ULTIM’ORA – Assurdo in Senato, spintoni e non solo. Ecco cosa ha fatto l’opposizione – VIDEO INEDITO

 Il decreto Sicurezza diventa legge, ma a Palazzo Madama si consuma una delle giornate più tese della legislatura. Urla, spintoni, un sit-in delle opposizioni e, soprattutto, una quasi rissa tra senatori che ha richiesto l’intervento diretto del questore Gaetano Nastri (Fratelli d’Italia), rimasto contuso nel tentativo di riportare la calma in Aula. Il voto finale è arrivato dopo ore di caos: 109 i sì, 69 i no e un astenuto. Ma la scena è stata dominata dalla tensione politica e fisica, in un clima ormai incandescente anche in vista della discussione sulla riforma della giustizia attesa per l’11 giugno.

Un’aula fuori controllo: il questore colpito nel parapiglia

Tutto inizia nel pomeriggio, quando in Aula esplode la protesta delle opposizioni contro l’approvazione del Dl Sicurezza. I senatori dei gruppi di minoranza inscenano un sit-in sedendosi per terra, alzando le mani in segno di sfida: “Arrestateci tutti”, gridano, facendo riferimento alle norme repressive contenute nel decreto. Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, cerca inizialmente di mantenere la calma senza sospendere la seduta. Ma la situazione precipita quando gli animi si accendono e il confronto si fa fisico.

Nel parapiglia, il questore Nastri si interpone tra senatori di entrambi gli schieramenti – tra cui De Carlo, Balboni e Calenda – cercando di evitare lo scontro diretto. Ma viene coinvolto nella confusione e riporta una contusione alla spalla destra. Nulla di grave, si apprende successivamente, ma l’episodio è emblematico della gravità della situazione. “Un momento amaro per il Parlamento”, ha commentato lo stesso Nastri, lasciando l’Aula.

Il Dl Sicurezza diventa legge: la maggioranza esulta, le opposizioni insorgono

Nonostante la tensione, il governo incassa il voto favorevole al decreto Sicurezza, provvedimento fortemente voluto dalla Lega e dal ministro dei Trasporti Matteo Salvini. “È una bella giornata – dichiara soddisfatto il vicepremier – perché finalmente ci sono più poteri alle forze dell’ordine e sgomberi immediati per le occupazioni abusive. Protestare è legittimo, bloccare la Tangenziale no”.

Anche la premier Giorgia Meloni interviene per rivendicare il risultato: “Un passo decisivo per rafforzare la tutela dei cittadini”, afferma in una nota. Di tutt’altro tono la reazione dell’opposizione. “Questo decreto è il manifesto della repressione targata destra di regime”, accusa Francesco Boccia (PD). Dure anche le parole di Stefano Patuanelli (M5S), che si rifiuta di partecipare al voto in segno di protesta: “Dopo l’intervento vergognoso del senatore Balboni non potevo far finta di nulla”, dichiara riferendosi agli scontri avvenuti nel porto di Trieste durante le manifestazioni No Vax.

Scontro sulle riforme: si avvicina il momento della separazione delle carriere

La bagarre scoppiata durante il voto sul decreto Sicurezza è solo il preludio a un’altra battaglia parlamentare imminente: quella sulla riforma costituzionale della giustizia, e in particolare sulla separazione delle carriere tra magistrati requirenti e giudicanti. Il testo approderà in Aula il prossimo 11 giugno, ma le opposizioni chiedono uno slittamento dei tempi, almeno a settembre, per un ulteriore esame.

Una richiesta che appare destinata a cadere nel vuoto. Il capogruppo di FdI, Lucio Malan, risponde perentorio: “La riforma è in discussione da 142 giorni. La riforma Renzi, che toccava 53 articoli della Costituzione, rimase in commissione 86 giorni. Quella di Nordio ne tocca solo 7. Non c’è alcun motivo per rallentare”.

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L’Aula del Senato si trasforma così in un campo di battaglia permanente, dove le urla sovrastano il confronto democratico e le divergenze politiche degenerano in scontri fisici. Un segnale allarmante per il Paese e per la qualità del dibattito istituzionale, già provata da mesi di polarizzazione crescente. L’opposizione promette battaglia su tutti i fronti, mentre la maggioranza sembra intenzionata a procedere a tappe forzate, anche a costo di sfidare l’equilibrio parlamentare.

Con l’approvazione del Dl Sicurezza, si apre ufficialmente la stagione calda delle riforme: il Senato sarà ancora una volta teatro delle tensioni tra un governo deciso ad andare avanti e un’opposizione che denuncia un “autoritarismo strisciante”. E l’episodio del 4 giugno resterà come simbolo di un Parlamento sempre più nervoso, sempre meno dialogante.
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