ULTIM’ORA – Blitz a chigi per il Referendum – Ecco cosa hanno fatto al palazzo meloniano – VIDEO


ROMA – “Se Giorgia Meloni tace, lo facciamo parlare noi”. Con questo spirito il comitato promotore del referendum sulla cittadinanza ha messo in scena un blitz a sorpresa mercoledì 15 maggio: il simbolo del referendum e le date del voto (8 e 9 giugno) sono stati proiettati in grande sulla facciata di Palazzo Chigi. Una forma di protesta visiva, dal forte impatto simbolico, pensata per denunciare quella che definiscono “una coltre di silenzio e oscuramento mediatico” calata sul tema da parte del governo e dei principali media italiani.

La proiezione è durata pochi minuti ma è bastata ad accendere i riflettori, almeno per un momento, sul dibattito pubblico. Presenti all’azione i volti più noti del comitato: Riccardo Magi, segretario di +Europa e presidente del comitato promotore; Deepika Salhan, anche lei presidente; Antonella Soldo, coordinatrice della campagna; Carla Taibi, tesoriera di +Europa; e Antonio Liguori di ActionAid. Un fronte unito che da mesi porta avanti la battaglia per una riforma della legge sulla cittadinanza, con l’obiettivo di garantire diritti a centinaia di migliaia di giovani nati o cresciuti in Italia ma ancora esclusi dal pieno riconoscimento giuridico.

Magi: “Palazzo Chigi non poteva più tacere”

“Abbiamo costretto Palazzo Chigi a dire qualcosa sul referendum – ha dichiarato Riccardo Magi – proiettando simbolo e date sulla sede del governo. Un’azione che simboleggia la necessità di informare l’opinione pubblica, visto che il premier e il governo, che pure hanno il dovere di garantire la trasparenza democratica, continuano a ignorare l’esistenza di questo importante appuntamento referendario. Noi non ci stiamo”.

Le sue parole arrivano a poche ore di distanza da un altro gesto clamoroso: lo stesso Magi, durante il premier time in Aula, si è presentato vestito da “fantasma del Referendum”, per rappresentare il trattamento riservato alla consultazione popolare, completamente ignorata dalla premier e dal dibattito politico istituzionale. Il gesto ha suscitato reazioni contrastanti, e l’esponente radicale è stato allontanato fisicamente dall’aula di Montecitorio.

L’accusa: “Oscuramento mediatico”

Non si tratta solo del silenzio della politica. I promotori denunciano anche un sistematico oscuramento da parte della grande stampa e delle reti televisive: “Il referendum riguarda i diritti fondamentali, ma viene trattato come un tema secondario, se non irrilevante. Questo è inaccettabile”, afferma Antonella Soldo.

Secondo i promotori, una democrazia matura dovrebbe garantire ai cittadini non solo il diritto di voto, ma anche gli strumenti per informarsi in modo adeguato. Da qui la scelta di azioni dimostrative, pensate per rompere il muro dell’indifferenza.

Il referendum sulla cittadinanza

Il referendum in programma l’8 e 9 giugno riguarda la possibilità di modificare l’attuale legge sulla cittadinanza, ritenuta da molti obsoleta e restrittiva. Il quesito punta a facilitare l’accesso alla cittadinanza per i minori nati in Italia da genitori stranieri e per chi ha completato un ciclo di studi nel nostro Paese.

Le firme necessarie per indire il referendum sono state raccolte nell’estate 2024 grazie a un’ampia mobilitazione che ha coinvolto associazioni, movimenti civici e cittadini. Eppure, osservano i promotori, “da allora si è fatto di tutto per non parlarne”.

Il paradosso dell’invisibilità

“È paradossale – ha detto ancora Magi – che un referendum, lo strumento principe della partecipazione democratica, venga trattato come un elemento di disturbo. Ma noi non ci arrendiamo. Questa battaglia è per la democrazia, per lo stato di diritto e per una riforma che è giusta, urgente e necessaria”.

L’iniziativa ha sollevato l’interesse anche di alcune organizzazioni internazionali impegnate nella difesa dei diritti civili. ActionAid, tra i partecipanti al blitz, ha ribadito la necessità che l’Italia si doti di una normativa più equa e rispettosa della realtà multiculturale del Paese.

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Prossime azioni

Il comitato non ha intenzione di fermarsi. Nei prossimi giorni sono previste nuove iniziative in altre città italiane per informare i cittadini e spingerli a recarsi alle urne. “Faremo tutto il possibile – ha concluso Magi – perché questo referendum non venga dimenticato. L’Italia ha bisogno di una svolta civile, e il voto dell’8 e 9 giugno può essere un passo fondamentale”.

Il silenzio delle istituzioni, per ora, continua. Ma l’eco del blitz su Palazzo Chigi dimostra che il dibattito sulla cittadinanza è tutt’altro che chiuso.
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