L’inchiesta “Che porci!” e le sue rivelazioni
Nella puntata del 29 maggio 2023 di Report, l’inchiesta “Che porci!” ha mostrato immagini scioccanti provenienti da un allevamento che rifornisce il Consorzio del Prosciutto di Parma. Le riprese documentavano suini malati, maltrattati e costretti a vivere in condizioni igieniche precarie, con presenza di escrementi e carcasse. Alcuni animali venivano trascinati per la coda o lanciati, e in un audio si sentiva un allevatore ordinare l’abbattimento di maiali malati.
L’inchiesta sollevava anche dubbi sull’efficacia dei controlli del CSQA, l’ente certificatore del circuito DOP del Prosciutto di Parma, suggerendo un possibile conflitto di interessi tra controllore e controllato.
La denuncia e l’archiviazione
A seguito della trasmissione, l’allevatore coinvolto ha denunciato Innocenzi e Ranucci per violazione di domicilio e interferenze illecite. Tuttavia, il giudice ha archiviato il caso, affermando che “le immagini sono palesi e incontrovertibili, dunque conformi al vero” e che “a fronte del carattere allarmante e di rilevanza pubblica della notizia, è prevalente l’interesse pubblico a informare la collettività”.
Il giudice ha archiviato l’indagine per violazione di domicilio e interferenze illecite nei confronti dei giornalisti Giulia Innocenzi e Sigfrido Ranucci, in relazione all’inchiesta sul Prosciutto di Parma trasmessa da Report nel maggio 2023. La decisione sottolinea l’importanza del diritto all’informazione e dell’interesse pubblico nel conoscere le condizioni degli allevamenti suini.
Le reazioni dei giornalisti
Giulia Innocenzi ha commentato la decisione sui suoi canali social, sottolineando l’importanza del diritto all’informazione: “Questa preziosa sentenza andrebbe fatta leggere a quei politici che, quando escono inchieste come questa, sono pronti a puntare il dito contro chi le fa per difendere l’industria. Prima viene il diritto a sapere”.
Anche Sigfrido Ranucci ha espresso soddisfazione per l’archiviazione, ribadendo l’impegno di Report nel portare avanti inchieste di interesse pubblico.
Cosa ha scritto la giornalista Giulia Innocenzi:
La reazione di Ranucci:
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Implicazioni per il giornalismo investigativo
La sentenza rappresenta un importante precedente per il giornalismo investigativo in Italia, riaffermando il ruolo fondamentale dei media nel controllare e denunciare pratiche dannose per la società. L’archiviazione del caso sottolinea che, in presenza di prove concrete e di interesse pubblico, il diritto all’informazione prevale su altre considerazioni.
Report continuerà a trasmettere nuove inchieste, con l’obiettivo di informare la cittadinanza e promuovere la trasparenza.
Per approfondire l’inchiesta “Che porci!” e le sue implicazioni, è possibile consultare la puntata del 29 maggio 2023 di Report.


















