Roma, 15 ottobre 2025 – Durissimo intervento del senatore Ettore Licheri (Movimento 5 Stelle) in Senato, durante l’informativa del ministro degli Esteri Antonio Tajani sul cosiddetto “Piano Trump per Gaza”.
Il capogruppo M5S ha accusato il governo e la comunità internazionale di aver trasformato la ricostruzione della Striscia in un’operazione “senza anima politica”, denunciando una pace “di facciata” costruita sui cadaveri di decine di migliaia di civili.
“Non è un piano di pace, è un rogito notarile”
Licheri ha attaccato frontalmente la narrazione ufficiale, smontando la retorica della “svolta storica” di Sharm el-Sheikh:
“Questa scintilla di speranza per Gaza non vi assolverà mai dall’ignavia, dalla passività, dalla viltà e dall’inerzia che avete dimostrato in questi due anni.
Qualunque cosa direte o farete, sarete sempre in ritardo di 70mila vite spezzate, e altre 10mila le troverete sotto le macerie.
Questo non è un piano di pace, è un piano urbanistico, è un rogito notarile.”
Il senatore ha ironizzato sul linguaggio usato durante i vertici diplomatici:
“A Sharm el-Sheikh non si è parlato di Stato di Palestina, ma di stato di avanzamento dei lavori. È vergognoso.”
“L’unica vera pace è quella dell’autodeterminazione dei palestinesi”
Per Licheri, un vero processo di pace non può prescindere da una prospettiva politica e dal riconoscimento del diritto dei palestinesi a uno Stato libero e sovrano:
“Un vero piano di pace deve prevedere una prospettiva politica per l’autodeterminazione dei palestinesi. Ma l’unica figura in grado di unire le anime del popolo palestinese è Marwan Barghouti, e proprio per questo è ancora in carcere. Va rimesso in libertà.”
Licheri ha poi definito Gaza “lo specchio del nostro tempo”, un luogo dove il diritto internazionale “vale solo fino a un certo punto”, oltre il quale “vince la legge del più forte e del più ricco”.
Un atto d’accusa politico e morale
Il discorso del senatore M5S ha assunto i toni di una vera e propria denuncia morale contro la comunità internazionale, accusata di essersi “voltata dall’altra parte” mentre il conflitto si trasformava in una catastrofe umanitaria.
Il riferimento ai “70mila morti” e ai “piani di ricostruzione senza politica” è un chiaro messaggio a chi, secondo Licheri, tenta di “lavare le coscienze” dietro la retorica della pace economica.
Il Movimento 5 Stelle si conferma la forza più critica del Parlamento sul dossier Gaza.
Dopo le parole di Riccardo Ricciardi, che aveva denunciato una “pace terrificante” e paragonato i palestinesi ai “pellerossa del XXI secolo”, l’intervento di Licheri segna un nuovo punto di rottura con la linea del governo Meloni e del ministro Tajani.
“Gaza – ha concluso Licheri – è il simbolo del fallimento della politica, il luogo dove la speranza è stata sostituita dai cantieri. Ma la libertà di un popolo non si costruisce con le ruspe.”
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Per il Parlamento italiano la verifica arriverà negli atti che seguiranno: se prevarrà la logica dei lavori o l’impegno per un percorso negoziale credibile. Il M5S si conferma la voce più critica sul dossier, in continuità con le parole di Ricciardi, segnando un nuovo strappo con la linea del governo. In questa cornice, “Gaza” resta—nelle parole di Licheri—il simbolo del fallimento della politica: la libertà di un popolo non si appalta, si costruisce con scelte responsabilmente politiche.



















