Ultim’ora – Giuseppe Conte becca la Premier Giorgia Meloni – Ecco cosa rivela ai cittadini

Il leader M5S accusa la premier su Gaza, migranti, economia e politiche sociali

Roma, 27 agosto 2025 – Un attacco frontale, durissimo e a tutto campo. Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, ha affondato il colpo contro Giorgia Meloni, accusandola di trasformare l’azione di governo in una “televendita senza domande”, fatta di propaganda e slogan, ma priva di risultati concreti.

Gaza e l’ombra di Netanyahu

Conte parte dalla politica estera e, in particolare, dalla guerra in Medio Oriente. “C’è chi scrive le mozioni e chi salva i bambini. Io sono fiera di far parte dei secondi”, aveva dichiarato Meloni parlando della cura dei palestinesi giunti in Italia. Una frase che, secondo Conte, rappresenta un caso di “spregiudicatezza morale”:

“Il suo governo ha protetto Netanyahu senza mai fermarsi, mentre circa 20mila bambini venivano uccisi. Nessuna sanzione, nessun embargo sulle armi, anzi nuovi accordi di cooperazione militare e nessun riconoscimento della Palestina”, ha denunciato l’ex premier.

Per Conte, la solidarietà mostrata ai palestinesi arrivati in Italia è il minimo sindacale, ma non può sostituire l’obbligo “giuridico e morale” di agire in sede internazionale per fermare “un genocidio che il governo Meloni ha scelto di ignorare, preferendo collezionare premi per l’amicizia con un esecutivo criminale”.

Famiglia e natalità: le contraddizioni

Il leader M5S attacca anche la narrazione di Meloni come premier “della famiglia”:

“Dice di voler ricostruire una società amica della natalità, ma ha aumentato l’Iva anche sui pannolini e tagliato agevolazioni per i giovani che vogliono comprare casa”.

Secondo Conte, le scelte fiscali del governo hanno colpito proprio le famiglie e i giovani, smentendo nei fatti gli slogan sulla centralità della natalità.

Migranti: il “blocco navale” mai realizzato

Uno dei passaggi più feroci riguarda il tema dell’immigrazione, cavallo di battaglia della destra:

“Meloni continua a dire che ogni tentativo di impedirle di regolare i flussi sarà rispedito al mittente. Ma che fine ha fatto il suo ‘blocco navale subito’? Da quando governa, ci sono stati oltre 280mila sbarchi e gli arrivi nel 2023 e nel 2025 sono aumentati rispetto agli anni precedenti”.

Conte sottolinea anche il fallimento del piano Albania, definito “uno spot da un miliardo buttato a mare”, e rilancia l’accusa su un caso grave: il rimpatrio con volo di Stato di Almasri, un criminale accusato di stupro su minori, sottratto così alla giustizia della Corte penale internazionale.

Economia e politica estera: “Dai 209 miliardi ai dazi”

Sul fronte economico, Conte evidenzia quello che definisce “il paradosso Meloni”:

“Si vanta di aver ridato all’Italia un posto nel mondo, ma ha ereditato 209 miliardi dal Recovery Fund e ha riportato a casa tagli per 13 miliardi l’anno, un aumento di 445 miliardi in dieci anni di spese militari e dazi al 15% sull’Italia. Tutto questo mentre aumentano le importazioni costose di gas e armi dagli Stati Uniti”.

Per l’ex premier, si tratta di scelte che impoveriscono il Paese e compromettono la sovranità economica.

“Televendita senza fatti”

Conte chiude con una condanna netta al metodo comunicativo della premier:

“La televendita senza domande di Giorgia Meloni sta sfuggendo di mano. Tanta fumosa propaganda e zero fatti, mentre l’Italia conosce un calo della produzione industriale, un ceto medio sempre più impoverito, boom di cassa integrazione, stipendi da fame e il record di poveri assoluti”.

Secondo il leader M5S, è “imbarazzante e preoccupante” che la premier non venga mai chiamata a rendere conto delle contraddizioni tra parole e realtà. Una critica che segna l’ennesimo scontro frontale fra Conte e Meloni e che promette di diventare il leitmotiv della prossima stagione politica.

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L’attacco di Giuseppe Conte a Giorgia Meloni non si limita a una critica puntuale, ma si configura come un vero e proprio atto d’accusa contro l’intera impostazione del governo: dalle politiche estere legate a Gaza e alla fedeltà a Netanyahu, fino alle contraddizioni su famiglia e natalità, dal fallimento del “blocco navale” alla gestione dell’economia segnata da tagli e dazi. La premier viene dipinta come una leader che vive di slogan e propaganda, incapace di tradurre le promesse in risultati concreti.
La contrapposizione fra il racconto “patriottico” del governo e la realtà denunciata dal leader M5S segna un nuovo terreno di scontro, che non resterà confinato ai social o ai talk show, ma rischia di dominare l’agenda politica dei prossimi mesi. In un’Italia segnata da inflazione, precarietà e tensioni sociali, il duello Conte-Meloni potrebbe diventare il simbolo della distanza tra narrazione politica e vita reale dei cittadini.

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