ULTIM’ORA -Genova, shock al seggio. Il m5s chima i carabinieri, identificata deputata del…

Mattinata movimentata in uno dei seggi periferici di Genova, dove è stato necessario l’intervento dei Carabinieri a seguito di una denuncia da parte di un rappresentante di lista del Movimento 5 Stelle. Al centro dell’episodio, la deputata di Noi Moderati Ilaria Cavo, in corsa come vicesindaco nella coalizione di centrodestra a sostegno del candidato sindaco Marco Bucci.

Secondo quanto riferito dal M5s, Cavo si sarebbe avvicinata ad alcuni elettori nei pressi del seggio. Una presenza ritenuta “non opportuna” dal rappresentante grillino, che ha quindi chiesto l’intervento delle forze dell’ordine. I militari dell’Arma, già presenti in zona per i controlli previsti durante le operazioni di voto, hanno provveduto all’identificazione dell’onorevole.

La replica: “Solo un gesto umano. Nessuna pressione”

Non si è fatta attendere la risposta di Ilaria Cavo, che in una lunga nota ha definito “strumentale” la denuncia del M5s. “Mi sono recata al seggio per accompagnare mia madre di 76 anni, che ha difficoltà a muoversi – ha chiarito – e l’ho aiutata a risalire e poi riaccompagnata a casa. Alcune persone mi hanno riconosciuta e salutata. Ho semplicemente contraccambiato con cortesia e buona educazione”.

Cavo nega qualsiasi tentativo di influenza sugli elettori e afferma che la sua presenza fosse totalmente estranea a motivi politici. “Il fatto che si chiami l’Arma per questo – attacca – è indicativo di un clima avvelenato. O si tratta di un errore di valutazione, oppure, cosa più grave, di una volontà esplicita di strumentalizzazione”.

“Ho mostrato i documenti, nessun allontanamento”

La deputata riferisce inoltre di aver interagito con i Carabinieri in modo trasparente. “Quando una rappresentante dell’Arma si è avvicinata, mi stavo già allontanando dal seggio. Mi sono presentata, ho mostrato i documenti e spiegato con chiarezza perché mi trovassi lì. Nessuno mi ha chiesto di andarmene”.

Ma non è tutto. Cavo ha anche colto l’occasione per segnalare un’irregolarità a suo dire più concreta: “Poco distante dall’ingresso, i carabinieri hanno rimosso un manifesto elettorale del PD affisso proprio all’inizio della scalinata che porta al plesso scolastico. Questo sì che è un atto vietato dalla legge”.

Un voto sotto pressione

L’episodio, seppur circoscritto, racconta molto del clima teso che accompagna le elezioni amministrative a Genova. Da un lato, la preoccupazione per eventuali condizionamenti all’esterno dei seggi; dall’altro, la crescente propensione alla denuncia e alla polarizzazione anche sui gesti più banali.

Il Movimento 5 Stelle, che sostiene la candidata sindaca Antonella Marras in opposizione al centrodestra, ha scelto di rendere pubblico l’intervento dei Carabinieri come segnale di allerta sulle dinamiche ai seggi. Il gesto di Cavo, invece, viene presentato come normale atto di assistenza familiare, trasformato a suo dire in un pretesto polemico.

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Conclusione: la guerra dei nervi continua

In attesa dell’esito del voto, è evidente che la battaglia elettorale a Genova non si gioca solo nelle urne, ma anche – e forse soprattutto – nei gesti, nelle interpretazioni e nelle narrazioni. Lo scontro tra M5s e centrodestra, oggi, ha trovato un nuovo terreno di confronto: i gradini di un seggio elettorale, una madre anziana da accompagnare, e il confine sempre più sottile tra presenza civile e condizionamento politico.

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