A L’Aria che Tira il senatore del Movimento 5 Stelle mette in guardia sui rischi di escalation con l’Iran
Il senatore Ettore Licheri, esponente di punta del Movimento 5 Stelle, ha acceso il dibattito a L’Aria che Tira, la trasmissione condotta da David Parenzo su La7, intervenendo con parole nette sulla delicata crisi tra Stati Uniti e Iran. Al centro del confronto televisivo, le minacce di Donald Trump e la possibilità di un coinvolgimento diretto delle forze armate statunitensi contro Teheran.
Il senatore ha criticato con forza le dichiarazioni dell’ex presidente USA, che aveva invocato la “resa incondizionata” del regime iraniano:
“Trump, quando si rivolge direttamente a Khamenei e dice ‘Arrendetevi’, parla di una resa incondizionata. Ma è una linea che io non condivido affatto. A meno che qualcuno, in questo tavolo, non venga a dirmi con certezza che il coinvolgimento diretto delle forze militari statunitensi non farà degenerare il conflitto.”
“Ogni volta che abbiamo abbattuto un regime, ne è arrivato uno peggiore”
Licheri ha incalzato gli interlocutori e il pubblico, ricordando i fallimenti strategici dell’Occidente negli ultimi decenni, dal Medio Oriente al Nord Africa:
“La storia ce lo insegna: ogni volta che abbiamo provato a rovesciare un regime con le bombe, ne è arrivato uno ancora più sanguinario. Non impariamo mai.”
Il senatore ha quindi spiegato che la caduta del regime iraniano non garantirebbe affatto maggiore stabilità. Anzi, secondo Licheri, il rischio è che emergano “seconde linee” ancor più radicali:
“Se buttiamo giù il regime attuale, ne arriverà uno nuovo, forse ancora più pericoloso. Una generazione più giovane, più determinata nella corsa all’arma nucleare.”
L’obiettivo: impedire l’accesso all’atomica, non alimentare il caos
Licheri ha riconosciuto che l’Iran rappresenta una minaccia strategica, soprattutto sul fronte nucleare, ma ha criticato l’approccio muscolare e unilaterale, tipico delle amministrazioni statunitensi:
“L’obiettivo primario deve essere quello di rendere la vita difficile al regime, contenerlo, impedirgli l’uso dell’atomica. Ma questo non si ottiene con i bombardamenti, bensì con diplomazia e pressione multilaterale.”
Il senatore ha infine invitato la politica italiana ed europea a non seguire passivamente la linea americana, ricordando che ogni conflitto innescato senza un piano per il “dopo” ha prodotto solo instabilità e tragedie umanitarie.
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Conclusione: una voce fuori dal coro sulla crisi iraniana
Nel panorama politico italiano, l’intervento di Licheri rappresenta una delle rare posizioni di prudenza e memoria storica. Mentre cresce il rischio di un confronto militare diretto tra Stati Uniti e Iran, e molti invocano una reazione forte dell’Occidente, il senatore M5S lancia un monito: la guerra non è mai la soluzione, e il vuoto lasciato dai regimi abbattuti è sempre stato riempito da qualcosa di peggiore.
Un messaggio chiaro, che suona oggi più attuale che mai, in un contesto internazionale in cui la politica sembra ripetere i suoi errori con inquietante regolarità.
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