Giuseppe Conte lancia l’allarme da Bruxelles e promette battaglia in vista del prossimo vertice NATO. Il presidente del Movimento 5 Stelle denuncia quella che definisce “una folle corsa al riarmo”, che rischia di tradursi in un impegno economico insostenibile per l’Italia, a fronte di un contesto sociale ed economico sempre più precario.
“Follia dire sì a 100 miliardi in più per le armi”
“Non possiamo permettere a Meloni di dire sì a spese record in armi in Italia mentre non si fa nulla su stipendi e carovita, mentre si taglia la sanità”, ha scritto Conte in un post sui social. Secondo l’ex premier, l’ipotesi che l’Italia possa arrivare a destinare fino al 5% del PIL alla difesa – così come si starebbe discutendo in sede NATO – rappresenta un “salto nel buio” da circa 100 miliardi di euro in più rispetto alla spesa attuale. Una cifra “inaccettabile”, a fronte delle tante emergenze interne ancora irrisolte.
Confronto con Varoufakis e Sachs: “Servono politiche per i cittadini”
Durante la sua giornata a Bruxelles, Conte ha preso parte a un confronto con Yanis Varoufakis, ex ministro delle Finanze greco, e l’economista statunitense Jeffrey Sachs. Tema centrale dell’incontro: il futuro dell’Unione Europea e le risposte che le istituzioni comunitarie devono dare ai cittadini europei.
“Abbiamo discusso delle politiche economiche necessarie per difendere i cittadini dai tagli che creano precarietà e insicurezza negli ospedali, nelle scuole, sul lavoro”, ha spiegato Conte. L’obiettivo, per il M5S, è quello di riportare al centro del dibattito europeo i diritti sociali, anziché assecondare una logica di spesa militare crescente.
“Il M5S continuerà la battaglia nelle piazze e nelle istituzioni”
Conte ha assicurato che il Movimento 5 Stelle non rimarrà in silenzio di fronte a questa possibile escalation militare ed economica. “Contro questa deriva il M5S continuerà la battaglia durissima nelle piazze come nelle istituzioni italiane ed europee. Non ci arrendiamo. Ve lo garantisco”, ha scritto il leader del Movimento, confermando una mobilitazione politica e civica che si preannuncia lunga e intensa.
Il dibattito sulla spesa militare resta aperto e destinato a diventare uno dei temi centrali delle prossime settimane, con l’Italia chiamata a prendere posizione ufficiale al prossimo vertice NATO. Il M5S, intanto, si prepara a fare opposizione su tutti i fronti.
Conte scrive ai cittadini:
“Era stata sospesa dal parlamento per aver attaccato le politiche criminali di Netanyahu a Gaza, per essersi schierata. Oggi a Bruxelles ho portato la solidarietà del M5S alla deputata del parlamento israeliano Aida Touma-Suleiman, con cui mi sono confrontato sulle gravi violazioni del diritto internazionale con 60mila palestinesi uccisi, oltre 16mila bambini, il blocco degli aiuti alla popolazione. Abbiamo concordato sulla necessità di un ruolo forte e incisivo dell’Unione Europea nel mettere fine alle drammatiche violenze e privazioni nei confronti del popolo palestinese. Italia ed Europa devono abbandonare ogni forma di complice immobilismo.”
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Il richiamo di Giuseppe Conte da Bruxelles punta i riflettori su una scelta che rischia di ridefinire radicalmente le priorità politiche del Paese: destinare risorse record alla difesa in un momento di forte crisi sociale ed economica. Con il prossimo vertice NATO alle porte, il dibattito sulla spesa militare si fa sempre più acceso, e il Movimento 5 Stelle si candida a esserne il principale antagonista. Tra piazze e istituzioni, Conte promette una battaglia senza sconti: non solo contro l’aumento delle armi, ma per riaffermare un’agenda politica che rimetta al centro bisogni concreti e diritti sociali. La sfida, ora, si gioca sul terreno della credibilità e del consenso.



















