Ultim’ora – Il messaggio di Sergio Mattarella all’esercito italiano “preoccupato di…” – VIDEO

Un discorso breve, ma denso di significati. E soprattutto, intriso di una preoccupazione che raramente il Quirinale esprime con parole tanto nette. In occasione del 164° anniversario della fondazione dell’Esercito Italiano, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha lanciato un monito chiaro, rivolto non solo ai vertici delle Forze Armate, ma all’intero Paese: “Si affacciano fantasmi di un passato di conflitti che pensavamo definitivamente archiviati”. Una frase che riporta bruscamente al centro del dibattito nazionale il rischio concreto che il mondo si stia avvicinando a nuove, imprevedibili derive militar

Nel Salone dei Corazzieri del Quirinale, davanti al generale Carmine Masiello, capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Mattarella ha ricordato i valori di dedizione, impegno e sacrificio che da sempre contraddistinguono le nostre Forze Armate. Ma lo ha fatto incastonando quelle virtù in un contesto definito «fortemente destabilizzato», dove le certezze del dopoguerra sembrano scricchiolare sotto il peso di crisi vecchie e nuove.

Uno scenario internazionale instabile

Il presidente non ha citato direttamente scenari o nazioni specifiche, ma il riferimento al clima di tensione globale è apparso evidente. Nelle ultime settimane, infatti, la situazione internazionale si è ulteriormente aggravata:

sul fronte orientale, il conflitto tra Russia e Ucraina ha visto un’escalation con l’abbattimento di oltre cento droni ucraini su territori russi e la decisione della Lituania di minare i confini con Russia e Bielorussia;

in Medio Oriente, la nuova ondata di violenze tra Israele e Hamas nella Striscia di Gaza ha riacceso i timori di una destabilizzazione regionale permanente;

in Europa, cresce il dibattito sul riarmo: solo pochi giorni fa Mattarella aveva convocato il Consiglio Supremo di Difesa per affrontare il tema della difesa comune europea e dell’autonomia strategica.

In questo quadro, l’Italia si ritrova a giocare un ruolo delicato: alleata storica della NATO, promotrice di politiche europee condivise, ma anche sempre più esposta alle pressioni di un mondo multipolare che mette a dura prova gli equilibri costruiti dopo il 1945.

Il messaggio del Colle: vigilanza, non retorica

“Contribuire ad assicurare la cornice di sicurezza internazionale entro la quale la nostra comunità nazionale possa vivere liberamente e progredire costituisce una responsabilità di grande impegno”, ha sottolineato Mattarella. Un messaggio che richiama alla necessità di non abbassare la guardia, ma anche di evitare derive nazionaliste o belliciste. L’Italia, sembra suggerire il capo dello Stato, deve essere sentinella di pace, senza rinunciare al proprio ruolo di garante della stabilità euro-mediterranea.

Il Quirinale, in questo senso, continua a posizionarsi come uno dei pochi presìdi istituzionali capaci di parlare un linguaggio sobrio e responsabile, in netta controtendenza rispetto alla comunicazione polarizzata del dibattito politico.

Forze Armate tra sicurezza e diplomazia

Nel suo discorso, Mattarella ha anche voluto ricordare che le Forze Armate italiane non sono solo un apparato militare, ma anche uno strumento diplomatico e civile. Lo dimostrano le tante missioni di pace, la partecipazione alle operazioni di soccorso in contesti umanitari, l’impegno costante nella difesa del territorio. Ma è chiaro che oggi il quadro si complica: la sicurezza interna e quella esterna tornano a fondersi, sotto la minaccia di nuovi conflitti ibridi, di guerre tecnologiche, di instabilità strategica.

Un allarme da non sottovalutare

Il rischio evocato da Mattarella non è solo retorico. Dietro la formula “fantasmi di conflitti che pensavamo archiviati” si cela una doppia inquietudine: da un lato il ritorno di logiche di potenza novecentesche, fatte di blocchi, invasione e nazionalismo aggressivo; dall’altro, la fragilità delle istituzioni multilaterali – ONU, Unione Europea, OSCE – che appaiono spesso impotenti davanti alle crisi.

Mattarella invita dunque il Paese alla responsabilità, i cittadini alla consapevolezza, le forze politiche al dialogo. Perché la sicurezza, ha ricordato più volte nei suoi settennati, non è mai solo una questione di eserciti e armamenti, ma anche di democrazia, coesione, solidarietà internazionale.

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Conclusione: un segnale da non ignorare E VIDEO

In tempi in cui le parole rischiano di essere fagocitate dal rumore della propaganda, il messaggio di Sergio Mattarella al Paese assume un valore profondo. È il segnale di un Capo dello Stato che non si sottrae alla complessità del presente e che, pur nella sobrietà del suo ruolo, mette in guardia da una possibile tempesta in arrivo. Tocca ora al governo, al Parlamento e alla società civile raccogliere quell’appello, prima che il ritorno dei “fantasmi” diventi una drammatica realtà.
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