Ultim’ora – Conte fa la sorpresa a Ursola Von der Leyen – Ecco cosa ha presentato il M5S poco fa

Il Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo ha deciso di alzare ulteriormente i toni contro la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. In una nota durissima, la delegazione pentastellata annuncia il sostegno a una nuova mozione di sfiducia nei confronti della leader tedesca, accusata di aver portato l’Unione europea “alla rovina” con le sue scelte politiche e diplomatiche.
Secondo il M5S, è arrivato il momento di voltare pagina: “Per il bene dell’Europa e per il futuro dei cittadini, bisogna mandare a casa questa Commissione fallimentare”.

L’accordo con Trump e i dazi che minacciano l’Italia

Uno dei principali capi d’accusa riguarda l’accordo raggiunto con gli Stati Uniti di Donald Trump in materia di dazi commerciali. Per i pentastellati, si tratta di una scelta devastante per le economie europee, che rischiano di subire un colpo durissimo.
“L’intesa con Trump – spiegano – è una zavorra per l’economia europea e colpisce in particolare le imprese italiane che vivono di export. Settori come l’agroalimentare, la meccanica e il tessile pagheranno un prezzo altissimo, mentre Bruxelles si piega a un protezionismo che contraddice lo spirito del mercato unico”.

Gaza e i silenzi imbarazzanti di Bruxelles

Il secondo punto della critica è la posizione di von der Leyen sulla guerra a Gaza. Il M5S non usa giri di parole e parla apertamente di “silenzio complice sul genocidio”.
Per i 5 Stelle, l’atteggiamento della Commissione, che non ha mai preso misure concrete contro Israele, rappresenta un tradimento dei valori fondanti dell’Unione: “I Trattati europei parlano di diritti umani e di diritto internazionale. Oggi invece assistiamo a una Commissione che chiude gli occhi davanti alle violazioni e alle stragi di civili”.
Un’accusa pesantissima che mette in evidenza come la credibilità morale dell’Europa rischi di sgretolarsi davanti all’opinione pubblica internazionale.

Ucraina e l’ossessione per l’escalation militare

La terza accusa riguarda il conflitto in Ucraina. Secondo i pentastellati, von der Leyen ha sposato in pieno la linea della guerra permanente, senza aprire spazi reali per il dialogo diplomatico.
“L’ostinazione nel voler continuare con l’escalation militare – denuncia la delegazione – sta persino irritando la sua Germania, che inizia a mostrare segni di insofferenza”.
Il risultato, avverte il M5S, è una guerra senza sbocchi, con un prezzo altissimo in termini di vite umane, risorse economiche e stabilità geopolitica.

Una Commissione sempre più isolata

Le critiche dei 5 Stelle si inseriscono in un quadro politico già complicato per von der Leyen. La presidente della Commissione ha dovuto affrontare frizioni interne non solo con i gruppi della sinistra e dei Verdi, ma anche con alcuni governi che mal digeriscono la sua gestione accentratore e sbilanciata sul fronte militare e atlantista.
Il M5S sottolinea come l’attuale Commissione stia perdendo consenso e credibilità, non solo tra i cittadini europei – sempre più scettici sull’efficacia delle istituzioni comunitarie – ma anche all’interno dei singoli Stati membri.

Il ruolo dell’Italia e l’attacco a Meloni

Nel mirino dei pentastellati finisce anche il governo italiano. Giorgia Meloni, accusano, avrebbe accettato senza battere ciglio le decisioni di Bruxelles, piegandosi alle logiche tedesche e francesi e sacrificando gli interessi nazionali.
“Meloni ha approvato il piano di riarmo europeo senza alcun mandato popolare e senza portare la questione in Parlamento – denunciano – dimostrando ancora una volta che la sua idea di sovranità è a geometria variabile: dura con i deboli, servile con i forti”.

L’appello al fronte progressista

La conclusione della nota è un appello al fronte progressista europeo: “La mozione di censura presentata dalla Sinistra europea deve diventare un punto di ripartenza. Serve un’alleanza più larga, capace di unire le forze che si oppongono a questa deriva bellicista e neoliberista”.
Il M5S invita quindi socialisti, verdi e tutte le forze contrarie al piano di riarmo a unirsi in una battaglia comune per cambiare radicalmente la direzione dell’Europa.

Le parole dell’eruodeputato 5 stelle Pedullà contro Von der LEYEN:

++ M5S Europa: Nuova mozione di sfiducia contro von der Leyen. “Fronte progressista riparta da qui” ++
(ANSA) – BRUXELLES, 03 SET
“Ursula von der Leyen sta portando l’Unione europea alla rovina.
L’accordo con Trump sui dazi, se verrà definitivamente approvato, sarà una zavorra per l’economia europea e penalizzerà le imprese italiane che puntano sull’export per sopravvivere.
I silenzi e le connivenze sul genocidio a Gaza rappresentano poi la negazione dei valori e dei principi sanciti nei Trattati europei.
Infine, la guerra in Ucraina: l’ostinazione della von der Leyen per l’escalation militare sta persino indispettendo la sua Germania, oltre che a rendere il conflitto eterno con l’inevitabile scia di morti e distruzione che una guerra porta con sé”.
Lo scrive la delegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo.
“Per il bene dell’Unione europea, dunque, ma soprattutto per salvaguardare il futuro di benessere e sicurezza dei nostri cittadini, è arrivato il momento di mandare a casa questa Commissione europea fallimentare.
Auspichiamo che la mozione di censura promossa dal gruppo della Sinistra Ue raggiunga il numero necessario di firme per essere discussa e votata nella prima plenaria utile. Il fronte progressista riparta da qui”.

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Conclusione: un bivio per l’Unione e Von Der Leyen

La mossa dei 5 Stelle apre un fronte politico di primo piano a Bruxelles. La Commissione von der Leyen, già in bilico tra tensioni interne e critiche crescenti, rischia di diventare il bersaglio principale delle opposizioni.
Che la mozione passi o meno, il segnale è chiaro: per una parte sempre più consistente dell’Europa, il ciclo politico inaugurato da Ursula von der Leyen è arrivato al capolinea.
Il messaggio del M5S è netto: “Se vogliamo ridare senso all’Europa, il cambiamento deve partire da qui, dalla fine di una Commissione che ha fallito su tutti i fronti”.

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