ULTIM’ORA Decreto Sicurezza, il governo va verso la fiducia a Chigi. Scontri in piazza – VIDEO

Giornata di alta tensione politica e sociale sul fronte del decreto Sicurezza, il provvedimento bandiera del governo Meloni destinato a incidere profondamente su ordine pubblico, dissenso e gestione del territorio.

Mentre alla Camera dei Deputati è in corso la discussione generale, con oltre 31 interventi annunciati dall’opposizione e una durata prevista di più di cinque ore, a Palazzo Chigi si è tenuto un incontro tra la premier Giorgia Meloni e i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani, che hanno condiviso la linea dell’esecutivo in vista della fiducia che sarà posta sul testo nelle prossime ore.

L’opposizione denuncia: “Colpo alla Costituzione”

A sollevare le proteste più accese è la procedura seguita in commissione, dove giovedì scorso è scattata una doppia “tagliola”: sono decaduti tutti gli emendamenti e persino le dichiarazioni di voto, evento senza precedenti nella storia recente del Parlamento.

Il deputato di +Europa Riccardo Magi, relatore di minoranza, ha parlato in Aula di

> “una rottura costituzionale da tanti punti di vista, un insulto al Parlamento e ai cittadini italiani. Il presidente Fontana non rappresenta più l’intera Assemblea: ha tutelato solo la maggioranza.”

Anche Filiberto Zaratti (AVS) ha criticato duramente la presidenza della Camera, paragonando Lorenzo Fontana a Ponzio Pilato, per il mancato intervento a difesa delle prerogative parlamentari.

Maratona di interventi del M5S: “Colpite libertà e poveri”

Il Movimento 5 Stelle si è iscritto in massa alla discussione generale, portando in Aula una vera e propria maratona di interventi. La deputata Gilda Sportiello ha definito il provvedimento

> “un decreto raccapricciante che colpisce chi manifesta per lavoro, sanità, salari dignitosi. Questo non è sicurezza, è repressione sociale.”

 

Anche Enrica Alifano, citando un documento degli avvocati penalisti, ha dichiarato:

> “Peggio di questo decreto, solo il codice Rocco fascista. Stravolge lo stato di diritto, rafforza il controllo nelle mani delle forze di polizia.”

 

Infine, Gaetano Amato ha denunciato:

> “Abbiamo perso il conto delle fiducie. Se si toglie al Parlamento la possibilità di discutere, non c’è più democrazia.”

Il contenuto del decreto: repressione o prevenzione?

Il decreto Sicurezza, composto da 39 articoli, tocca numerosi ambiti:

inasprimento delle pene per manifestazioni non autorizzate e blocchi stradali;

nuove norme per gli sgomberi di immobili occupati;

repressione delle coltivazioni di canapa industriale, definita dal M5S “una scelta ideologica che ha già distrutto un intero settore produttivo”;

potenziamento dei poteri delle forze dell’ordine, videosorveglianza e identificazione preventiva.

Il testo, se approvato alla Camera con voto di fiducia, passerà poi al Senato per la conversione in legge entro il 10 giugno.

Fuori dal Parlamento: proteste in piazza e cariche della polizia

In parallelo, la tensione è esplosa anche nelle strade di Roma. In piazza Barberini, un corteo di manifestanti muniti di scudi, caschi e bastoni artigianali ha tentato di dirigersi verso via del Tritone, con l’obiettivo di raggiungere il Parlamento. La polizia ha bloccato l’avanzata con cariche e manganellate, in uno scenario documentato anche da video diffusi in tempo reale.

I partecipanti, contrari al decreto, denunciano l’attacco al diritto di manifestare. La tensione resta alta e nuovi presidi sono annunciati per i prossimi giorni.


Verso la fiducia. Ma il clima si surriscalda – VIDEO

Il governo Meloni sembra determinato a chiudere rapidamente il passaggio parlamentare con il voto di fiducia, nonostante il clima rovente in Aula e nel Paese. La scelta di accelerare, saltando il confronto, ha provocato un cortocircuito istituzionale che l’opposizione definisce “una ferita democratica che resterà nella storia repubblicana”.

La partita ora si sposta al Senato. Ma intanto, a Roma, la sicurezza rischia di diventare l’opposto del suo nome: un detonatore politico e sociale.

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