L’intervento che scuote Strasburgo
Un intervento duro, senza sconti e che ha fatto tremare la già fragile architettura politica del Parlamento europeo. L’eurodeputato del Movimento 5 Stelle Danilo Della Valle ha puntato il dito contro la presidente Ursula von der Leyen e la cosiddetta “maggioranza Ursula”, accusata di essersi spaccata sull’ennesimo tema cruciale: la guerra a Gaza e le responsabilità del governo israeliano guidato da Benjamin Netanyahu.
“L’unica maggioranza possibile è quella europeista”, aveva rivendicato von der Leyen durante il suo intervento sullo Stato dell’Unione. Ma per Della Valle le sue parole si sono scontrate con la realtà dei fatti: “Peccato che pochi minuti dopo il suo gruppo politico, il PPE, ritirava la firma dalla bozza di risoluzione comune sulla situazione a Gaza”. Un episodio che, secondo l’europarlamentare M5S, certifica l’implosione di quella stessa maggioranza che regge gli equilibri dell’Europarlamento.
La denuncia: “Una risoluzione che mortifica le vittime”
Il punto più controverso riguarda la bozza di risoluzione che il Parlamento europeo si appresta a votare sulla crisi mediorientale. Della Valle ha parlato senza mezzi termini: “Domani il Parlamento europeo rischia di approvare una risoluzione che inneggia agli attacchi di Israele, che mortifica la memoria di 60mila morti a Gaza e che chiude gli occhi davanti al genocidio”.
Un’accusa pesantissima che mira non solo ai popolari europei, ma anche ai socialisti, accusati di mantenere una posizione ambigua: “I socialisti ne prendano atto e stacchino la spina, unendo le loro firme alla nostra mozione di sfiducia”.
Le proposte del Movimento 5 Stelle
Non solo denuncia, ma anche proposte. Della Valle ha annunciato che il Movimento 5 Stelle presenterà una serie di emendamenti mirati a invertire la rotta dell’Unione Europea sul dossier Medio Oriente. Tra questi:
Difendere Francesca Albanese, relatrice ONU per i diritti umani in Palestina, oggi sotto attacco e perfino a rischio di sanzioni americane;
Invitare gli Stati membri a rispettare i mandati di arresto emessi dalla Corte penale internazionale contro Netanyahu e il ministro della Difesa israeliano Gallant, accusati di crimini di guerra;
Appoggiare le misure del governo spagnolo, che ha annunciato azioni concrete per interrompere l’operazione militare israeliana a Gaza, invitando tutti i Paesi membri a seguire l’esempio.
Democrazia europea sotto accusa
Il discorso di Della Valle si inserisce in un clima di crescente tensione. Lo stesso eurodeputato, intervenendo nei giorni precedenti a Strasburgo, aveva denunciato la repressione delle manifestazioni pacifiche a sostegno della popolazione palestinese in diverse capitali europee: da Berlino a Parigi, da Roma a Bruxelles. “Ogni giorno vediamo manifestanti pacifici arrestati, mentre il Parlamento europeo resta in silenzio. Come possono sentirsi al sicuro i cittadini se la democrazia muore davanti ai loro occhi?”, aveva dichiarato.
Una maggioranza fragile
L’uscita del PPE dalla risoluzione su Gaza rappresenta, di fatto, l’ennesima frattura all’interno della cosiddetta “maggioranza Ursula”, già logorata da mesi di tensioni su bilancio europeo, politiche migratorie e sicurezza comune. Per il M5S, questo ennesimo strappo certifica l’inconsistenza politica di un’Europa incapace di parlare con una voce sola di fronte a una tragedia che ha già provocato decine di migliaia di morti civili.
Con parole dure e dirette, Della Valle ha alzato il livello dello scontro politico a Strasburgo, mettendo in imbarazzo Ursula von der Leyen e spingendo i socialisti europei a scegliere se continuare a reggere la maggioranza o se allinearsi a chi chiede un cambio di rotta. Sullo sfondo resta la carneficina a Gaza e il dramma di una popolazione schiacciata da mesi di bombardamenti.
Per il Movimento 5 Stelle, è il momento di rompere con le ambiguità e di trasformare le dichiarazioni in azioni concrete: fermare Israele e schierarsi senza tentennamenti per la pace e la giustizia internazionale.
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La conclusione è chiara: l’intervento di Danilo Della Valle ha segnato uno spartiacque nel dibattito europeo. Le sue parole non si limitano a denunciare le contraddizioni della “maggioranza Ursula”, ma mettono l’Europa davanti a un bivio politico e morale. Continuare a proteggere Israele con risoluzioni annacquate, o scegliere la strada del diritto internazionale, delle sanzioni e della difesa dei civili. Il Movimento 5 Stelle si propone come voce netta e coerente in un’Europa divisa, richiamando i socialisti e tutte le forze progressiste a non restare complici del genocidio a Gaza. In gioco non c’è solo il futuro della maggioranza di Strasburgo, ma la credibilità stessa dell’Unione come comunità che dice di fondarsi sulla pace e sui diritti umani.



















