ULTIM’ORA – Disastro Nordio e la sua Riforma – Ecco cosa sta accadendo – Conte denuncia tutto

Giuseppe Conte accusa il Governo Meloni di aver “piegato la giustizia alla politica”: “ti avvertono prima di arrestarti” e “cancellano l’abuso d’ufficio”. Nel suo affondo cita due casi di giornata: a Venezia “22 presunte borseggiatrici ‘fuggite’ dal Tribunale dopo il preavviso di arresto” e a Firenze il crollo di capi di imputazione nella “Concorsopoli” sanitaria dopo l’abolizione del reato di abuso d’ufficio. Le dichiarazioni sono riportate dalle agenzie e riprese dalla stampa, con il riferimento a un servizio del Fatto Quotidiano su entrambi gli episodi.

Che cos’è (e cosa cambia con) la legge Nordio

Il riferimento è alla Legge 9 agosto 2024, n. 114 (“Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale, all’ordinamento giudiziario e al codice dell’ordinamento militare”), in vigore dal 25 agosto 2024. È la cornice normativa che:

  • abroga l’art. 323 c.p. (abuso d’ufficio);

  • introduce l’interrogatorio preventivo (il cosiddetto “preavviso” criticato dall’opposizione) prima dell’applicazione di una misura cautelare, con eccezioni;

  • rafforza il carattere collegiale della decisione sulla custodia in carcere (con entrata graduale);

  • interviene su traffico d’influenze, intercettazioni e altre disposizioni di rito.

“Ti avvertono prima di arrestarti”? Come funziona davvero

La legge inserisce nell’art. 291 c.p.p. il comma 1-quater: ricevuta la richiesta del PM, prima di disporre la misura il giudice interroga l’indagato. Ma il contraddittorio non si applica quando ricorrono le esigenze cautelari dell’art. 274, co. 1, lett. a) e b), cioè pericolo di fuga o inquinamento delle prove (resta poi l’ipotesi dell’urgenza in casi previsti). In sostanza, il “preavviso” non è dovuto se c’è rischio che l’indagato scappi o inquini le prove: in questi casi la misura può essere adottata senza l’interrogatorio preventivo.

In parallelo, la legge introduce la collegialità della decisione per la custodia in carcere (GIP in composizione collegiale), misura che entra pienamente a regime più avanti per ragioni organizzative.

L’abrogazione dell’abuso d’ufficio e i suoi effetti

La soppressione dell’art. 323 c.p. è uno dei punti più discussi: è entrata in vigore nell’agosto 2024 e, a seguito delle questioni sollevate da vari tribunali, la Corte costituzionale nel 2025 ha respinto le eccezioni di illegittimità, confermando l’abrogazione.

Sul piano pratico, diversi procedimenti hanno già visto cadere capi d’accusa fondati su quel reato. A Firenze, per la vicenda concorsi negli ospedali Careggi e Meyer, la stampa riferisce di decine di capi di imputazione venuti meno proprio per l’abrogazione dell’abuso d’ufficio (con altre contestazioni ridimensionate per indirizzi della Cassazione sulla turbativa in ambito concorsuale).

I casi citati da Conte

  • Venezia – “22 presunte borseggiatrici fuggono”: l’episodio è richiamato da Conte e attribuito al Fatto Quotidiano; al momento compare come riferimento di rassegna su vari siti e box informativi. Non risultano (ancora) atti ufficiali disponibili in rete; il dato, quindi, va letto come rilievo politico in attesa di riscontri documentali.

  • Firenze – “Concorsopoli”: qui i riscontri di stampa sono puntuali sui capi caduti dopo l’abrogazione del 323 c.p.

E la separazione delle carriere?

Conte collega la riforma ordinaria alla separazione delle carriere tra giudici e PM, oggetto di disegno di legge costituzionale: approvato in prima deliberazione alla Camera il 16 gennaio 2025 (Atto C.1917), è ora all’esame del Senato (S.1353). Il percorso richiede doppia deliberazione e, in assenza di maggioranze qualificate, può concludersi con referendum. Il dibattito accademico e della magistratura segnala impatti sistemici (status del PM, CSM separati, Corte disciplinare).

Che cosa c’è di vero nelle due narrazioni

  • La critica di Conte coglie due effetti tangibili:

    1. la caduta di procedimenti fondati su abuso d’ufficio;

    2. la maggiore garanzia difensiva prima della misura.

  • Il dato giuridico, però, precisa che il “preavviso” salta se c’è rischio di fuga o inquinamento: non è un avviso automatico “prima di arrestarti”. sistemapenale.it


Timeline essenziale

  • 10 agosto 2024: in G.U. la Legge 114/2024 (“Nordio”), in vigore dal 25 agosto.

  • 25 agosto 2024 → 2026: entrata graduale della collegialità sulle misure custodiali

  • 2025: la Corte costituzionale conferma l’abrogazione del 323 c.p. (abuso d’ufficio).

  • 16 gennaio 2025: Camera approva in prima deliberazione la separazione delle carriere (C.1917).

CONTE:
“Con le nuove leggi volute dal Governo Meloni ti avvertono prima di arrestarti e cancellano l’abuso di ufficio. A Venezia 22 presunte borseggiatrici “fuggono” dal Tribunale dopo il preavviso di arresto. A Firenze cadono vari capi di imputazione per la Concorsopoli delle nomine in alcuni ospedali perchè quel reato dei potenti che abusano della loro posizione non c’è più. Le vicende riportate oggi dal Fatto Quotidiano ci raccontano bene il capolavoro di Meloni e Nordio. Ora vorrebbero completare l’opera con la separazione delle carriere tanto cara alla P2 e a Licio Gelli.
Passo dopo passo stanno arrivando all’obiettivo finale: una giustizia completamente piegata alla politica. È l’Italia dell’impunità. È l’Italia dell’ingiustizia.”

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Conclusione

La “legge Nordio” è un pacchetto garantista che ha due effetti politici dirompenti: stop all’abuso d’ufficio e contraddittorio anticipato sulle misure cautelari. Il primo sta riscrivendo processi (vedi Firenze); il secondo accende il conflitto simbolico sul “preavviso di arresto”, che però non vale quando c’è pericolo di fuga o inquinamento probatorio. Sullo sfondo, la separazione delle carriere: se passerà, cambierà l’equilibrio tra giudici e PM. Tra narrative e norme, una cosa è certa: la giustizia è tornata a essere il terreno politico del Paese.

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