Ultim’ora – La presidente della Corte di Cassazione rimprovera nordio sul DL Sicurezza

La presidente della Corte di Cassazione replica alle critiche del centrodestra: “Stupita dallo stupore di Nordio. Le nostre sono analisi tecnico-scientifiche, non invasioni di campo”

Lo scontro tra poteri dello Stato torna ad accendersi con forza, dopo la dura reazione del centrodestra alla relazione della Corte di Cassazione che ha sollevato diverse perplessità sul decreto Sicurezza promosso dal governo Meloni. A rispondere pubblicamente, con tono fermo ma istituzionale, è la prima presidente della Suprema Corte, Margherita Cassano, che in un’intervista al Corriere della Sera ha respinto le accuse di interferenza politica mosse da esponenti della maggioranza, a partire dal ministro della Giustizia Carlo Nordio.

Cassano: “Nessuna invasione di campo, solo analisi scientifiche”

“Sono sinceramente stupita dallo stupore del ministro Nordio”, ha dichiarato Cassano, rivendicando il ruolo tecnico e neutrale della relazione della Cassazione. “Non c’è un’invasione di campo – ha chiarito – si tratta di analisi di tipo tecnico-scientifico che mettiamo a disposizione di tutti i giudici per migliorare complessivamente la qualità dell’interpretazione delle leggi”.

Un chiarimento che mira a contenere le polemiche montate negli ultimi giorni, in particolare da parte di Forza Italia e Fratelli d’Italia, che hanno letto il documento della Cassazione come un attacco al governo. Cassano ha ricordato che queste relazioni non hanno alcuna forza vincolante: “Non c’è alcun condizionamento perché da queste relazioni non deriva alcun automatismo. I giudici della Corte si pronunceranno quando arriveranno ricorsi che dovessero prospettare problemi di applicazione delle nuove leggi”.

La reazione del centrodestra: Gasparri all’attacco

Ma le rassicurazioni non sono bastate a placare il centrodestra, che ha risposto con parole di fuoco. In particolare, Maurizio Gasparri, capogruppo di Forza Italia al Senato, ha lanciato pesanti accuse: “L’ufficio dove viene redatto il Massimario della Cassazione è stato occupato da esponenti dell’estrema sinistra dei centri sociali”. Una dichiarazione che ha sollevato critiche anche fuori dal perimetro della magistratura, considerata la gravità dell’accusa e la sua evidente mancanza di fondamento.

La posizione di Gasparri è apparsa in linea con l’atteggiamento più generale di difesa a oltranza delle scelte del governo, anche di fronte a osservazioni tecniche provenienti da organi indipendenti dello Stato. Ma l’affondo ha aperto un fronte delicato, toccando direttamente l’autonomia e l’imparzialità della magistratura.

Cassano: “Critiche legittime, ma si rispetti il nostro ruolo”

“Le critiche nel merito sono legittime, ci mancherebbe”, ha riconosciuto Cassano. Tuttavia, ha precisato, “prima di accusare bisognerebbe conoscere il complesso delle attività che istituzionalmente fanno capo alla Cassazione”. E ha ribadito il principio dell’equilibrio tra i poteri dello Stato: “Non c’è invasione di campo. Noi rispettiamo profondamente la politica, il Parlamento e il governo, ma ci auguriamo che altrettanto rispetto sia nutrito nei confronti della magistratura”.

Un appello alla responsabilità istituzionale, che sembra destinato però a cadere nel vuoto, almeno alla luce dell’ultimo fronte di scontro: la valutazione della Cassazione sull’accordo tra Italia e Albania per la gestione dei migranti.

Il Protocollo Italia-Albania finisce sotto la lente della Cassazione

Oltre al decreto Sicurezza, la Corte ha analizzato anche il controverso protocollo Italia-Albania, evidenziandone le numerose criticità giuridiche. In una relazione di 48 pagine, gli esperti della Cassazione segnalano come “la dottrina ha espresso numerosi dubbi di compatibilità con la Costituzione e con il diritto internazionale”, soffermandosi in particolare sul rapporto tra l’accordo bilaterale e il diritto dell’Unione europea.

Anche in questo caso, la Corte non ha emesso giudizi definitivi, ma ha messo in luce questioni potenzialmente esplosive sul piano giuridico, che potrebbero essere sollevate nei prossimi mesi in sede di contenzioso. Di fatto, la magistratura ha anticipato i punti di fragilità di una strategia migratoria che già divide l’opinione pubblica e le istituzioni europee.

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Conclusione: uno scontro istituzionale che mette a rischio l’equilibrio tra i poteri

Lo scontro tra la Corte di Cassazione e il governo Meloni, alimentato da dichiarazioni polemiche e attacchi sempre più espliciti, evidenzia un clima politico-istituzionale teso e potenzialmente pericoloso per gli equilibri democratici. Le parole della presidente Cassano rappresentano non solo una difesa del ruolo tecnico della magistratura, ma anche un monito alla politica: il rispetto reciproco tra i poteri dello Stato è una condizione imprescindibile per il buon funzionamento della democrazia.

A fronte di analisi giuridiche accurate e argomentate, come quelle fornite dalla Cassazione sul decreto Sicurezza e sull’accordo Italia-Albania, la risposta politica non può limitarsi alla delegittimazione o alla denigrazione. È compito delle istituzioni confrontarsi nel merito, con rigore e trasparenza, evitando di trasformare le valutazioni tecniche in bersagli politici.

Il rischio, altrimenti, è di spingere il Paese verso una pericolosa deriva in cui ogni voce critica viene trattata come un attacco, e ogni funzione di controllo come un’ingerenza. Un rischio che la presidente Cassano ha voluto denunciare con fermezza, nel solco di una magistratura che, proprio nella sua indipendenza, trova la legittimità e la forza per continuare a servire la Repubblica.

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