Durissimo intervento del capogruppo grillino: “Maggioranza incapace, qui decidono tutto fuori dal Parlamento”
Roma, 8 luglio 2025 – Il clima politico si infiamma nuovamente alla Camera, con un intervento al vetriolo di Riccardo Ricciardi, capogruppo del Movimento 5 Stelle, che ha sferrato un durissimo attacco al governo Meloni e alla maggioranza, accusandoli di “ipocrisia”, “propaganda” e, soprattutto, di svuotare il Parlamento di ogni funzione.
Dazi e mozioni-fotocopia: “Neppure un testo, copiano dall’opposizione”
Ricciardi ha preso la parola durante il dibattito sul tema dei dazi commerciali, denunciando l’assenza di qualsiasi proposta autonoma da parte della maggioranza:
> “La maggioranza non è stata nemmeno in grado di sintetizzare un testo proprio da sottoporre al Parlamento sui dazi. Che cosa fa? Copia e incolla le mozioni delle opposizioni, riscrivendole senza alcuna dignità politica”.
Una denuncia netta, che fotografa secondo il M5S l’inconsistenza della coalizione di governo anche su un tema delicatissimo, che riguarda centinaia di migliaia di lavoratori e migliaia di imprese italiane.
L’elenco delle accuse: “Parlamento umiliato, governo arrogante”
Ma l’attacco di Ricciardi non si è fermato ai dazi. Il capogruppo pentastellato ha elencato uno dopo l’altro gli episodi che, a suo dire, certificano il totale disprezzo della maggioranza per il Parlamento:
Rimpatrio in Libia di un condannato per pedofilia, senza che la premier Meloni si sia degnata di riferire in Aula;
Piano da 800 miliardi di euro per il riarmo, approvato senza alcun voto parlamentare, con la maggioranza che “ha persino evitato di scrivere la parola ‘riarmo’ nelle mozioni”;
Bocciatura sistematica delle proposte M5S su salario minimo, riduzione dell’orario di lavoro e sanità, con emendamenti soppressivi;
Audizioni lampo di un’ora soltanto con i ministri Tajani e Crosetto per discutere della drammatica situazione internazionale;
La richiesta assurda, secondo Ricciardi, di permettere ai sottosegretari di restare a casa il venerdì, mentre il Paese affronta emergenze continue.
“Vogliono la giornata della bresaola americana?”
Tra sarcasmo e indignazione, Ricciardi ha usato parole pesanti contro l’approccio del governo:
> “Per parlare di dazi ci dobbiamo inventare la giornata della bresaola americana? Qui si gioca con la vita delle imprese e dei lavoratori, e questi passano il tempo con la loro schifosa propaganda”.
L’accusa principale è chiara: il governo sta trasformando il Parlamento in una mera scenografia, mentre tutte le decisioni reali vengono prese altrove, lontano dal dibattito democratico.
“Il governo parla di autocrazie? Si guardi allo specchio”
La stoccata finale di Ricciardi è arrivata proprio su uno dei cavalli di battaglia di Giorgia Meloni:
> “Questo governo continua a parlare di autocrazie e libertà, ma la verità è che dovrebbe guardarsi allo specchio. È il primo ad aver svuotato il Parlamento e ad aver calpestato ogni confronto democratico”.
Un’accusa che punta a colpire l’ipocrisia della maggioranza, che da mesi si scaglia contro regimi e governi autoritari all’estero, mentre – secondo il M5S – dentro i confini italiani si comporta con la stessa chiusura e arroganza, riducendo il Parlamento a una mera formalità.
Un Parlamento “inutile”? La rabbia dell’opposizione cresce
Le parole di Ricciardi riflettono una tensione crescente tra governo e opposizioni, con il Movimento 5 Stelle in prima linea nel denunciare l’“espropriazione” delle funzioni parlamentari.
Il messaggio lanciato oggi in Aula è chiaro:
> “Così non si può andare avanti. Se dobbiamo assistere a decisioni prese solo a Palazzo Chigi o nei salotti delle lobby, tanto vale chiudere il Parlamento”.
Un’accusa durissima che, con ogni probabilità, alimenterà nuove polemiche nei prossimi giorni. E che conferma il clima da scontro frontale che domina ormai in Aula e nel Paese.
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Lo scontro in Aula, con il durissimo attacco di Ricciardi, segna un nuovo punto di rottura nel già tesissimo confronto tra governo e opposizioni. Le accuse del capogruppo M5S, che denuncia un Parlamento svuotato e trasformato in una “scenografia inutile”, mettono a nudo il clima di sfiducia crescente nelle istituzioni democratiche.
Quella che dovrebbe essere la sede del confronto politico si ritrova sempre più ai margini, mentre — secondo il M5S — le decisioni vengono prese a porte chiuse, tra vertici ristretti e interessi di potere.
Il messaggio lanciato da Ricciardi è netto: o il Parlamento torna ad avere un ruolo vero, oppure la crisi democratica rischia di diventare irreversibile. La sfida ora si sposta nelle piazze e nei media, con un’opposizione pronta a cavalcare la rabbia popolare contro un governo accusato di chiusura e arroganza. E il confronto istituzionale, ancora una volta, si fa sempre più incandescente.



















