L’eurodeputato M5S Mario Furore annuncia il ricorso alla Corte di Giustizia contro il progetto da 800 miliardi promosso da von der Leyen. “È un furto di democrazia. Ora decidano i giudici”.
Bruxelles – Il Parlamento europeo ha depositato ricorso alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea contro il piano di riarmo promosso dalla Commissione von der Leyen. A darne notizia è l’eurodeputato del Movimento 5 Stelle Mario Furore, membro della Commissione Affari Giuridici, che definisce la decisione un “primo successo del movimento per la pace”.
> “Ho una buona notizia da condividere con voi. Il Parlamento europeo ha fatto ricorso alla Corte di Giustizia contro il piano di riarmo”, ha scritto Furore in una nota. “Questa decisione segna la prima vittoria del movimento per la pace nato a L’Aia grazie all’iniziativa del presidente Giuseppe Conte”.
Il caso: il piano da 800 miliardi
Al centro dello scontro istituzionale c’è il progetto di creare un fondo per la difesa europea da 800 miliardi di euro, destinato ad accelerare gli investimenti in armamenti e capacità militari comuni. Un piano ambizioso, voluto dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen, che però – secondo Furore e altri europarlamentari – avrebbe ignorato il ruolo decisionale del Parlamento europeo.
> “Von der Leyen credeva di poter escludere il Parlamento dal processo decisionale. Un vero e proprio furto di democrazia”, denuncia Furore. “Il voto in Commissione Affari Giuridici è stato uno spartiacque. Abbiamo deciso di far valere i nostri diritti e ci siamo rivolti alla Corte”.
“Errore storico e pericoloso”
Per il Movimento 5 Stelle, che da mesi si oppone alla corsa al riarmo in Europa, la questione è sia di metodo democratico che di merito politico.
Secondo Furore, il piano rappresenta “un errore storico e pericoloso”, in quanto rischia di alimentare la tensione internazionale, deviare risorse fondamentali per il sociale e compromettere la visione originaria dell’Unione Europea come progetto di pace.
> “Ora la questione passerà ai giudici. Confidiamo che agiscano rapidamente e annullino questo piano”, afferma l’eurodeputato. “Continuerò a tenervi aggiornati su ogni sviluppo.”
Un fronte politico aperto
Il ricorso segna un passaggio significativo nella battaglia politica del M5S contro la militarizzazione dell’Unione, che Giuseppe Conte aveva già rilanciato con forza durante il vertice di L’Aia, dove ha riunito esponenti di diversi Paesi per un’Europa più pacifista e sociale.
Se la Corte di Giustizia dovesse accogliere il ricorso, potrebbe aprirsi una nuova stagione di confronto istituzionale sul ruolo del Parlamento europeo nelle scelte strategiche dell’Unione.
Le parole dell’eurodeputato Furore (movimento 5 stelle):
“Ho una buona notizia da condividere con voi. Il Parlamento europeo ha fatto ricorso alla Corte di Giustizia contro il piano di riarmo.
Un fronte politico aperto
Il ricorso segna un passaggio significativo nella battaglia politica del M5S contro la militarizzazione dell’Unione, che Giuseppe Conte aveva già rilanciato con forza durante il vertice di L’Aia, dove ha riunito esponenti di diversi Paesi per un’Europa più pacifista e sociale.
Se la Corte di Giustizia dovesse accogliere il ricorso, potrebbe aprirsi una nuova stagione di confronto istituzionale sul ruolo del Parlamento europeo nelle scelte strategiche dell’Unione.
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Conclusione: un ricorso per difendere la pace e la democrazia
Il ricorso alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea contro il piano di riarmo da 800 miliardi rappresenta molto più di un atto tecnico: è un gesto politico forte che riporta al centro del dibattito due questioni fondamentali per il futuro dell’Europa – la pace e la democrazia. Il Movimento 5 Stelle, con Mario Furore e Giuseppe Conte in prima linea, rivendica il diritto del Parlamento europeo a partecipare pienamente alle decisioni strategiche che plasmano l’identità dell’Unione.
In un tempo segnato da tensioni globali, emergenze sociali e crescenti diseguaglianze, l’idea di deviare risorse imponenti verso le armi, senza un reale confronto democratico, appare per molti non solo sbagliata, ma profondamente pericolosa. Ora la parola passa ai giudici, ma il segnale è chiaro: esiste un’alternativa al riarmo, e passa dalla partecipazione, dalla trasparenza e da una visione europea fondata sui valori di solidarietà e cooperazione.



















