Ultim’ora – “Giorgia Meloni vi sta mentendo” – Arriva la denuncia shock di Giuseppe Conte

Roma, 10 novembre 2025 – ore 20:45
Parole durissime quelle di Giuseppe Conte, che sui social ha replicato alle recenti dichiarazioni della premier Giorgia Meloni sulla presunta riduzione delle liste d’attesa nella sanità pubblica.
Un attacco frontale, che il leader del Movimento 5 Stelle ha definito “necessario per riportare la discussione sulla realtà e non sulla propaganda”.

“Poco fa Meloni ha detto che le liste di attesa nella sanità migliorano. Ormai sembra una marziana. Va tutto a gonfie vele e se con questo Governo siamo arrivati a 6 milioni di cittadini che rinunciano alle cure è solo un dettaglio. Torni a farsi un giro sulla terra, Presidente”,
ha scritto Conte in un post diventato virale nel giro di pochi minuti.

“In Sicilia si muore dopo 8 mesi di attesa”

L’ex premier ha puntato il dito anche contro la gestione della sanità nelle regioni governate dal centrodestra, prendendo come esempio la Sicilia.

“Può iniziare dalla Sicilia amministrata dal suo centrodestra – ha proseguito – dove dilagano gli appalti truccati sulla sanità e si muore dopo aver atteso per 8 mesi il referto su un tumore.”

Un riferimento diretto alle inchieste recenti sugli appalti sanitari pilotati e sulle criticità drammatiche delle strutture ospedaliere regionali, dove il numero di pazienti in lista d’attesa continua a crescere.

Il caso delle liste d’attesa: i numeri dietro la polemica

Il tema toccato da Conte è uno dei più sensibili per la sanità italiana. Secondo gli ultimi dati diffusi da Censis e Agenas, nel 2025 oltre 6 milioni di cittadini hanno rinunciato a visite o esami per tempi troppo lunghi o costi insostenibili nel privato.
Nonostante gli annunci del governo, la situazione resta critica: in molte regioni i tempi medi per una risonanza magnetica o una visita specialistica superano ancora i 6 mesi.

Proprio nei giorni scorsi Meloni aveva dichiarato che “le liste d’attesa stanno migliorando grazie al lavoro del governo e delle regioni”, ma le opposizioni accusano l’esecutivo di aver tagliato fondi alla sanità pubblica e di non aver investito sui medici e sugli infermieri.

Un attacco politico e simbolico

Le parole di Conte non sono solo una critica alla premier, ma un messaggio politico più ampio: riportare al centro dell’agenda pubblica la questione sociale e sanitaria, dopo mesi di scontri su giustizia e libertà di stampa.
Il Movimento 5 Stelle, che da settimane insiste sul tema della sanità universale, punta così a distinguersi come unica forza che “difende i cittadini dalle disuguaglianze create dai tagli”.

“Meloni vive in un’altra realtà – scrivono fonti M5S –. I cittadini aspettano mesi per una visita, gli ospedali sono al collasso e i lavoratori sanitari sotto organico. Parlare di miglioramento è uno schiaffo a chi soffre ogni giorno per la mala gestione della sanità pubblica.”

Il post di Giuseppe Conte, rilanciato da migliaia di utenti, segna uno dei momenti più accesi dello scontro politico sulla sanità pubblica.
L’immagine della “Meloni marziana” — lontana dalla realtà quotidiana di milioni di italiani — è diventata in poche ore un simbolo della denuncia pentastellata: quella di un governo che, secondo l’opposizione, racconta un Paese che non esiste.

Conte chiude con un messaggio tagliente ma chiaro:

“Torni a farsi un giro sulla terra, Presidente. Qui, dove la gente muore aspettando una visita.”

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In conclusione, lo scontro tra Conte e Meloni sulla sanità non è un gioco di slogan, ma la fotografia di due Paesi: quello raccontato dal governo, in cui le liste d’attesa “migliorano”, e quello vissuto dai cittadini che rinunciano a curarsi o aspettano mesi per un referto. Se si vuole riportare il dibattito sulla terra, servono impegni verificabili: obiettivi trimestrali su visite ed esami, pubblicazione trasparente dei tempi reali per struttura, assunzioni straordinarie di personale e risorse vincolate all’abbattimento delle attese, con commissariamento dove gli standard non si rispettano. Solo così la narrazione potrà incrociare la realtà—e la sanità tornare a essere un diritto esigibile, non una promessa.

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