Un epico Marcello Foa fa fare una figuraccia al leghista Pillon – Ecco cosa gli ha risposto – Super

La polemica sulla Rai si arricchisce di un episodio clamoroso che rivela ancora una volta le contraddizioni interne alla maggioranza. Dopo l’annuncio della chiusura della trasmissione di Marcello Foa, l’ex presidente Rai e volto storico del giornalismo televisivo, è stato l’ex senatore leghista Simone Pillon a intervenire con un tweet infuocato. Il messaggio, che voleva essere un atto di solidarietà, si è però trasformato in un boomerang per il governo.

Il tweet di Pillon: “In Rai comandano ancora i comunisti”

Pillon ha definito la chiusura del programma di Foa “brutale”, accusando i “comunisti” di controllare ancora la Rai e invocando una gestione totalmente in mano al centrodestra. «Smettiamola con la gentilezza e l’inferiorità culturale. Governo di centrodestra? Rai di centrodestra. Gli altri afuera!», ha scritto l’ex parlamentare leghista.

Un messaggio in pieno stile sovranista, che ricalca la narrazione della destra sulla Rai come “fortino della sinistra” da conquistare una volta per tutte.

La risposta di Foa: “Ha fatto tutto il centrodestra”

Ma a gelare Pillon e a smentire la sua teoria è stato lo stesso Marcello Foa, che con poche parole ha ribaltato completamente la narrazione: «Grazie Simone, però questa volta la sinistra non c’entra. Ha fatto tutto il centrodestra».

Una risposta secca, che mette nero su bianco ciò che molti osservatori sostengono da tempo: le scelte editoriali e i tagli interni in Rai non sono frutto di “poteri rossi”, ma delle dinamiche interne alla maggioranza di governo guidata da Giorgia Meloni.

La guerra interna al centrodestra

Il botta e risposta tra Pillon e Foa è lo specchio delle tensioni che attraversano il centrodestra sul controllo dell’informazione pubblica. Da un lato c’è la narrativa che dipinge la Rai come ancora ostaggio della sinistra; dall’altro la realtà, cioè una rete trasformata in quello che molti critici chiamano ormai “TeleMeloni”, dove la linea editoriale risponde agli equilibri interni della coalizione di governo.

Il caso Foa dimostra che non sempre gli obiettivi coincidono: dentro la stessa maggioranza si consumano scontri e regolamenti di conti che non hanno nulla a che fare con la sinistra, ma solo con la spartizione di potere e di poltrone.

La conferma di “TeleMeloni”

Le parole di Foa rappresentano forse la miglior prova della trasformazione della Rai in megafono del governo. Lo stesso ex direttore del Tg1 Gian Marco Chiocci, come emerso nei giorni scorsi, si prepara a lasciare la guida del principale telegiornale italiano per diventare portavoce della premier Meloni: un passaggio che dimostra quanto sottile sia ormai il confine tra informazione pubblica e propaganda politica.

Il caso Foa, dunque, è solo l’ultimo tassello di un mosaico che mostra come la Rai sia diventata terreno di lotta interna per il centrodestra, in un clima dove l’informazione rischia di essere sempre più subordinata alla convenienza politica.

Il tweet di Pillon, con la replica ironica e tagliente di Foa, smonta definitivamente la narrativa secondo cui la Rai sarebbe ancora sotto influenza della sinistra. La realtà è opposta: a dominare sono gli equilibri e i calcoli della destra al governo, che ha trasformato il servizio pubblico in un campo di battaglia interno.

La cosiddetta “TeleMeloni” non è più soltanto una definizione polemica, ma un dato di fatto confermato da chi, come Foa, ne è stato protagonista diretto.

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Il botta e risposta tra Pillon e Foa non è soltanto un episodio curioso, ma una fotografia nitida delle contraddizioni che agitano la maggioranza. Mentre la Lega e Fratelli d’Italia alimentano ancora la narrazione della Rai come “covo di comunisti”, la realtà mostrata dalle stesse voci interne è che il servizio pubblico è ormai saldamente nelle mani del centrodestra. Ma questa conquista non ha portato a una gestione unitaria: al contrario, ha scatenato rivalità e lotte intestine che rischiano di trasformare la Rai in un terreno di scontro permanente, con l’informazione ridotta a strumento di potere.

Il caso Foa dimostra come la destra finisca per smentire sé stessa: da una parte denuncia un’influenza che non esiste più, dall’altra rivela che la vera battaglia non è contro la sinistra, ma tutta interna a un governo che usa la Rai come bottino politico. Un gioco pericoloso che rischia di minare la credibilità del servizio pubblico e di ridurlo a semplice megafono della propaganda.

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