Un avviso di garanzia che scuote la campagna elettorale
Lunedì 22 luglio, Matteo Ricci, ex sindaco di Pesaro e candidato alla presidenza della Regione Marche per il centrosinistra, ha annunciato pubblicamente di aver ricevuto un avviso di garanzia relativo a una vecchia vicenda che riguarda gli affidi del Comune di Pesaro. L’indagine, avviata ormai da un anno, riguarda presunte irregolarità in affidamenti diretti per progetti legati a murales, eventi culturali e iniziative simboliche come il casco di Valentino Rossi, già oggetto di attenzione mediatica nei mesi scorsi.
Ricci ha scelto di comunicare la notizia con un video pubblicato sui propri canali social, esprimendo sorpresa e amarezza per un’accusa che, a suo dire, non ha fondamento. “Sorprendentemente questa mattina ho ricevuto un avviso di garanzia sulla vicenda annosa degli affidi”, ha dichiarato il candidato, sottolineando che la comunicazione è arrivata proprio all’indomani dell’indizione ufficiale delle elezioni regionali.
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Le parole di Ricci: “Mai gestito direttamente affidamenti pubblici”
Nel suo intervento, Ricci ha ribadito più volte di non essersi mai occupato personalmente di affidamenti o lavori pubblici durante i suoi 15 anni di amministrazione. “Mi sono sempre fidato ciecamente dei miei dirigenti e dei miei collaboratori, come ho fatto anche in questo caso”, ha spiegato. Ricci ha poi aggiunto che non ha mai avuto rapporti diretti con le associazioni oggetto dell’indagine e di essere del tutto estraneo ai fatti contestati.
L’accusa, ha spiegato ancora, sarebbe quella di aver ottenuto non un vantaggio economico personale, bensì una “utilità in termini di consenso politico”. Una tesi che Ricci ha definito “curiosa” e infondata: “Si dice che conoscessi queste associazioni, mentre invece io non c’ho mai avuto a che fare direttamente”, ha detto, smentendo qualunque coinvolgimento operativo.
Fiducia nella magistratura, ma amarezza per la tempistica
Pur esprimendo rispetto per l’autorità giudiziaria e la volontà di collaborare con il procuratore “il prima possibile”, Ricci non nasconde il proprio disappunto per la tempistica dell’avviso. “Sono molto amareggiato e arrabbiato perché questa cosa arriva il giorno dopo la convocazione delle elezioni, dopo un anno di indagini”, ha detto nel video, lasciando intendere che la coincidenza temporale rischia di influenzare il dibattito politico e la sua campagna elettorale.
Nonostante ciò, Ricci afferma di sentirsi sereno e determinato a chiarire ogni dettaglio. “Quando un sindaco governa ha tantissimi collaboratori: se eventualmente un collaboratore sbaglia, il sindaco è parte lesa, perché viene tradita la fiducia”, ha aggiunto.
“La politica è passione: affronterò tutto con serenità e trasparenza”
Il messaggio finale del video è di fiducia e determinazione. Ricci ribadisce la sua estraneità, ma soprattutto rivendica il senso di responsabilità che lo ha sempre guidato nel ruolo di amministratore. “La politica per me è passione, è un confronto di idee e voglia di battersi per il futuro della nostra terra”, ha detto con fermezza, chiudendo l’intervento con l’intenzione di “metterci la faccia” e affrontare con trasparenza anche questa difficile fase.
Un’indagine che pesa sul clima politico marchigiano
L’avviso di garanzia a Ricci rischia di diventare un punto sensibile nel dibattito elettorale nelle Marche. Il centrosinistra ha puntato su di lui per riconquistare la guida della Regione, ma l’indagine in corso potrebbe avere ripercussioni sull’immagine e sul racconto della sua candidatura. Dal canto suo, Ricci si dice pronto a difendersi nel merito, certo che le accuse verranno presto archiviate: “Sono convinto che smonteremo subito queste accuse perché siamo estranei nei fatti”, ha concluso.
Nel frattempo, resta aperto il fronte giudiziario: sarà la magistratura a dover accertare eventuali responsabilità individuali o collettive nei procedimenti di affidamento sotto esame.
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Il caso giudiziario che coinvolge Matteo Ricci arriva in un momento cruciale per la campagna elettorale marchigiana, sollevando interrogativi sul rapporto tra giustizia e politica, ma anche sul potenziale impatto mediatico di un’indagine ancora tutta da chiarire. Se da un lato Ricci ha scelto la via della trasparenza e del confronto aperto con l’elettorato, dall’altro il rischio di una strumentalizzazione politica appare concreto, in un clima pre-elettorale già segnato da forti tensioni.
Ora la parola passa alla magistratura, chiamata a fare chiarezza in tempi rapidi. Ma sarà anche l’opinione pubblica a giudicare, distinguendo tra accertamenti giudiziari e speculazioni di parte. In questo contesto, il valore della responsabilità, della correttezza istituzionale e della fiducia nelle regole democratiche si conferma il terreno su cui si giocherà, più che mai, la sfida per il futuro della Regione Marche.
















