Ultim’ora – Rai, arriva il richiamo shock del Presidente Sergio Mattarella – Ecco che accade

Il Presidente della Repubblica interviene per la prima volta sulla situazione della Rai e sulla paralisi della Commissione di Vigilanza: “La libertà vive del funzionamento delle istituzioni, non della loro paralisi”

ROMA – 30 luglio 2025.
Un richiamo netto, istituzionalmente severo, ma carico di preoccupazione. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha rotto oggi per la prima volta il silenzio sullo stato della Rai e sulla paralisi che da mesi attanaglia la Commissione parlamentare di Vigilanza, definendo il quadro “sconfortante”. Un intervento pronunciato durante la tradizionale cerimonia del ventaglio al Quirinale, davanti alla stampa parlamentare, e che rappresenta un monito preciso rivolto alle forze politiche e alle istituzioni coinvolte nella governance del servizio pubblico radiotelevisivo.

“Il quadro offerto nella Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi sul tema di designazione del Presidente della Rai è sconfortante. La libertà vive del funzionamento delle istituzioni, non della loro paralisi”, ha affermato Mattarella.

Il Capo dello Stato ha poi ricordato che l’8 agosto entrerà in vigore il Regolamento europeo sulla libertà dei media, un provvedimento che stabilisce standard comuni per tutelare l’indipendenza editoriale e contrastare interferenze politiche nei media pubblici. Un riferimento che non è affatto neutro: proprio la mancata designazione del Presidente della Rai da parte della Commissione di Vigilanza è diventata il simbolo di un’impasse istituzionale che, secondo Mattarella, rischia di compromettere i princìpi fondamentali di pluralismo e autonomia dell’informazione.

“Il Regolamento europeo […] riguarderà, fra l’altro, le questioni dell’indipendenza editoriale, i contenuti delle grandi piattaforme digitali, il funzionamento indipendente dei media del servizio pubblico. Quest’ultimo è tema ancora più delicato, e richiama la assoluta necessità che le garanzie predisposte dalla legislazione siano attuate e non eluse”.

Un messaggio che, a molti, è apparso anche come un gesto di vicinanza ai giornalisti Rai, in un periodo segnato da dimissioni, proteste interne, tagli editoriali e denunce pubbliche sul venir meno dell’autonomia redazionale. Alcuni osservatori hanno sottolineato come il monito del Presidente possa indirettamente rafforzare figure come Sigfrido Ranucci, conduttore di “Report”, da mesi al centro delle tensioni con i vertici aziendali per le inchieste ritenute scomode.

Il ringraziamento di Floridia: “Un forte richiamo alla responsabilità politica”

Non si è fatta attendere la reazione della presidente della Commissione di Vigilanza Rai, Barbara Floridia, che ha accolto le parole del Presidente come un invito deciso a superare le divisioni politiche che bloccano i lavori dell’organismo parlamentare.

> “Le parole del Presidente Mattarella richiamano con forza tutti alla responsabilità. La paralisi in cui versa da mesi ostacola il corretto funzionamento di un’istituzione centrale per la vita democratica e per la tutela del pluralismo”, ha dichiarato Floridia, aggiungendo che “seguire l’appello del Presidente della Repubblica significa rafforzare la nostra democrazia e tutelare il servizio pubblico”.

Floridia ha quindi ribadito l’urgenza di far tornare pienamente operativa la Commissione, che è chiamata a esprimere un parere vincolante sulla nomina del Presidente Rai – una nomina che da mesi rimane in sospeso per il mancato accordo politico tra le forze parlamentari.

Una crisi che si riflette nel sistema dell’informazione

Il messaggio di Mattarella arriva in un momento in cui la Rai si trova in una condizione di evidente fragilità. Il Consiglio d’Amministrazione è incompleto, la figura del Presidente è vacante, e la gestione dell’amministratore delegato – nominato dal governo – è contestata da numerosi settori interni ed esterni all’azienda. Le proteste dei giornalisti, le inchieste bloccate o ridotte, e le continue polemiche sulla linea editoriale dei telegiornali (accusati di parzialità) hanno portato anche l’Usigrai e la Fnsi a denunciare un “commissariamento politico del servizio pubblico”.

Il Presidente della Repubblica, con la sua dichiarazione pubblica, ha dunque scelto di intervenire su un terreno delicato ma imprescindibile: quello della democrazia informativa. E lo ha fatto sottolineando che la libertà non è un principio astratto, ma una realtà che si costruisce e si difende quotidianamente attraverso il buon funzionamento delle istituzioni repubblicane.

Un gesto raro ma eloquente

Mattarella non interviene spesso su temi di attualità politica contingente. Lo fa solo quando ritiene che i valori costituzionali siano in gioco. Il suo discorso sullo stato della Rai e sull’immobilismo della Commissione di Vigilanza è quindi tutt’altro che una semplice nota di contesto: è un atto di difesa delle fondamenta democratiche del Paese, in cui il pluralismo dell’informazione e l’autonomia dei media pubblici non sono optional, ma elementi essenziali.

Un richiamo che ora attende risposte concrete da parte della politica.

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Conclusione – Il custode della democrazia fa sentire la sua voce

Con il suo intervento netto e misurato, il Presidente Sergio Mattarella ha posto un argine istituzionale alla deriva che rischia di compromettere l’autonomia del servizio pubblico e la credibilità delle istituzioni che dovrebbero garantirla. Il messaggio è chiaro: senza pluralismo, senza trasparenza e senza il pieno funzionamento degli organi preposti alla vigilanza, la libertà dell’informazione – e con essa, la tenuta democratica del Paese – vacilla.

Il Quirinale ha parlato. Ora la responsabilità passa al Parlamento, chiamato a sbloccare un’impasse che non è solo tecnica, ma profondamente politica. E soprattutto a ricordare che un servizio pubblico indipendente è un bene comune, non una posta da spartire.

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