Cittadini