ULTIM’ORA shock – Il Governo Meloni si riunisce urgentemente dentro Palazzo Chigi – Ecco cosa accade

Roma, 15 ottobre 2025 – Si è svolta oggi a Palazzo Chigi, nella Sala Verde, la riunione interministeriale sulla ricostruzione di Gaza, presieduta dal vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani.
All’incontro hanno partecipato i rappresentanti dei ministeri interessati – Esteri, Difesa, Università, Agricoltura, Affari regionali e Disabilità – insieme al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e alla Protezione civile.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è invece impegnata a Roma per la riunione di alto livello del Processo di Aqaba, dedicato alla lotta al terrorismo e all’estremismo.

Tajani: “Italia pronta alla forza internazionale di stabilizzazione”

Durante la sua informativa alle Camere, Tajani ha confermato che l’Italia è pronta a partecipare alla Forza internazionale di stabilizzazione (ISF) prevista dal cosiddetto “Piano Trump” per la pace in Medio Oriente.

“Il nostro Paese – ha dichiarato – vanta una solida e riconosciuta esperienza nelle missioni internazionali. Naturalmente, il Parlamento sarà coinvolto in ogni decisione. Mi auguro che su questo tema si possa trovare un’unità di intenti tra tutte le forze politiche”.

Il ministro ha definito il piano statunitense “un successo ancora legato a un filo”, ma potenzialmente “una svolta storica capace di cambiare il volto del Medio Oriente e del Mediterraneo”.

“Una Gaza liberata dall’incubo di Hamas”

Tajani ha delineato il quadro della nuova fase del processo di pace:

“Oggi finalmente ci sono le condizioni per una Gaza liberata dall’incubo di Hamas e affidata provvisoriamente a un controllo internazionale, con la partecipazione attiva dei Paesi islamici.
L’obiettivo è arrivare a uno Stato palestinese vero, democratico e pacifico, guidato da una Autorità nazionale rinnovata, che riconosca Israele e sia riconosciuto da Israele”.

Il ministro ha ricordato che il governo italiano sostiene il piano sin dall’inizio, lavorando “con pazienza e concretezza” per mantenere vivo il dialogo e alleviare le sofferenze dei civili palestinesi.

> “Abbiamo costruito ponti – ha aggiunto – a dispetto di chi voleva tagliarli. È così che si lavora per la pace, con tessitura quotidiana, non con proclami”.

Il piano per la ricostruzione: 60 milioni e una missione tecnica a Ramallah

Nel pomeriggio, il governo ha discusso il piano operativo per la ricostruzione.
Già lo scorso anno l’Italia aveva stanziato 5 milioni di euro per la pianificazione dell’Autorità nazionale palestinese, con il supporto dell’Università di Architettura di Venezia.
Ora Tajani ha annunciato un nuovo pacchetto da 60 milioni di euro destinato a:

sicurezza alimentare,

assistenza sanitaria e cura dei feriti,

formazione della nuova classe dirigente palestinese,

rafforzamento del sistema ospedaliero con la collaborazione di eccellenze italiane come Bambin Gesù, Gemelli, Rizzoli e Meyer.


> “Una missione tecnica della cooperazione italiana sarà presto a Ramallah – ha spiegato – per coordinare gli interventi. Il nostro obiettivo è consolidare la pace creando sviluppo, lavoro e dignità”.


Diplomazia e prossime tappe

Tajani ha inoltre annunciato che il presidente dell’Autorità nazionale palestinese, Abu Mazen, sarà a Roma il 7 novembre per un incontro ufficiale.

“La nostra politica di ascolto e di ricerca di soluzioni – ha concluso – sarà anche la cifra dei prossimi Dialoghi Mediterranei che si terranno a Napoli, città crocevia del Mediterraneo, dove riunirò i ministri degli Esteri della regione. Parteciperà anche la ministra palestinese Varsen Aghabekian”.

Applausi bipartisan sono arrivati in Aula quando Tajani ha ricordato la lotta all’antisemitismo e la tragedia dei tre carabinieri morti nell’esplosione di ieri nel Veronese.

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In sintesi

L’Italia conferma piena adesione al processo di pace e disponibilità alla forza internazionale di stabilizzazione.

Il governo avvia un piano da 60 milioni di euro per ricostruzione, sanità e formazione.

Una missione tecnica italiana sarà presto a Ramallah.

Abu Mazen atteso a Roma a novembre per un nuovo vertice sulla pace e la cooperazione mediterranea.


Un Tajani diplomatico, ottimista ma cauto: “La pace è ancora fragile, ma per la prima volta da anni è a portata di mano.”

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