ULTIM’ORA – Shock per la Presidentessa Todde, ecco cosa le è accaduto – Arriva la denuncia

Roma, 5 novembre 2025 –
Il Movimento 5 Stelle ha condannato con fermezza la campagna di odio e insulti sessisti che in questi giorni ha preso di mira Alessandra Todde, presidente della Regione Sardegna.
In un post ufficiale pubblicato sui social, i pentastellati hanno parlato di una “vergognosa ondata di offese” e di “violenza verbale inaccettabile”, denunciando l’ennesimo episodio di misoginia politica che colpisce una donna impegnata nelle istituzioni.

La denuncia del M5S: “Un attacco indegno contro una donna seria e coraggiosa”

Nel messaggio diffuso dal Movimento, si legge:

“Condanniamo con forza la vile campagna d’odio e gli attacchi sessisti diretti ad Alessandra Todde. Una vergognosa ondata di insulti e offese sui social tenta di sminuire e delegittimare una donna impegnata con serietà e coraggio nel cambiamento della Sardegna. Ma nessuna minaccia e nessun insulto potrà fermarla”.

Il partito guidato da Giuseppe Conte ha voluto sottolineare che ogni forma di violenza verbale o discriminazione “è inaccettabile e va contrastata con decisione”.
Il post si chiude con un messaggio diretto alla presidente:

“Alessandra, non sei sola: noi siamo al tuo fianco”.

Gli insulti sui social: una campagna d’odio organizzata

La denuncia del M5S arriva dopo giorni di commenti gravemente offensivi rivolti alla Todde su Facebook e Instagram.
Tra i messaggi segnalati compaiono parole sessiste e denigratorie, con appellativi come “lurida”, “bagassa” e “puttana”, insieme ad accuse di “arroganza” e insulti personali sul suo aspetto fisico.
Molti dei commenti riportati sono stati scritti sotto post che celebravano i primi mesi di governo regionale della presidente, a capo di una coalizione progressista nata dall’alleanza tra Movimento 5 Stelle e Partito Democratico.

L’origine della campagna d’odio, secondo i pentastellati, non sarebbe casuale ma parte di un attacco politico organizzato, volto a colpire la figura della Todde in quanto donna e rappresentante del cambiamento politico in Sardegna.

Todde: “Non mi fermeranno. La violenza verbale non è opinione, è misoginia”

Pur non replicando direttamente agli insulti, Alessandra Todde ha voluto affidare ai propri canali un messaggio chiaro:

“Non mi lascio intimidire da chi usa la violenza verbale come arma politica. Questi attacchi non sono opinioni, sono misoginia pura. Le donne che fanno politica non devono abituarsi a essere insultate, devono essere rispettate come chiunque altro”.

La presidente ha aggiunto di voler proseguire nel lavoro amministrativo, ricordando che il suo impegno resta “concentrato sulle priorità dei cittadini sardi: lavoro, sanità, ambiente e diritti sociali”.

Solidarietà trasversale dal mondo politico e istituzionale

Dopo la denuncia del Movimento 5 Stelle, sono arrivati messaggi di solidarietà da diverse forze politiche.
La segretaria del PD, Elly Schlein, ha espresso il suo sostegno alla presidente sarda:

“A chi usa il sessismo come arma politica rispondiamo con unità e determinazione. Alessandra Todde è una donna competente e determinata, gli insulti non la fermeranno”.

Anche esponenti del mondo civico e associazioni femministe hanno condannato la campagna d’odio. L’associazione Se non ora quando ha definito l’episodio “l’ennesima prova del clima tossico in cui operano le donne in politica”, chiedendo maggiore tutela legale contro la violenza digitale e il cyberbullismo di genere.

Un problema sistemico: odio e sessismo contro le donne al potere

Il caso Todde non è isolato. Negli ultimi anni, numerose figure femminili della politica italiana – da Giorgia Meloni a Elly Schlein, da Lucia Azzolina a Laura Boldrini – sono state bersaglio di campagne d’odio online con contenuti sessisti, volgari e violenti.

Secondo un rapporto di Amnesty International Italia, oltre il 60% delle donne che ricoprono incarichi pubblici ha subito insulti o minacce a sfondo sessuale sui social.
Un fenomeno in crescita, che colpisce non solo le figure politiche ma anche giornaliste, attiviste e amministratrici locali.

Il M5S, nella sua nota, ha ribadito l’urgenza di rafforzare le leggi contro la violenza digitale e di promuovere una “cultura del rispetto e dell’uguaglianza anche nello spazio virtuale”.

Leggi anche

Conclusione: un segnale che riguarda tutti

Il caso Alessandra Todde diventa così un simbolo più ampio della battaglia per la dignità delle donne nella vita pubblica.
La reazione compatta del Movimento 5 Stelle e la solidarietà ricevuta mostrano che la politica non può restare indifferente di fronte all’odio sessista.

Todde, prima donna a guidare la Regione Sardegna, ha deciso di non arretrare di un passo:

“Ogni insulto rivolto a una donna è un insulto a tutte. Ma la Sardegna del futuro non si costruisce con la paura: si costruisce con il rispetto, il lavoro e il coraggio.”

Un messaggio che va oltre la polemica social, e che chiama in causa un principio fondamentale: la libertà delle donne di fare politica senza dover subire violenza verbale o discriminazione.

Condividi sui tuoi social:

Articoli popolari

Voce dei Cittadini