In un’aula di Montecitorio tesa e silenziosa, le parole del capogruppo del Movimento 5 Stelle Riccardo Ricciardi hanno scosso il dibattito parlamentare con un’accusa tanto grave quanto diretta: il governo italiano, guidato da Giorgia Meloni, sarebbe “complice di un crimine orrendo” in corso a Gaza, per il suo atteggiamento di silenzio e per i rapporti mantenuti con il premier israeliano Benjamin Netanyahu.
“Immaginate quest’Aula piena di neonati. Fatelo otto volte: sono i morti di Gaza”
Ricciardi ha aperto il suo intervento con un’immagine potente e drammatica: “Prendiamo quest’Aula e riempiamola di 900 neonati, ora facciamolo altre sette volte. Ecco quanti bambini sono stati uccisi a Gaza”. Un riferimento diretto ai dati delle organizzazioni umanitarie, che parlano ormai di decine di migliaia di vittime civili nell’offensiva israeliana sulla Striscia, tra cui una percentuale impressionante di minori.
Il deputato pentastellato non ha usato mezzi termini nel definire “criminale” il governo di Netanyahu e ha accusato apertamente l’esecutivo italiano di essere “ipocrita” e di mantenere un “vergognoso silenzio” davanti all’evidenza della catastrofe umanitaria in corso.
“Meloni tace, Salvini stringe la mano a Netanyahu. Come vi fa sentire?”
L’attacco più diretto è stato rivolto alla presidente del Consiglio: “La reazione del nostro governo davanti a tutto questo qual è? Il silenzio di Giorgia Meloni. O peggio: Salvini che stringe le mani a Netanyahu. Come vi fa sentire avere leader che sono complici di un uomo che fa tutto questo?”
Ricciardi ha richiamato il principio di responsabilità politica e morale, criticando non solo l’inazione ma anche i gesti simbolici: “Basterebbe richiamare l’ambasciatore, oppure applicare sanzioni, o anche solo una condanna ufficiale. Ma invece nulla. Tutti con le mani larghe, a far finta di niente”.
“Chi denuncia viene attaccato. Come Ghali, i Patagarri e la Taverna Santa Chiara”
Nel suo intervento, Ricciardi ha evidenziato come in Italia chi prende posizione contro le violenze a Gaza venga regolarmente attaccato. Ha citato tre casi simbolici: il rapper Ghali, che aveva denunciato la guerra dal palco di Sanremo; i Patagarri, artisti folk napoletani fischiati e criticati per il loro intervento durante il concerto del Primo Maggio; e il collettivo della Taverna Santa Chiara di Napoli, oggetto di critiche per la loro attività culturale e politica.
“È una vergogna. Invece di ascoltarli, si preferisce criminalizzarli. Questo accade in un Paese che si professa democratico”, ha detto Ricciardi.
“Un Papa che dona l’auto a Gaza e un governo che lo tradisce”
Il discorso si è concluso con una denuncia moralmente carica, a pochi giorni dai funerali di Papa Francesco. Ricciardi ha ricordato il gesto finale del pontefice, che ha donato la sua vettura alla popolazione di Gaza come ultimo atto simbolico di solidarietà.
“Vedere questa maggioranza schierata compatta ai funerali di un uomo come Papa Francesco, che come ultimo gesto ha donato la sua auto a Gaza, è quanto di più ipocrita e schifoso si sia visto in questi anni”, ha affermato il capogruppo del M5S.
Una richiesta al governo: “Meloni venga in Parlamento a riferire”
Il Movimento 5 Stelle chiede ora con forza che la premier Giorgia Meloni si presenti in Aula per riferire “su quanto sta accadendo in Medio Oriente e sulla posizione ufficiale dell’Italia”. Il silenzio, secondo Ricciardi, “non è più sostenibile” e “mette a repentaglio non solo la nostra credibilità internazionale, ma la nostra stessa coscienza civile”.
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Il contesto internazionale
L’intervento arriva in un momento di massima tensione internazionale. L’offensiva israeliana su Rafah e l’ennesimo fallimento dei negoziati per una tregua hanno fatto salire il numero delle vittime civili, mentre aumenta la pressione internazionale su Israele. In questo scenario, la posizione dell’Italia è percepita da molti osservatori come ambigua, più vicina a Tel Aviv che alla linea prudente di altre capitali europee.
Una questione morale e politica
Con le sue parole, Ricciardi non ha solo denunciato un orientamento di governo: ha messo sul tavolo una questione di coscienza, chiedendo al Parlamento e all’opinione pubblica italiana di guardare in faccia una realtà scomoda.
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