ULTIM’ORA – Il M5S non ci stà su scandalo Garante della privacy nella sede di FDI e lo convoca a…. –

Dopo le rivelazioni di Report sull’incontro tra Arianna Meloni e Agostino Ghiglia, i pentastellati chiedono chiarimenti urgenti. Fratelli d’Italia replica: “Accuse strumentali, il Garante fu eletto nel 2020 dal Parlamento del governo Conte bis”

ROMA — Lo scontro politico sul “caso Ranucci” si infiamma dopo le ultime rivelazioni di Report e de Il Fatto Quotidiano, che hanno documentato un presunto incontro tra Arianna Meloni, sorella della premier e dirigente di Fratelli d’Italia, e Agostino Ghiglia, componente del Collegio del Garante per la Privacy, avvenuto — secondo quanto riportato — poche ore prima che l’Autorità deliberasse la multa da 150 mila euro contro la Rai e la trasmissione di Sigfrido Ranucci.

M5S: “Fatti di una gravità senza precedenti, il Garante venga in Vigilanza Rai”

La reazione del Movimento 5 Stelle è stata immediata. Gli esponenti pentastellati in Commissione di Vigilanza Rai hanno depositato una richiesta formale di audizione urgente del presidente dell’Autorità Garante della Privacy.

In una nota ufficiale diffusa dall’AGI, i parlamentari M5S hanno scritto:

“È estremamente inquietante quanto rivelato da Report e da alcuni quotidiani sul probabile incontro tra Arianna Meloni e Agostino Ghiglia, componente del Collegio del Garante della Privacy, a poche ore dalla riunione in cui la stessa Autorità teoricamente indipendente ha comminato una multa da 150 mila euro alla trasmissione di Sigfrido Ranucci.”

Il Movimento parla di una “gravità senza precedenti”:

“È inaccettabile che poche ore dopo l’attentato contro Ranucci e mentre ancora piovevano solidarietà nei suoi confronti da ogni parte, il Garante abbia voluto sanzionare la Rai per una puntata di Report su cui l’Ordine dei Giornalisti aveva già archiviato il procedimento non ravvisando alcuna violazione dei principi di pertinenza, continenza e rispetto della verità.”

E ancora:

“Scoprire poi che chi doveva decidere sulla multa lo ha fatto dopo un incontro nella sede di Fratelli d’Italia è veramente di una gravità senza precedenti, ulteriore segnale dell’indecente sistema di potere, amichettismo e uso irresponsabile delle istituzioni messo in piedi sotto il governo Meloni.”

Fratelli d’Italia replica: “Accuse strumentali, il Garante fu eletto nel 2020”

Non si è fatta attendere la risposta di Fratelli d’Italia, che ha difeso l’operato del Garante e attaccato le ricostruzioni di Report.
Il senatore Costanzo Della Porta, componente della Commissione Affari Costituzionali, ha replicato con toni duri:

“Ranucci insiste nella sua bizzarra tesi, quella secondo la quale il Garante per la protezione dei dati personali nel sanzionare la Rai agirebbe su indicazione del governo Meloni e di Fratelli d’Italia. Questa sanzione, invece, è corretta e pienamente rispettosa delle norme in materia di privacy.”

Della Porta ha ricordato inoltre che la composizione attuale dell’Autorità risale al 2020, durante il governo Conte bis, sostenuto da Pd e M5S:

“Chi oggi siede alla Privacy è stato eletto nel 2020, quando Fratelli d’Italia era all’opposizione con un peso parlamentare pari al 4 per cento degli eletti. Altro che emanazione del governo Meloni: l’attuale Garante è espressione del Parlamento della scorsa legislatura. È l’ennesima conferma della strumentalità delle accuse di Ranucci.”

Il nodo politico: indipendenza delle Autorità e libertà di stampa

La richiesta di audizione del M5S — che chiede di convocare il presidente del Garante in Commissione di Vigilanza Rai — potrebbe arrivare già nei prossimi giorni alla Camera dei Deputati, dove l’opposizione intende chiedere “chiarezza totale” sulle tempistiche e sulle modalità della decisione contro Report.

Il caso, scoppiato a poche ore di distanza dall’attentato incendiario sotto casa di Ranucci, rischia di trasformarsi in una vera e propria crisi istituzionale sul terreno della libertà di stampa e dell’indipendenza delle autorità di garanzia.

Per il M5S, si tratta di “una vicenda che tocca il cuore della democrazia”, mentre per Fratelli d’Italia le accuse sono “un attacco politico costruito per screditare le istituzioni”.

Leggi anche

Lo scontro tra Movimento 5 Stelle e Fratelli d’Italia riporta la questione della Rai pubblica e della libertà d’informazione al centro del dibattito politico.
Da un lato, l’opposizione chiede trasparenza sul rapporto tra potere politico e Autorità indipendenti; dall’altro, la maggioranza difende la legittimità delle decisioni del Garante, negando qualsiasi interferenza del governo Meloni.

L’audizione richiesta in Vigilanza Rai — se approvata — potrebbe essere il primo banco di prova per fare chiarezza su una vicenda che intreccia informazione, politica e istituzioni come poche altre.

 

Condividi sui tuoi social:

Articoli popolari

Voce dei Cittadini