ULTIM’ORA – Arriva la denuncia shock di Virginia Raggi verso Gualtieri e l’amministrazione capitolina

Roma, 3 novembre 2025 –
Torna a far discutere la gestione della sicurezza urbana nella Capitale dopo la denuncia pubblica di Virginia Raggi, consigliera comunale ed ex sindaca di Roma.
Con un lungo post, la Raggi ha ricordato la tragedia sfiorata del 4 luglio scorso in via dei Gordiani, quando un distributore di GPL esplose, provocando una devastante serie di danni a edifici, scuole e attività commerciali, e causando la morte di un uomo durante le operazioni di soccorso.

“È stato un miracolo che non ci siano state decine di vittime,” scrive Raggi, ricordando come due esplosioni consecutive avessero svegliato l’intera città e scatenato il panico tra i residenti.

“Un centro sportivo adiacente al distributore è stato spazzato via, finestre e porte distrutte anche a centinaia di metri di distanza, una scuola resa inagibile. Solo perché era estate e le lezioni erano sospese non abbiamo contato più morti.”

La proposta: spostare i distributori di GPL e metano lontano da case e scuole

Dopo quella tragedia, Raggi e il gruppo del Movimento 5 Stelle in Campidoglio avevano presentato una proposta di delibera già a luglio, con l’obiettivo di aumentare le distanze minime di sicurezza tra i distributori di carburanti e i luoghi abitati o frequentati dal pubblico.

Attualmente, le norme prevedono 20 metri di distanza minima per gli impianti di metano e 200 metri per quelli di GPL. Ma, come spiega Raggi, “le esplosioni di via dei Gordiani hanno dimostrato che questi limiti non bastano”.

“Abbiamo chiesto di portare la distanza minima ad almeno 500 metri da scuole, abitazioni e centri pubblici, proprio per evitare che un’esplosione possa devastare un intero quartiere. Ci siamo anche confrontati con le associazioni di categoria dei gestori, e anche loro si sono detti favorevoli. Ma la nostra amministrazione ha scelto di ignorarci.”

Secondo l’ex sindaca, il nuovo regolamento avrebbe potuto rendere Roma un modello per tutti i Comuni italiani, inaugurando una politica di prevenzione invece che di emergenza.

“La Giunta boccia la delibera e dà il via libera a un circolo padel accanto a un impianto di GPL”

La parte più dura della denuncia riguarda però la reazione del Campidoglio.
Raggi accusa la Giunta capitolina di aver bocciato la proposta, giudicandola “contraria alla legge sulle distanze minime” — una motivazione che l’ex sindaca definisce “pretestuosa e infondata”.

“Non solo non hanno calendarizzato la nostra proposta e le hanno dato parere negativo,” scrive Raggi, “ma ora si apprestano ad autorizzare l’apertura di un circolo padel accanto a un distributore di GPL. È una follia. Al peggio non c’è davvero mai fine.”

Per l’ex prima cittadina, si tratta di un caso emblematico di miopia amministrativa e di totale assenza di prevenzione:

“Abbiamo già vissuto la paura di una città che tremava per le esplosioni. Possibile che nessuno impari nulla? Possibile che, dopo un episodio così grave, l’unica risposta sia ignorare i rischi e continuare a costruire dove non si deve?”

Un appello alla responsabilità: “Non aspettiamo la prossima tragedia”

Raggi conclude il suo intervento con un appello diretto all’amministrazione Gualtieri e alla politica romana tutta:

“Come amministratori abbiamo il dovere di imparare dalle tragedie, non di archiviarle. È nostro compito prevenire, non solo intervenire quando è troppo tardi.”

Secondo la consigliera, l’obiettivo non è “fare battaglia politica”, ma proteggere concretamente i cittadini, ricordando che “la sicurezza urbana non è una questione di schieramenti, ma di responsabilità”.

Il precedente di via dei Gordiani: una ferita ancora aperta

L’esplosione del 4 luglio 2025 rimane una delle pagine più drammatiche dell’estate romana.
Quel giorno, intorno alle 8 del mattino, un incendio in un impianto di GPL scatenò due esplosioni ravvicinate che devastarono un intero isolato nella zona di Centocelle.
Le onde d’urto distrussero decine di abitazioni e negozi, mentre un vigile del fuoco perse la vita durante le operazioni di soccorso.

A distanza di mesi, la memoria di quella tragedia è ancora viva nel quartiere, dove molti residenti non sono ancora rientrati nelle proprie case e attendono il completamento delle perizie strutturali.

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La denuncia di Virginia Raggi riporta così all’attenzione pubblica il nodo irrisolto della sicurezza urbana e delle distanze minime per gli impianti a rischio.
Una questione che, dopo l’estate, sembrava dimenticata, ma che oggi torna al centro del dibattito politico romano.

“Roma non può permettersi di piangere altre vittime per colpa dell’indifferenza e delle carte bollate,” conclude Raggi.
“Abbiamo l’occasione di agire prima, di fare di Roma un esempio di prevenzione. Ma servono coraggio e buon senso, non solo ordinanze e scuse.”

Un monito che suona come un avvertimento: le tragedie non si prevedono, ma si possono prevenire — se la politica lo vuole davvero.

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