Il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte canta vittoria su uno dei fronti più controversi della politica europea recente: il piano di riarmo dell’Unione. “Una bella vittoria per il M5S nella battaglia durissima contro tutto e tutti per fermare il folle Piano di Riarmo”, ha scritto sui social l’ex presidente del Consiglio, dopo che il Parlamento europeo ha approvato un emendamento presentato proprio dai Cinque Stelle. L’emendamento condanna la scelta della Commissione di procedere alla militarizzazione del continente scavalcando il voto democratico dell’Europarlamento.
La battaglia parlamentare
L’emendamento, approvato con un voto che ha visto emergere anche fratture all’interno dei grandi gruppi europei, rappresenta per Conte “un sussulto di dignità” delle istituzioni comunitarie. Nel mirino del Movimento c’è la decisione della Commissione von der Leyen di avallare piani di investimenti miliardari nel comparto militare europeo, spingendo gli Stati membri verso una crescente spesa per armamenti e tecnologie belliche, senza un vero confronto con l’assemblea elettiva dell’Unione.
Conte: “Una corsa alle armi che calpesta la democrazia”
Per il presidente del M5S, il nodo non è solo strategico, ma profondamente democratico: “Si è cercato di far passare questa corsa alle armi scavalcando il Parlamento europeo. È inaccettabile”. La condanna, contenuta nel testo approvato, ha un peso soprattutto simbolico, ma potrebbe diventare uno strumento per future azioni politiche e legali.
L’avvertimento alla Commissione: “Ora faccia marcia indietro o ci vediamo in tribunale”
Conte non si limita all’esultanza. Lancia un ultimatum chiaro alla presidente della Commissione: “Adesso la Commissione von der Leyen faccia dietrofront, altrimenti ce la vedremo davanti alla Corte di Giustizia Europea”. Parole forti, che segnano una linea di scontro netta e annunciano un possibile contenzioso giuridico a livello comunitario.
Una posizione coerente con la linea pacifista del M5S
La posizione di Conte si inserisce coerentemente nella linea politica portata avanti dal Movimento 5 Stelle, che si è sempre mostrato critico verso l’aumento delle spese militari e il riarmo europeo. Già nei mesi scorsi, Conte aveva definito il piano promosso da Bruxelles “una china pericolosissima”, denunciando il rischio che l’Unione si trasformi in una potenza militare a discapito della sua vocazione diplomatica.
Una sfida che guarda anche alle elezioni europee
L’uscita pubblica di oggi, oltre ad avere un valore istituzionale, ha un evidente riflesso elettorale. In vista delle elezioni europee del prossimo giugno, il M5S intende marcare il proprio profilo antimilitarista e garantista, presentandosi come l’unica forza italiana chiaramente contraria al riarmo e impegnata nella difesa della sovranità democratica del Parlamento europeo.
Incerte le reazioni da Bruxelles
Al momento non è arrivata una reazione ufficiale da parte della Commissione europea. Ursula von der Leyen, che ha fatto della difesa comune europea uno dei pilastri del suo mandato, potrebbe trovare ora crescenti difficoltà nel portare avanti il piano senza rivedere almeno in parte metodo e contenuti. L’eventualità di un ricorso alla Corte di Giustizia da parte del M5S sarebbe un evento senza precedenti nella storia recente dell’Unione.
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Conclusione: la politica estera entra nel vivo del dibattito politico interno
La giornata di oggi segna un punto politico importante per Conte e per il Movimento 5 Stelle, che riesce a portare all’attenzione dell’opinione pubblica una questione solitamente relegata agli ambienti tecnici di Bruxelles. E, in un’Europa in piena trasformazione strategica, con conflitti in corso e tensioni globali, la voce di chi chiede più diplomazia e meno armi torna ad avere un peso.


















