ULTIM’ORA – Arriva la denuncia shock di Virginia Raggi e colpisce Meloni e Governo Italiano

Un grido dalla politica italiana

Virginia Raggi torna a parlare pubblicamente di Gaza e lo fa con un intervento duro e dettagliato, ricco di dati e accuse contro l’inerzia del governo italiano. L’ex sindaca di Roma ha scelto di non usare mezze misure, puntando il dito contro la politica di Giorgia Meloni e Antonio Tajani, accusati di nascondersi dietro “parole timide” senza mai tradurre l’indignazione in atti concreti.

L’orrore in cifre

La denuncia di Raggi parte da un quadro drammatico:

60mila palestinesi morti, di cui oltre 20mila bambini, a causa dei bombardamenti israeliani.

132mila bambini sotto i 5 anni a rischio morte per malnutrizione acuta.

2 milioni di persone colpite da malattie dovute ad acqua contaminata, malnutrizione, sovraffollamento e mancanza di cure mediche.


Un elenco che fotografa una catastrofe umanitaria: poliomielite, scabbia, varicella, meningite, epatite virale, diarrea, ittero e infezioni respiratorie stanno devastando una popolazione già stremata da mesi di guerra.

Le parole della Premier e i “però”

Raggi critica aspramente l’ambiguità del governo Meloni. “La nostra Premier ha detto che Israele ha superato il limite. Però…”, sottolinea l’ex sindaca, evidenziando la contraddizione tra dichiarazioni e azioni.

L’Italia si vanta di aver curato nei propri ospedali appena 120 palestinesi, di cui 31 bambini, attraverso corridoi umanitari: una goccia nel mare della tragedia.

Due giorni fa, persino i militari italiani della missione Unifil al confine con il Libano sono stati colpiti da attacchi israeliani, ma il Ministro degli Esteri Tajani si è limitato a definirlo “inaccettabile”.

“Interrompere subito le forniture di armi a Israele”

Per Raggi, l’indignazione non può più essere a metà. Occorre trasformarla in decisioni politiche concrete:

1. Interruzione immediata della vendita di armi a Israele, armi che oggi vengono usate anche contro civili palestinesi.


2. Applicazione di sanzioni contro il governo israeliano e i ministri responsabili.


3. Richiamo per consultazioni dell’ambasciatore italiano in Israele.


4. Sospensione dei rapporti commerciali con lo Stato ebraico.


5. Riconoscimento ufficiale dello Stato di Palestina da parte dell’Italia.

Il messaggio di Raggi è chiaro: non bastano più i comunicati di circostanza o le condanne “sussurrate”. Di fronte a quella che definisce senza esitazioni un’azione di genocidio condotta da Benjamin Netanyahu, l’Italia deve scegliere da che parte stare. “Non si può curare qualche bambino palestinese e allo stesso tempo continuare a vendere le armi a chi gli spara”, ha concluso.

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La voce di Virginia Raggi si inserisce in un dibattito che scuote l’intera politica italiana, ponendo domande che non possono più essere eluse. Di fronte a cifre che parlano da sole e a una tragedia che assume i contorni del genocidio, l’Italia è chiamata a una scelta di coerenza: continuare con la diplomazia delle mezze frasi o imboccare la strada di decisioni nette e coraggiose. La denuncia dell’ex sindaca non è solo un atto d’accusa, ma anche un invito alla responsabilità collettiva: perché, come ricorda Raggi, ogni ambiguità oggi pesa sulla vita di migliaia di bambini e sul futuro di un intero popolo.

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