ULTIM’ORA – Fico l’ha fatto veramente dopo anni che… Arriva la notizia che non si aspettava nessuno

Il primo atto politico-amministrativo rivendicato dal neo presidente della Regione Campania, Roberto Fico, passa da Avellino e da un dossier rimasto incagliato per un quarto di secolo: il Centro per l’Autismo, struttura la cui realizzazione è ferma da 25 anni e che ora torna al centro dell’agenda regionale grazie allo sblocco di un finanziamento da 150mila euro. L’annuncio arriva durante la conferenza stampa di presentazione della Convenzione per il Centro autismo di Avellino, momento che segna l’avvio della fase finale: completamento degli adempimenti, consegna e passaggio operativo alla ASL.

Lo sblocco dei fondi: 150mila euro per “completare definitivamente” la consegna alla ASL

Il punto centrale, nelle parole del governatore, è il passaggio dalla promessa elettorale all’atto amministrativo. Fico collega direttamente la misura alla campagna elettorale e alla richiesta arrivata dal Comune:

«È molto importante, è quello che avevamo detto in campagna elettorale, è una promessa che vogliamo mantenere e che sto cercando di mantenere».

La svolta, spiega, si è attivata quando dalla commissaria prefettizia di Avellino è arrivata la richiesta di sbloccare una determina:

«…mi è arrivata la richiesta di sbloccare una determina di 150 mila euro per completare definitivamente la consegna del Centro autismo alla ASL».

A quel punto, secondo la ricostruzione fornita, la macchina regionale si è mossa rapidamente:

«…gli uffici della direzione delle politiche sociali sono subito intervenuti e siamo riusciti a sbloccare, in un tempo velocissimo, questi 150 mila euro per completare il Centro autismo».

Nel passaggio, Fico cita anche un lavoro svolto “subito” con la direzione dell’azienda sanitaria:

«Anche con la direttrice della ASL, Conte, subito si è fatto un lavoro molto importante».

Un’opera congelata per decenni: il Centro Autismo come simbolo di ritardi e ripartenze

Il dato più pesante, sul piano politico, non è solo l’importo (150mila euro), ma il tempo accumulato: 25 anni di stallo. La struttura diventa così un caso emblematico: un’opera formalmente avviata e mai arrivata a piena operatività, con l’effetto di lasciare scoperto un bisogno sanitario e sociale particolarmente sensibile.

In questa cornice, la conferenza stampa sulla Convenzione ha un obiettivo chiaro: mettere in fila gli attori istituzionali coinvolti e definire un percorso che non si fermi più sul crinale tra “opera” e “servizio”. Non basta completare un immobile: serve che la struttura venga consegnata e poi funzioni dentro una rete sanitaria pubblica.

“Sinergia istituzionale”: Regione, Comuni e ASL chiamati a lavorare insieme

Fico insiste su un concetto che presenta come metodo di governo: l’integrazione tra amministrazioni. Lo dice in modo esplicito, collegando la riuscita dell’operazione al coordinamento tra uffici e territori:

«Quella che affermiamo qui oggi è l’importanza che tutti gli uffici della Regione, i Comuni e le ASL lavorino insieme, in sinergia…».

E chiarisce il perché: non come formula astratta, ma come leva per rendere più efficaci i risultati sul territorio:

«…perché la sinergia istituzionale è ciò che può far andare avanti meglio non solo le istituzioni, ma quella che è la ricaduta sul territorio».

Il messaggio è politico e amministrativo insieme: il Centro Autismo non viene raccontato solo come un intervento “da sbloccare”, ma come un banco di prova del funzionamento della filiera pubblica, dal livello regionale a quello comunale fino al livello sanitario.

L’impatto sociale: “aiutate le persone con autismo” e “anche le famiglie”

Nel suo intervento, il governatore mette l’accento anche sulla destinazione sociale dell’intervento, sottolineando che la priorità non è soltanto aprire una struttura, ma alleggerire il carico che ricade su chi vive quotidianamente la condizione dell’autismo.

«La prima cosa che oggi noi facciamo è proprio quello che avevamo detto in campagna elettorale: saranno aiutate non solo le persone con autismo ma verranno aiutate anche le famiglie».

Qui il Centro Autismo viene presentato come parte di una scelta più ampia: far diventare i temi elettorali “azione amministrativa e politica”, con una chiamata alla responsabilità di ciascun ente:

«I temi della campagna elettorale oggi diventano azione amministrativa, azione politica… dove ognuno fa proprio la sua parte e diventa protagonista».

 

La fase Regione: staff, giunta, incontri con i partiti e la delega alla Sanità

A margine della stessa giornata, Fico affronta anche il cantiere politico interno alla Regione: composizione della giunta, rapporti con le forze politiche, impostazione dei dossier e, soprattutto, la scelta di tenere per sé la delega più pesante.

Sulle indiscrezioni di stampa e sui “nomi” circolati, frena:

«Non commento tutto quello che è stato scritto sui giornali in questi giorni… ho visto tanti nomi di ogni tipo. Io sto lavorando in modo molto tranquillo e sono già su molti file».

Rivendica poi una linea basata sul “protagonismo” dei partiti:

«Io credo che faremo un ottimo lavoro, credo nel protagonismo delle forze politiche… A breve inizierò a organizzare gli incontri con i rappresentanti dei partiti».

La scelta più politica: Fico tiene la Sanità (almeno per 18 mesi)

Il punto chiave è la sanità. Fico annuncia una decisione netta:

«Terrò la delega alla sanità… ho valutato che è importante in questo momento tenere la delega. Questa è la mia decisione…».

E introduce una finestra temporale precisa, che suona come un primo “tagliando” politico-amministrativo:

«…poi vedremo, nei prossimi 18 mesi, se ci sarà un nuovo assessore o assessora alla sanità, però iniziamo così».

Il messaggio è duplice: da un lato concentrare su di sé la responsabilità diretta nella fase iniziale; dall’altro lasciare aperta la possibilità di un assessorato dedicato più avanti, dopo un periodo di gestione e verifica.

“Pubblica amministrazione strategica”: il metodo annunciato tra direzioni generali e dossier

Fico descrive anche ciò che considera il lavoro prioritario dei primi giorni: entrare nella macchina regionale, incontrare i vertici amministrativi e impostare una linea di efficienza dei servizi.

«…in questa settimana il lavoro mio principale è stato quello di venire qui alla Regione e iniziare a incontrare tutte le direzioni generali… perché la pubblica amministrazione è un elemento strategico finalizzato ai risultati migliori…».

E lega direttamente la qualità dell’amministrazione alla qualità dei servizi:

«Se funziona la pubblica amministrazione al meglio funzionano i servizi pubblici».

Infine, accenna anche all’ipotesi di un assetto dedicato alle aree interne, senza sciogliere il nodo sulla formula (assessorato o unità organizzativa), ma indicando l’obiettivo: accelerare risposte su trasporti e sanità.

«Vediamo qual è la pratica migliore… magari un’unità organizzativa… per affrontare più velocemente alcune situazioni rispetto ai trasporti e alla sanità».

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Lo sblocco dei 150mila euro per il Centro Autismo di Avellino viene presentato da Fico come il segnale immediato di una promessa trasformata in atto, ma soprattutto come un test sul metodo: velocità amministrativa, coordinamento tra istituzioni e consegna alla rete sanitaria pubblica. In parallelo, il governatore avvia la fase più delicata della Regione: costruzione dello staff e della giunta, incontri con i partiti e una scelta che concentra potere e responsabilità, la delega alla Sanità tenuta in prima persona con un orizzonte dichiarato di 18 mesi.

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