Un Travaglio senza peli sulla lingua: “Quello che tocca il Governo diventa s…” – il SUPER VIDEO

“Non fanno disastri perché sono fascisti, ma perché sono incapaci. Qualunque cosa tocchino diventa sterco: sono dei Re Mida al contrario.” Marco Travaglio non le manda a dire. Ospite dell’ultima puntata di Accordi & Disaccordi — il talk condotto da Luca Sommi sul Nove, con la partecipazione fissa di Andrea Scanzi — il direttore de Il Fatto Quotidiano è tornato a puntare il dito contro il governo Meloni, accusandolo di incompetenza diffusa e propaganda sistematica.

Lo spunto arriva dal video pubblicato il 30 aprile da Giorgia Meloni sui propri canali social: un’autocandidatura celebrativa in vista del Primo Maggio, dove la premier rivendica un milione di posti di lavoro creati, salari più alti e un’Italia “che riparte”. Travaglio, però, non ci sta e ribatte punto per punto: “Mi meraviglio che ancora oggi si perda tempo a parlare di fascismo e antifascismo. Alla gente interessa la realtà, quella che vive sulla propria pelle”.

Il tema del lavoro e la propaganda
Per Travaglio, l’operazione comunicativa della premier è solo un abile maquillage: “Tu non puoi raccontare agli italiani che avete creato un milione di posti di lavoro dal nulla, quando sappiamo benissimo che l’80% di quei contratti riguarda over 50 che non possono andare in pensione perché gli avete alzato l’età pensionabile. Dopo aver promesso che avreste abolito la Fornero”.

Il direttore rincara: “Quel video è una palla alzata per una schiacciata, ma l’opposizione preferisce ancora parlare di fascismo. Così facendo, fa il gioco della destra. Alla gente interessa sapere perché, nonostante le promesse, l’occupazione resta precaria e le pensioni sempre più irraggiungibili”.

Dati e retorica: l’Italia tra narrazione e disillusione
Il riferimento è chiaro: l’Italia reale, quella che lavora con contratti a termine, che si barcamena tra stipendi fermi e costo della vita alle stelle, poco ha a che vedere con l’Italia narrata dai palazzi del potere. “Siamo nel regno del racconto, della propaganda costante, dove la realtà viene piegata al messaggio. Ma alla fine i cittadini si accorgono che è tutta facciata”, sottolinea Travaglio.

Il rischio dell’opposizione distratta
Travaglio invita le forze progressiste a cambiare registro: “Se ogni volta che la Meloni apre bocca l’unica risposta che si riesce a dare è ‘fascista’, si finisce per banalizzare tutto. Non è così che si fa opposizione. Bisogna entrare nel merito, smontare i dati, denunciare le contraddizioni. Perché il vero problema non è il Ventennio: è il presente.”

Leggi anche

Re Mida al contrario: un governo che distrugge ciò che tocca
L’immagine più potente arriva alla fine: “Sono dei Re Mida al contrario. Tutto ciò che toccano, lo rovinano. Giustizia, sanità, scuola, lavoro: non c’è settore che non stia peggiorando. Non per ideologia, ma per pura, semplice, brutale incapacità”.

Una stoccata durissima, quella di Travaglio, che però fotografa un sentimento diffuso. Al di là degli schieramenti, sempre più italiani percepiscono una distanza crescente tra la narrazione del potere e la realtà quotidiana. E mentre a Roma si esaltano traguardi immaginari, nel resto del Paese si lotta per arrivare a fine mese.
VIDEO:

Condividi sui tuoi social:

Articoli popolari

Voce dei Cittadini