Ultim’ora – Iran, Conte contro Meloni e Trump: “No all’uso delle nostre basi. Diritto internazionale can…”

Un’escalation pericolosa
L’ex presidente del Consiglio e leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha lanciato un duro attacco al governo italiano e agli Stati Uniti, in seguito all’intervento militare americano in Iran. In una giornata segnata da crescente tensione internazionale, Conte ha parlato pubblicamente a più riprese, sottolineando la gravità della situazione e sollecitando il governo Meloni a non offrire il supporto dell’Italia a quella che ha definito “una pericolosissima escalation”.

“Meloni non dia disponibilità alle nostre basi”
Durante un punto stampa a Roma, Conte ha chiesto con fermezza alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni di non assecondare le scelte dell’amministrazione statunitense:

> “Chiedo a Giorgia Meloni, per una volta, di non aspettare istruzioni dall’alto e di mettere subito al primo posto la sicurezza del nostro Paese, di non dare la disponibilità delle nostre basi militari e di garantire che nessun colpo da parte di un nostro soldato verrà sparato.”

 

Un appello diretto che rivela la preoccupazione dell’ex premier per un possibile coinvolgimento dell’Italia in un conflitto dagli esiti imprevedibili.

“Trump rincorre Netanyahu: è la fine del diritto internazionale”
Intervenuto in collegamento con La7, Conte ha approfondito la sua analisi del contesto internazionale. Ha attaccato frontalmente la strategia dell’ex presidente americano Donald Trump, che a suo dire starebbe seguendo passivamente la linea dura del premier israeliano Benjamin Netanyahu:

> “Vedo un Trump che insegue Netanyahu, che ha deciso unilateralmente, senza informare nessuno, nemmeno in ambito Nato, dell’attacco.”

Secondo Conte, Netanyahu incarna una visione del mondo in cui la pace si conquista solo attraverso la forza, una dottrina che mina le basi del diritto internazionale.

> “La dottrina Netanyahu è chiara: la pace attraverso la forza. Chi è più forte può farsi giustizia a modo suo nel contesto internazionale. Ma questo può essere applicato con effetti non gradevoli e non graditi.”

 

L’ex premier ha inoltre ricordato che Netanyahu ha più volte definito l’ONU un “covo di antisemiti” e che a Gaza “ha realizzato e sta realizzando un genocidio”. Da qui, il timore per una pericolosa saldatura tra la politica estera americana e quella israeliana, fuori da ogni regola condivisa.

Uno scenario “dagli esiti incalcolabili”
In un’intervista al Tg3, Conte ha definito l’attacco Usa “un atto grave e pericoloso” che potrebbe avere conseguenze devastanti ben oltre il Medio Oriente:

> “Si apre la finestra su un conflitto dagli esiti incalcolabili, con conseguenze non solo sul terreno mediorientale ma anche in Europa e nel mondo intero.”

La denuncia dell’ex premier si concentra anche sul vuoto normativo e morale che si sta creando:

> “Non siamo più nel quadro del diritto internazionale. È una prospettiva completamente diversa.”

 

Conte ha ribadito che si tratta di una deriva già visibile da tempo, ma che ora sembra accelerare drammaticamente con il coinvolgimento diretto di Trump.

> “Nel momento di massima debolezza, quando la comunità internazionale prendeva atto del genocidio in atto a Gaza, c’è stata questa fuga in avanti. Ora interviene anche Trump. Questo va nel senso di una opposizione totale a ogni diritto internazionale.”

La linea del Movimento 5 Stelle: neutralità e rispetto del diritto internazionale
Il messaggio politico del leader M5S è chiaro: l’Italia deve mantenersi fuori da questo nuovo conflitto e ribadire il primato del diritto internazionale. Conte si oppone fermamente a qualsiasi coinvolgimento militare italiano e chiede che la sicurezza del Paese non venga sacrificata in nome di alleanze automatiche o logiche di potenza.

In un contesto globale che sembra sempre più privo di regole condivise, la voce di Conte si inserisce come uno dei pochi richiami espliciti alla legalità internazionale e alla prudenza diplomatica.

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Le parole di Giuseppe Conte arrivano come un campanello d’allarme in un momento di straordinaria fragilità geopolitica. Di fronte a un’escalation militare dagli esiti imprevedibili, l’Italia è chiamata a scegliere: seguire ciecamente la traiettoria tracciata da Washington e Tel Aviv o riaffermare con forza il proprio ruolo nel quadro del diritto internazionale e della diplomazia multilaterale. Il Movimento 5 Stelle chiede chiarezza, neutralità e una linea autonoma, lontana da logiche di potenza e guerre preventive che hanno già prodotto fallimenti devastanti in passato.

Nel vuoto normativo che si va delineando, la posta in gioco è altissima: non solo la sicurezza dei cittadini italiani, ma anche la coerenza dei valori costituzionali e la credibilità internazionale del Paese. In un mondo dove il più forte sembra voler riscrivere le regole a colpi di bombe, restare in silenzio o ambigui equivale a una scelta. E la storia, come ha ricordato Conte, non sarà clemente con chi ha deciso di non decidere.
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