Ultim’ora – Ecco come sta Vittorio Sgarbi, arriva la notizia che nessuno si aspettava


ROMA – Vittorio Sgarbi è uscito dall’ospedale e torna a parlare, con il tono lucido e tagliente che lo ha reso celebre. Dopo giorni di ricovero al Policlinico Gemelli per quella che lui stesso definisce come una fase di «depressione» legata a «spossatezza fisica e mentale», il critico d’arte rassicura sulle sue condizioni e torna ad affacciarsi al dibattito pubblico. «Torno presto, ci vediamo presto», ha detto, sottolineando come il peggio sia ormai alle spalle: «Sto tutto sommato bene, molto meglio di prima».

Intervistato da Corriere della Sera, Sgarbi racconta con lucidità i giorni in ospedale, vissuti tra letture, riflessioni, scrittura e osservazione. «Mi è parso che il mondo corresse velocemente», ha detto. «Ora cerco di muovermi, di tenere attivo il corpo. Passeggio per Roma, il tempo è bello e la città è piena di gente per l’elezione del Papa. Ho anche scritto, in modo più lento e ragionato, ed è persino uscito un mio libro nuovo».

Il giudizio su Papa Leone XIV: “Più curiale, ma efficace”

Nonostante la lontananza temporanea dalle telecamere e dalle polemiche quotidiane, Sgarbi ha seguito con attenzione l’elezione del nuovo pontefice, Leone XIV, alias Robert Francis Prevost. «L’ho seguito in tutti i dettagli e le fasi», afferma. E non manca di formulare un’analisi comparativa tra il nuovo Papa e il predecessore: «Ho notato subito che, a differenza di Bergoglio, Prevost ha un atteggiamento più curiale, più istituzionale, ma in fondo porta avanti la linea di Papa Francesco. E credo che, essendo americano, possa essere un Papa forte e molto efficace».

Il pensiero si sposta subito su Donald Trump, probabilmente per l’assonanza americana, e qui il giudizio è tranchant: «Ormai Trump mi pare una caricatura».

Un bacio e una dedica d’amore: il post di Sabrina Colle

A completare il quadro, c’è l’affetto. La compagna di Sgarbi, l’attrice e scrittrice Sabrina Colle, ha pubblicato sui social una foto che li ritrae insieme, in un tenero bacio. Un gesto d’amore condiviso proprio l’8 maggio, data che unisce due eventi: l’elezione del nuovo Papa e il compleanno di Sgarbi, che ha compiuto 73 anni. «“La pace sia con voi” è la benedizione che arriva dappertutto e anche a te, amore mio – ha scritto Colle – che mi hai fatto vedere il mondo in una maniera originale e mai scontata, lasciandomi la libertà di immaginare e sognare, tenendo conto dei modelli del passato, ma anche della mia intima fantasia».

Un tributo romantico e profondo, che racconta il lato più umano di una figura spesso associata all’eccesso e al conflitto.

Tra cultura e salute mentale: un messaggio pubblico

Il ricovero di Sgarbi ha riacceso anche il dibattito sulla salute mentale, soprattutto tra le figure pubbliche. Il critico non ha nascosto la fatica mentale vissuta, e anzi ha mostrato con franchezza le sue fragilità. In un tempo segnato da stress, sovraesposizione mediatica e iperconnessione, le sue parole trovano risonanza: «Non ho mai smesso di pensare, di leggere, di osservare. Ma ho rallentato. E a volte è proprio quello che serve».

La sua uscita dall’ospedale segna quindi non solo un ritorno alla scena culturale e mediatica, ma anche una presa di parola sul tema – spesso tabù – della salute psichica, nel mondo dell’arte come in quello della politica.

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Verso il ritorno: «Ci vediamo presto»

Con la consueta autoironia, Sgarbi annuncia che tornerà a farsi sentire. Ma intanto si gode Roma e i suoi ritmi: «Cammino, penso, osservo». E forse, come nel suo stile, prepara già la prossima provocazione.

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