Una giornata ad alta tensione politica al Parlamento europeo, con il Movimento 5 Stelle che interviene su due dossier commerciali destinati a pesare sugli equilibri interni dell’Unione: da un lato i rapporti con gli Stati Uniti e la partita dei dazi, dall’altro l’accordo Ue–Mercosur, contestato dagli agricoltori scesi in protesta a Strasburgo.
Nel giro di poche ore, due esponenti del M5S – Pasquale Tridico, capodelegazione al Parlamento europeo, e l’eurodeputato Gaetano Pedullà – hanno puntato il dito contro la maggioranza italiana e contro il ministro degli Esteri Antonio Tajani, accusando Fratelli d’Italia di “fare gli interessi di Trump” e definendo “campati in aria” i numeri diffusi dal titolare della Farnesina sui benefici economici del Mercosur per l’Italia.
Tridico: “Bene la sospensione della ratifica, FdI indossa la casacca a stelle e strisce”
Il primo intervento arriva da Pasquale Tridico, che commenta la sospensione del processo di ratifica degli accordi sui dazi con gli Stati Uniti. Tridico rivendica una posizione di netta contrapposizione verso l’ex presidente americano: “Davanti alle continue, deliranti, minacce di Trump si risponde con decisione, fermezza e unità”.
Nel mirino, però, non ci sono solo Washington e le pressioni esterne: Tridico attacca direttamente Fratelli d’Italia, chiamando in causa le dichiarazioni del presidente dei Conservatori europei (Ecr) Nicola Procaccini. “La reazione di Fratelli d’Italia… non stupisce”, afferma, sostenendo che il partito di governo “da tempo” avrebbe smesso di difendere la “casacca italiana ed europea” per “indossare quella a stelle e strisce”.
Tridico definisce inoltre “negoziato male e di fretta” l’accordo promosso dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen, collocandolo temporalmente e politicamente nelle dinamiche recenti: secondo la sua ricostruzione sarebbe stato negoziato “in Scozia”.
Groenlandia, Tridico: “Difendere autonomia e sovranità”
Nella dichiarazione del capodelegazione M5S entra anche un tema geopolitico: la Groenlandia. Tridico afferma che il Movimento “si assumerà le proprie responsabilità” e che sosterrà “nel voto del Parlamento europeo ogni iniziativa per difendere l’autonomia e la sovranità della Groenlandia, nonché gli interessi europei”.
Il passaggio, inserito nello stesso intervento sui rapporti con gli Stati Uniti, rafforza la linea politica indicata da Tridico: una risposta europea che, nelle sue parole, deve essere “unità” e “fermezza”, soprattutto nel contesto delle pressioni e delle minacce attribuite a Trump.
Strasburgo, proteste degli agricoltori sul Mercosur: interviene Pedullà
Il secondo fronte si apre a Strasburgo, durante la protesta degli agricoltori contro l’accordo Ue–Mercosur. Qui interviene Gaetano Pedullà, che contesta apertamente la narrazione economica del governo italiano e, in particolare, quella di Antonio Tajani.
Secondo Pedullà, i 14 miliardi che Tajani avrebbe indicato come ritorno economico per l’Italia grazie all’accordo sono “dati campati in aria”. L’eurodeputato spiega la sua critica con un ragionamento di competitività e presenza industriale: “Chi pensa che si può invadere il mercato dell’America Latina con il vantaggio dei dazi non ha compreso niente: è un mercato già occupato”.
“Mercati già occupati dalla Cina”: la contestazione sui vantaggi competitivi
Pedullà sostiene che in America Latina – così come nei Paesi Brics – il terreno sarebbe già presidiato dalla produzione cinese, citando in particolare settori strategici: “industria, automotive, meccanica, metalmeccanica”. E aggiunge il punto che, nella sua tesi, rende insufficiente l’abbattimento progressivo dei dazi: la Cina avrebbe “vantaggi competitivi ben maggiori del margine che si potrà ottenere abbattendo… i dazi doganali”.
Il messaggio politico è chiaro: per l’eurodeputato M5S, anche se l’accordo riducesse le barriere tariffarie, ciò non basterebbe a compensare uno scenario in cui la concorrenza internazionale – soprattutto cinese – è già radicata e strutturalmente più forte.
Due dossier, un’unica accusa: “propaganda” e scelte contro l’interesse europeo
Le due uscite del Movimento 5 Stelle si saldano in una lettura coerente: sul fronte Usa, Tridico accusa Fratelli d’Italia di essersi schierata di fatto su posizioni filo-Trump; sul fronte Mercosur, Pedullà attacca i numeri annunciati da Tajani e mette in discussione l’impianto economico dei vantaggi promessi.
Pur parlando di temi diversi – dazi e geopolitica da un lato, libero scambio e agricoltura dall’altro – gli interventi M5S convergono su un punto: la richiesta che l’Europa difenda i propri interessi con “fermezza” e che l’Italia, nelle sedi comunitarie, non si affidi a narrazioni considerate infondate o “campate in aria”.
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La giornata a Strasburgo racconta un Parlamento europeo attraversato da tensioni commerciali e politiche: la sospensione del percorso di ratifica sugli accordi legati ai dazi con gli Stati Uniti diventa, per Tridico, il terreno per accusare Fratelli d’Italia di “fare gli interessi di Trump”; la protesta degli agricoltori contro il Mercosur diventa, per Pedullà, l’occasione per contestare frontalmente Tajani e ridimensionare le aspettative economiche annunciate dal governo. Nel mezzo, l’idea – rivendicata dal M5S – che sui dossier strategici l’Europa debba rispondere con “unità” e proteggere sia la propria autonomia (fino alla Groenlandia) sia la tenuta dei suoi settori produttivi più esposti.



















