L’ex presidente del Consiglio denuncia l’isolamento dell’Italia: “Senza voce, senza ruolo. Dopo il fantasma in Parlamento, ecco il fantasma nei vertici internazionali”
Conte: “Italia fuori dai giochi. Meloni ci tiene in panchina”
Giuseppe Conte torna a colpire duro. In un post pubblicato sui social, il leader del Movimento 5 Stelle ha denunciato con toni accesi l’ennesima assenza dell’Italia dai tavoli internazionali decisivi sulla guerra in Ucraina. Il casus belli è una nota diffusa dalla presidenza ucraina che annuncia un vertice a Tirana tra il presidente Volodymyr Zelensky, il candidato alla Casa Bianca Donald Trump e i leader dei “Paesi volenterosi”. Il Corriere della Sera, riprendendo la notizia, titola: “Meloni non c’è”.
“Fantasma tra i leader del mondo”
Conte affonda: “Per l’ennesima volta in questi giorni decisivi, l’Italia non c’è. È l’ennesima conferma dopo i collegamenti da remoto di Meloni e i colloqui telefonici del segretario di Stato Usa Rubio, che hanno tagliato fuori l’Italia. Dopo il fallimento dell’invio di armi ‘fino alla vittoria militare dell’Ucraina’, Meloni ha messo l’Italia in panchina. Senza voce, senza ruolo”.
Il riferimento alla linea dura adottata dal governo italiano nei primi mesi del conflitto è chiaro. Ma ora, secondo l’ex premier, la strategia si è rivelata fallimentare: “Dopo il ‘fantasma’ in Parlamento – scrive ironicamente – ecco il ‘fantasma’ nei vertici internazionali: Giorgia Meloni”.
Una nota che pesa, un’assenza che si ripete
Il post di Conte arriva a ridosso della diffusione della nota ufficiale della presidenza ucraina, che ha comunicato la conclusione dei colloqui tra Mosca e Kiev a Istanbul, con un primo accordo sullo scambio di mille prigionieri. Il summit di Tirana, invece, si è svolto tra Zelensky, Trump e altri leader europei definiti “volenterosi”. L’Italia? Ancora una volta assente.
Conte interpreta l’assenza come un segnale grave di marginalizzazione internazionale: “Mentre i leader dei Paesi europei si confrontano sul futuro del conflitto, l’Italia non c’è. La premier si nasconde e lascia il Paese senza rappresentanza. Un danno alla nostra credibilità e al nostro ruolo geopolitico”.
La critica a Meloni: “Solo propaganda, zero risultati”
Dietro le parole di Conte si cela anche una critica più ampia alla gestione internazionale di Giorgia Meloni. L’ex presidente del Consiglio accusa la premier di aver sacrificato il protagonismo italiano per una politica tutta comunicazione e fedeltà atlantista, priva però di risultati concreti.
“Meloni ha basato la sua politica estera su slogan e dichiarazioni bellicose, ma oggi raccogliamo il conto: l’Italia è esclusa, non invitata, dimenticata”, sottolinea Conte, che rivendica invece la necessità di un ritorno alla diplomazia multilaterale e al dialogo. “Noi dobbiamo essere parte attiva nei negoziati, non spettatori in panchina”.
Una strategia alternativa: pace e mediazione
Il leader del M5S ha da tempo virato su una linea più dialogante nei confronti del conflitto, chiedendo all’Europa un impegno diplomatico forte per la pace. La sua visione si contrappone a quella dell’attuale esecutivo, accusato di sostenere una logica “militarista” inefficace.
“Servono diplomazia, cooperazione, rispetto del diritto internazionale – ribadisce Conte – non assenze e silenzi. È il momento di costruire ponti, non di sparire quando il mondo discute del futuro della guerra e della pace”.
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Conclusione: un’Italia marginale che preoccupa
Il messaggio è chiaro: Conte accusa la premier di aver condannato l’Italia all’irrilevanza nei momenti decisivi della storia europea. E mentre il conflitto in Ucraina continua a mietere vittime e a ridisegnare gli equilibri geopolitici globali, la denuncia dell’ex premier risuona come un campanello d’allarme: “L’Italia ha bisogno di un governo presente, competente e autorevole. Non di fantasmi.”



















