ULTIM’ORA: si torna alle urne. Ecco quando e che cosa si vota – Tutto quello che dovete sapere

L’8 e 9 giugno gli italiani saranno chiamati alle urne per esprimersi su quattro referendum abrogativi in materia di lavoro, promossi dalla CGIL e sostenuti apertamente dal MoVimento 5 Stelle. Un appuntamento cruciale, che riporta al centro dell’agenda politica e sociale temi come la precarietà, la sicurezza e le tutele contro i licenziamenti illegittimi.

L’annuncio della partecipazione attiva del M5S è arrivato il primo maggio, direttamente dal presidente Giuseppe Conte. In un video pubblicato sui social, l’ex premier ha confermato che il suo partito voterà quattro volte SÌ, lanciando un appello alla mobilitazione popolare: “Serve una spinta di partecipazione dal basso per recuperare il terreno perso giorno dopo giorno”.

I temi del referendum

I quattro quesiti puntano a:

ripristinare le tutele contro i licenziamenti illegittimi cancellate dal Jobs Act,

ampliare i diritti dei lavoratori delle piccole imprese, oggi limitati nei risarcimenti,

ridurre la precarietà, limitando l’abuso dei contratti a termine,

rafforzare la sicurezza sui luoghi di lavoro.


Per il leader del M5S, si tratta di “una prima occasione concreta per migliorare la vita delle lavoratrici e dei lavoratori”. E l’obiettivo è anche politico: riaffermare il diritto al lavoro stabile e sicuro in un contesto in cui, secondo Conte, il governo “taglia tutele, riduce la formazione e aumenta le disuguaglianze salariali”.

Il quorum e il silenzio

Come sempre nei referendum abrogativi, la sfida principale sarà raggiungere il quorum del 50% + 1 degli aventi diritto al voto. Ed è proprio su questo punto che si concentra la critica del M5S: “Stanno facendo di tutto per rendere invisibile questo referendum,” denuncia Conte. “C’è chi per paura tifa per l’astensione.”

Voto fuori sede: le scadenze

Attenzione anche per chi studia o lavora lontano dal proprio comune di residenza: è possibile votare fuori sede facendo richiesta entro il 4 maggio. I moduli sono disponibili online e nei comuni di domicilio temporaneo.

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Un segnale politico

Il M5S lega questa consultazione alla sua storia parlamentare e alle proposte più recenti, come il salario minimo legale, la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario e il congedo paritario. “Non basta festeggiare il primo maggio,” afferma Conte. “Bisogna essere protagonisti di una svolta.”

Le urne dell’8 e 9 giugno diventano quindi un banco di prova per una nuova stagione di diritti. E per chi, come il MoVimento 5 Stelle, punta a trasformare la protesta in proposta.

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