L’ex sindaca rompe il silenzio e respinge le ricostruzioni sui presunti accordi interni
Il clima politico torna a scaldarsi attorno al Movimento 5 Stelle. A riaccendere il dibattito è Virginia Raggi, che con un intervento sui social ha denunciato quella che definisce una nuova fase di ricostruzioni giornalistiche “fantasiose”, legate — secondo la sua lettura — all’avvio della campagna elettorale e al timore che il M5S possa tornare a essere un soggetto centrale nello scenario politico.
L’ex sindaca di Roma ha scelto un tono netto, diretto, senza giri di parole. Al centro del suo intervento c’è la volontà di smentire articoli e indiscrezioni che, negli ultimi giorni, avrebbero raccontato presunti accordi, manovre interne e strategie politiche costruite attorno al suo nome.
“Il M5S torna a fare paura”: l’attacco di Raggi
Nel suo post, Raggi parte da una considerazione politica: la campagna elettorale sarebbe appena cominciata e, proprio per questo, il Movimento 5 Stelle sarebbe tornato nel mirino. Secondo l’ex prima cittadina, negli ultimi giorni sarebbero apparse ricostruzioni che lei definisce “fantasiose”, se non addirittura inventate, riguardanti il suo ruolo e i suoi rapporti politici.
Il punto centrale della sua denuncia è chiaro: a suo avviso, lo schema sarebbe sempre lo stesso, cioè mettere esponenti dello stesso campo politico gli uni contro gli altri, alimentando divisioni, sospetti e retroscena.
Raggi respinge così l’idea di essere coinvolta in manovre oscure o in operazioni politiche contro Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle. Anzi, sottolinea di avere con Conte un buon rapporto, pur rivendicando la libertà di mantenere rapporti anche con altre figure del mondo politico e civico vicino alla storia del Movimento.
Il riferimento ad Alessandro Di Battista e all’associazione “Schierarsi”
Uno dei passaggi centrali riguarda Alessandro Di Battista. Secondo le ricostruzioni citate da Raggi, l’ex sindaca starebbe tramando insieme a lui per fondare un nuovo partito contro Conte. Una tesi che lei respinge con fermezza.
Raggi chiarisce di non essere iscritta all’associazione “Schierarsi”, realtà legata proprio a Di Battista, e spiega che basterebbe questo dato per smontare l’intera costruzione. Allo stesso tempo, però, rivendica la possibilità di sostenere Di Battista quando lo ritiene giusto, senza che questo venga automaticamente interpretato come un complotto o come una rottura interna.
Il messaggio politico è evidente: per Raggi, avere rapporti, dialogare o sostenere alcune posizioni non significa tramare, organizzare scissioni o preparare operazioni contro qualcuno.
Le presunte accuse interne e i nomi citati
Nel suo intervento, Raggi cita anche altri nomi del Movimento 5 Stelle. Secondo quanto riportato nel post, nelle ricostruzioni giornalistiche si arriverebbe persino a sostenere che lei stia litigando con Paola Taverna e Francesco Silvestri.
Anche questa ipotesi viene liquidata come parte di una narrazione più ampia, costruita per rappresentare il Movimento come attraversato da scontri, faide e tensioni personali. L’ex sindaca parla infatti di un “complotto in piena regola”, usando un’espressione forte per descrivere quella che ritiene una rappresentazione distorta della realtà.
Il senso della sua presa di posizione è quello di ricompattare il quadro e respingere l’immagine di un Movimento diviso, attraversato da manovre sotterranee e da rivalità insanabili.
Una smentita che diventa messaggio politico
Il post di Virginia Raggi non è soltanto una smentita personale. È anche un messaggio politico rivolto all’esterno e all’interno del Movimento. Da un lato, l’ex sindaca contesta chi racconta un M5S in preda al caos; dall’altro, rivendica la possibilità di mantenere autonomia di giudizio senza per questo essere collocata automaticamente dentro una corrente, una rottura o una strategia alternativa.
In questa fase, ogni movimento interno al campo pentastellato viene letto con attenzione. I rapporti tra le diverse anime del Movimento, le figure storiche, gli ex amministratori e la leadership attuale di Giuseppe Conte restano al centro del dibattito politico. Per questo, anche un semplice post di smentita può assumere un significato più ampio.
Raggi prova a ribaltare la lettura: non sarebbe il M5S a essere in difficoltà, ma sarebbero gli avversari e una parte del racconto mediatico a temerne una possibile ripresa.
Il nodo della campagna elettorale
Il riferimento alla campagna elettorale è uno degli elementi più importanti del messaggio. Secondo Raggi, l’avvio della competizione politica avrebbe riattivato dinamiche già viste: retroscena, indiscrezioni, presunti piani segreti e narrazioni divisive.
La sua tesi è che, quando il Movimento torna a essere percepito come competitivo, aumentano anche i tentativi di indebolirlo attraverso il racconto di fratture interne. È una lettura fortemente politica, che punta a trasformare la smentita in una chiamata alla compattezza.
Non a caso, il post si chiude con una frase dal tono combattivo: andare avanti “sempre a testa alta”. Un’espressione che suona come una risposta non solo agli articoli contestati, ma anche a chi immagina un Movimento rassegnato, diviso o marginale.
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La presa di posizione di Virginia Raggi riporta al centro il tema dei rapporti interni al Movimento 5 Stelle e del modo in cui vengono raccontati all’esterno. L’ex sindaca nega trame, accordi segreti e operazioni contro Giuseppe Conte, respinge le ipotesi di rottura con altri esponenti pentastellati e rivendica la libertà di sostenere singole battaglie o figure politiche senza essere accusata di complottare.
In un momento in cui la campagna elettorale comincia a definire alleanze, tensioni e strategie, il messaggio di Raggi è chiaro: il M5S, secondo lei, è tornato a fare paura. E proprio per questo, sostiene, sarebbe finito nuovamente al centro di ricostruzioni tese a dividerlo. La risposta dell’ex sindaca è una sola: respingere le accuse e andare avanti. A testa alta.



















