Ultim’ora – Scoppia il caso Scutellà-Gentile: per seggio Camera? Adesso però arriva la procura a…

Un seggio, due contendenti e un giallo parlamentare

Una battaglia lunga due anni e mezzo, fatta di ricorsi, esposti, accuse reciproche e colpi di scena. La contesa tra Elisa Scutellà (Movimento 5 Stelle) e Andrea Gentile (Forza Italia) sul seggio alla Camera dei Deputati nel collegio di Cosenza-Brizio arriva ora a una svolta giudiziaria.

La Procura della Repubblica di Cosenza ha infatti deciso di acquisire le schede riconteggiate e depositate in Parlamento, dopo l’esposto presentato proprio dall’ex deputata pentastellata. Al centro della vicenda ci sarebbero presunte irregolarità nelle 400 schede esaminate che hanno ribaltato il primo esito del voto a favore della Scutellà, consentendo invece l’ingresso a Montecitorio di Gentile.

L’esposto del M5S e il sequestro imminente

“Se oggi la Finanza entrerà alla Camera per sequestrare le schede discusse – ha scritto Scutellà sui social – è solo ed esclusivamente perché IO ho presentato un esposto in Procura”. Un messaggio duro e diretto, corredato dalla foto di Gentile nell’aula di Montecitorio. La deputata uscente del M5S accusa Forza Italia e la maggioranza parlamentare di aver approfittato del potere legislativo per modificare retroattivamente le regole, trasformando schede bianche e nulle in voti validi.

Il punto chiave dell’inchiesta è infatti proprio la validità di quelle schede che, inizialmente, non sarebbero dovute rientrare nel conteggio. Una decisione della Giunta per le elezioni, in passato molto contestata anche dal leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, aveva cambiato gli equilibri e assegnato il seggio a Gentile.

Gentile: “Finalmente si farà luce, io l’ho chiesto da tempo”

Ma Andrea Gentile non ci sta a essere rappresentato come il beneficiario di un’ingiustizia. “Sono contentissimo per questa apertura d’indagine – ha dichiarato – finalmente si farà luce sulle anomalie che io stesso ho segnalato da tempo”. Il parlamentare di Forza Italia sostiene di essere rimasto vittima di un primo conteggio scorretto e che la sua elezione sia stata pienamente legittima dopo la revisione dei verbali.

Gentile, in passato, aveva chiesto un riesame delle schede presso la Camera, rinunciando però – come sottolinea polemicamente Scutellà – a rivolgersi alla magistratura. “Se fosse stato così ansioso di verità – replica l’ex deputata – avrebbe potuto andare in Procura come ho fatto io due anni e mezzo fa”.

 

Scontro frontale e appello al confronto pubblico

Il caso si è caricato anche di toni personali. Scutellà lancia un invito pubblico a Gentile: “Se ha così tanta voglia di giustizia, io ci sono. Lo aspetto in un confronto pubblico”. L’accusa è chiara: aver approfittato di un meccanismo interno alla Camera dove, grazie alla maggioranza di centrodestra, è stato possibile ricalcolare i voti e rovesciare il risultato iniziale.

Dietro il duello politico e personale, c’è però anche una questione di principio istituzionale: può una Giunta parlamentare ribaltare un esito elettorale sulla base di criteri modificati in corso d’opera? E con quale legittimità?

La Procura indaga, il Parlamento osservato speciale

L’indagine, diretta dal procuratore Vincenzo Capomolla, punta a far luce sulla vicenda. La Guardia di Finanza si appresta a entrare nella Camera dei Deputati per sequestrare le schede al centro della polemica. I magistrati vogliono accertare l’indicazione di voto espressa dagli elettori e verificare se la riassegnazione del seggio sia avvenuta secondo criteri regolari o meno.

Nel frattempo, la questione si allarga anche al piano politico. La vicenda, rilanciata da Gazzetta del Sud e LaC News24, riaccende le tensioni tra maggioranza e opposizione, mettendo sotto i riflettori il funzionamento delle istituzioni parlamentari.

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Un precedente pericoloso?

Se l’inchiesta dovesse portare alla luce irregolarità gravi, potrebbe aprirsi un precedente delicato per l’equilibrio tra potere giudiziario e autonomia del Parlamento. Ma per Elisa Scutellà e il Movimento 5 Stelle, oggi conta solo una cosa: “fare chiarezza e restituire un seggio che ci è stato scippato”.

Il seggio conteso tra Gentile e Scutellà non è più solo una questione di voti: è diventato un caso nazionale sulla trasparenza e la tenuta della democrazia rappresentativa. E questa volta, sarà un’aula giudiziaria – non quella di Montecitorio – a dire l’ultima parola.

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