“Una pace disarmata, una pace disarmante, umile e perseverante. Parole forti, coraggiose, che squarciano il nostro dibattito pubblico, dove troppo spesso dominano termini come armi, guerre, uccisioni”. Con queste parole, l’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha accolto con entusiasmo le prime dichiarazioni del nuovo Papa, Leone XIV, eletto da pochi giorni al soglio pontificio dopo la rinuncia di Papa Francesco.
Intervenuto a margine di un’iniziativa pubblica a Rozzano, Conte ha voluto esprimere un messaggio di stima e fiducia nei confronti del nuovo Pontefice, indicandolo come figura guida in un momento storico segnato da instabilità internazionale, conflitti armati e profonda crisi etica. “Questo Papa – ha detto il leader del Movimento 5 Stelle – ci offre fin da subito una visione chiara, un orientamento netto: la pace come bussola, la giustizia come obiettivo. E lo fa con un linguaggio che colpisce, perché in totale discontinuità con la retorica dominante”.
Conte ha voluto sottolineare il valore simbolico del nome scelto dal nuovo Papa, Leone XIV, rievocando la figura di Leone XIII, pontefice di fine Ottocento e autore della Rerum Novarum, la prima grande enciclica sociale della Chiesa: “Leone XIII è stato il Papa che ha aperto la Chiesa alla modernità. Con la Rerum Novarum ha gettato le basi della dottrina sociale della Chiesa, prendendo posizione sulle condizioni dei lavoratori, sulla giustizia sociale, sui diritti e doveri del capitale e del lavoro. È stato un passaggio storico, che ha segnato l’ingresso della Chiesa nel mondo contemporaneo”.
Secondo Conte, la scelta di richiamarsi esplicitamente a quella eredità non è casuale: “Il nome Leone XIV non è solo un omaggio, ma un’indicazione di rotta. C’è il desiderio di raccogliere quella sfida, attualizzarla, proiettarla nelle complessità del nostro tempo: le diseguaglianze globali, la crisi climatica, i conflitti dimenticati, le migrazioni, la dignità negata a milioni di persone”.
Conte ha poi concluso con un augurio sentito: “A questo nuovo Papa va il nostro più grande augurio. La sua è una missione difficile, ma cruciale. In un’epoca segnata da frammentazioni e paure, può rappresentare una guida morale per milioni di credenti e non solo. La Chiesa ha oggi un’occasione storica per parlare di giustizia, fraternità e disarmo con voce limpida e autorevole”.
Leggi anche

ULTIMO MINUTO – Iran, Arriva la comunicazione del Ministro Tajani sulla posizione dell’Italia
Nel pieno di una crisi internazionale che sta facendo tremare governi e mercati energetici, dal ministro degli Esteri italiano arriva
Il nuovo Papa Leone XIV – all’anagrafe cardinale francese Marcel Prevost – ha finora mantenuto uno stile sobrio ma deciso, centrato sui temi della pace, dell’ambiente e della responsabilità sociale. Il suo primo discorso da Pontefice ha già suscitato ampi consensi nel mondo cattolico e progressista, e pare segnare l’inizio di una nuova fase per la Chiesa del XXI secolo.
—VIDEO DI CONTE:
Chi è Papa Leone XIV: la biografia in breve
Papa Leone XIV, al secolo Marcel Prevost, è nato nel 1956 a Lione, in Francia. Entrato in seminario giovanissimo, ha completato gli studi teologici a Parigi e successivamente a Roma, presso la Pontificia Università Gregoriana. Ordinato sacerdote nel 1981, ha iniziato il suo ministero nella periferia lionese, distinguendosi fin da subito per l’impegno sociale accanto ai lavoratori, ai migranti e alle famiglie in difficoltà.
Negli anni ’90 ha lavorato come missionario in America Latina, in particolare in Brasile e Argentina, maturando una visione profondamente legata alla teologia del popolo e alla giustizia sociale. Rientrato in Europa, ha ricoperto incarichi di crescente responsabilità, fino a essere nominato arcivescovo di Marsiglia nel 2014. È stato creato cardinale da Papa Francesco nel concistoro del 2019.
Considerato un uomo mite ma determinato, con forti sensibilità ecumeniche e ambientali, Prevost è stato eletto Papa il 6 maggio 2025, succedendo a Papa Francesco dopo la sua storica rinuncia. Con la scelta del nome Leone XIV ha voluto rendere omaggio a Leone XIII, segnando idealmente una continuità con l’impegno per una Chiesa più moderna, attenta ai poveri e al lavoro, e protagonista nel dibattito etico e civile globale.
Il video di Conte



















